Roma-Napoli, Le Pagelle Brillanti: 10 a Mou

Le Pagelle Brillanti de "Il Punto Brillante" della sfida di ieri tra Roma e Napoli, valevole per l'undicesima giornata di Serie A.

Articolo di Peppe Brillante24/10/2022

©️ “MOURINHO” – FOTO MOSCA

MERET SV
Senza voto. Come quando giochi contro la Rappresentativa della Val di Sole o contro gli Alcolisti Anonimi. E qualcuno parla di partita equilibrata o di vittoria non meritata. Una sola uscita bassa e la sensazione che un fruitore del Reddito di Cittadinanza sia più impegnato di lui. Era più giusto il pareggio, cose da pazzi!

DI LORENZO 7
Contro Spinazzola, una rimpatriata tra amici campioni d’Europa lo scorso anno. All’inizio lo soffre, come se fosse un cittadino di Gubbio che va a cena fuori. Poi si accorge che la Roma è come quell’automobilista sulla tangenziale di Napoli, che non può superare la velocità imposta dai tutor. E così inizia ad offendere, con il lancio dell’occasione di Elmas e la palla che poi da Politano arriva ad Osimhen.

KIM 8
Conosco persone di un metro e novanta che a stento riescono ad allacciarsi le scarpe. Questo qua corre come un centometrista con la resistenza di un mezzofondista e la concentrazione di un professionista di tiro al piattello. Spegne Abraham come se avesse il comando vocale di Alexa impostato su “Spegni Tammy”. 3 pacchetti di Kim 10 euro …qui a Napoli abbiamo letto cose che voi umani…

JUAN JESUS 7,5
Soffre all’inizio la velocità di Zaniolo, ma lo segue ovunque, manco fosse Zaccagni in cerca di vendetta personale. Poi ha sul piede un rigore in movimento, da calciare al volo e buttare la porta a terra, altro che eruzione del Vesuvio. Ma lì ci fa capire che il suo ruolo è il difensore. Ed è un ruolo che fa benissimo, con leadership. Ecco perchè abbiamo accettato l’infortunio di Rrahmani con la stessa serenità con la quale abbiamo accettato la Meloni premier. Tanto non cambierà mai nulla. Cit.

OLIVERA 7
Vederlo titolare è stata una sorpresa. Come quando ho scoperto che si dice “1, 2, 3 stai là” e non 1,2,3 stella. Mette in mostra, come al solito, le sue qualità: corsa, tecnica, accelerazione e fisico da lottatore. Ingenuo sul fallo al limite su Zaniolo, ma è suo un assist per Lozano. In ogni caso su quella fascia detta i tempi come fa Signorini al Grande Fratello. Vippooooni … abbiamo due terzini sinistri forti, forti, forti.

NDOMBELE 6,5
Inizia maluccio perdendo una palla ai limiti del suicidio contro Camara. Per fortuna che l’azione termina con una pallonata addosso all’armadio coreano. Però si fa apprezzare anche per tante cose buone, vedi aperture sulla fascia con la trivela. Si guadagna anche un rigore alla Lautaro, ma lui gioca per il Napoli e quindi il protocollo, la palla che cambia direzione, il riscaldamento del Pianeta, gli aumenti delle utenze ecc ecc… ed il rigore scompare. Nella ripresa prende il giallo e dopo pochi minuti va a farsi la doccia.

(ELMAS 6)
Entra bene, mostrando buone qualità in palleggio. Peccato però per l’occasione da gol che spreca calciando in modo “moscio” addosso al difensore. E peccato anche per un paio di anticipi subiti dai difensori della Roma. Però abbiamo vinto e quindi oggi può anche farsi un album fotografico con la sua fidanzata “panchina”, tutto gli è perdonato.

LOBOTKA 6,5
Poco nel vivo del match, ma soltanto perché Mourinho lo fa seguire a uomo da un avversario, manco fosse una puntata di Pechino Express che a coppia devi arrivare al traguardo sennò non vale. Ma quando ha la palla, pur senza strafare, riesce comunque a dare un ritmo alla manovra azzurra. Certo, David Guetta lo apprezzi pure alla festa degli Alpini, ma ascoltarlo all’apertura di un locale ad Ibiza è tutt’altra cosa.

ZIELINSKI 7
Quando vedi uno come lui sbagliare dei passaggi elementari ti senti come se tua moglie ti avesse preparato una pasta e patate dimenticandosi della provola. Ti senti tradito, insomma. Ma quando lo vedi servire di testa una palla gol enorme ad Elmas ti passa tutto. E soprattutto se lo vedi buttarsi in scivolata per salvare un tiro da fuori di Camara, ti scende la lacrimuccia dall’emozione, manco stessi guardando la Passione di Cristo. E se avesse segnato Osimhen su quella ripartenza, avrei chiesto la cittadinanza polacca già domattina.

