Guillermo Ochoa, l’eroe di Messico-Polonia che fu vicino al Napoli
Dai primi passi in Messico al rigore parato a Robert Lewandoski a Qatar 2022, passando per la trattativa sfumata con il Napoli. Questa è la particolare carriera di Gullermo Ochoa.

Mercoledì 22 novembre sono scese in campo Messico e Polonia per dare il via al proprio Mondiale. Dopo la clamorosa sconfitta dell’Argentina contro l’Arabia Saudita per 2-1, le due squadre avevano una ghiotta occasione per portarsi da subito in vantaggio sulla rivale albiceleste.
La gara delle 17:00 ha visto sfidarsi molti nomi di prestigio, tra i quali, molti di questi, militano proprio nel nostro campionato di Serie A. Per i tifosi del Napoli è stata l’occasione per vedere Hirving Lozano e Piotr Zielinski rivali per 90 minuti, gli appassionati di calcio, invece, attendevano con ansia di assistere alla prestazione di Robert Lewandoski, uno dei bomber più prolifici del calcio mondiale.
Tutti questi profili, però, hanno perso i riflettori dinanzi alla sontuosa performance di Guillermo Ochoa, portiere del Messico che, all’età di 37 anni, si è tolto la soddisfazione di parare un calcio di rigore proprio all’attaccante polacco.
La bizzarra carriera di Ochoa: dai primi passi in Messico allo sbarco in Europa
Guardando le ottime prestazioni sfornate durante il Mondiale da questo non più giovane portiere, ci si immagina una carriera importante; la verità però è ben diversa.
Negli anni il nome di Ochoa non si è sentito spesso, anzi, per niente. La pronuncia del suo cognome la sentiamo puntualmente in ogni edizione della Coppa del Mondo, registrandosi tra i portieri più determinanti della fase a gironi, ma, nei precedenti 4 anni che anticipano il Mondiale, le voci sull’estremo difensore messicano svaniscono drasticamente.
Se si guarda quello che è stato il percorso nel mondo del calcio professionistico, può sorgere il dubbio che la carriera non renda i giusti meriti al portiere de “El Tricolor”, che con le proprie prestazioni si è sempre dimostrato un valido elemento dall’affidabile sicurezza.
Ochoa ha mosso i suoi primi passi in patria. Era il 15 febbraio 2004 quando sulla