(GAETANO 7)
Diciamolo, quando ha provato a calciare dal limite anziché darla a Kvara, tutto libero, ognuno di noi gli ha riservato le stesse parole che diremmo alla nostra ex se ci tradisse con un gobbo. La sua espressione davanti alle telecamere, quando Spalletti lo chiama, è tipica di chi viene interrogato a sorpresa dal professore nonostante sia stato già interrogato il giorno prima. Però non demerita, anzi, partecipa attivamente alla fase decisiva del match. Merita minutaggio adesso.

LOZANO 7,5
Come si chiama quell’allenatore che guadagna 7 milioni netti a stagione e fa giocare anticalcio alle proprie squadre? Aspetta … ah si, è lui, Josè Mourinho. Questo per rispondere alle buffonate dello (ex) special one nel post partita. La verità è che sono più i falli non visti commessi su Lozano che quelli in cui il messicano simula. Prova a segnare nel primo tempo ma dribbla bene e calcia male. Ci riprova nella ripresa piegando le mani a Rui Patricio. E regala una palla gol ad Osimhen prima di uscire. Anzi prima di uscire prende una manata da Ibanez, senza tuffarsi.

(POLITANO 7,5)
Entra con la stessa energia di un quindicenne quando scopre chi è Jessica Rizzo su un sito vietato ai minori, lavorando però molto di piede e poco di mano. E con quel piedino più delicato di un fiocco di neve di Poppella fa partire un lancio di 40 metri sopra la testa di Smalling, per quella belva con il numero 9. Assistman e tutti a cantare … Vesuvio Erutta, entra Politano e la palla non butta …

OSIMHEN 8,5
Non esiste un solo tifoso del Napoli sulla faccia della Terra che non abbia gridato “Spallè, miett a Raspadori e liev a chist” quando si è divorato un gol facile facile a metà secondo tempo. Pure sua mamma e i suoi migliori amici ne chiedevano la sostituzione, nonostante avesse regalato una palla gol a Jesus e Smalling, il suo avversario, era più ansioso di uno juventino prima di giocare una finale. Ma Victor è un numero 9 vero e su una palla complicata si inventa un gol alla Batistuta. Anzi alla Cavani. Facciamo così, alla Osimhen! Godo. Anzi gode, Napoli.

KVARATSKHELIA 7
Avere il georgiano contro è come avere la moglie possessiva che ha tutte le tue credenziali di Instagram, Facebook e Tik Tok. Non puoi fare passi falsi che sei fottuto. E nel primo tempo il fenomeno Karsdorp (fenomeno quando aizza il suo popolo per una rimessa laterale) lo limita abbastanza. Ma nella ripresa, minuto dopo minuto, diventa protagonista, prima con il coast to coast che porta al quasi gol di Jesus e poi con gli ultimi 15 minuti quando fa il bulletto con gli avversari, tenendo tutto per sè il pallone.

SPALLETTI 7,5
Il Napoli non ha fatto una grandissima partita, ok, però cerchiamo di analizzare le occasioni da gol. Partiamo dalla Roma. Ok, adesso passiamo al Napoli: nei primi due minuti due mezze occasioni, poi i tiri dal limite forti ma centrali di Zielinski e Lozano, il rigore prima dato e poi tolto, l’occasione di Lozano con la parata del portiere, Jesus che sbaglia il rigore, Elmas che calcia sul difensore, Kvara che fa sedere il difensore e calcia male, Osimhen che si divora il gol a tu per tu, l’eurogol sempre di Victor. Mettiamoci anche la fiducia incondizionata ad Osimhen che ricambia col gol vittoria o l’azzardo Gaetano nel momento decisivo. Oppure Olivera titolare. Undici vittorie di fila come era successo una sola volta nella storia del Napoli. Chapeau mister, non ci svegliare.

MOURINHO 10
E se Mourinho facesse come quei genitori di una volta, che passavano loro lo stipendio al datore di lavoro, per passarlo al figlio, affinché lavori ed impari un mestiere. Non si spiega come sia possibile farsi dare 7 milioni di euro netti l’anno quando le sue squadre giocano peggio delle nazionali cantanti. E se invece quei soldi gli vengono dati solo per intrattenimento, come si fa con le grandi star della Tv, tipo Fiorello, che ne so. Perché quello che dice nel post partita non è mai banale. Ma nemmeno credibile. Come quei comici che fanno sempre le stesse battute di 30 anni fa. E quindi il 10 in pagella questa settimana è per lui, perché è il sogno di ogni essere umano quello di essere pagati profumatamente pure se non ci ricordiamo più nulla di quello che facevamo anni fa. Ed è il sogno di tutti noi dire cazzate in conferenza stampa senza che nessuno possa contraddirci. W Mou. Ma sappi che io non sono mica Pirla!

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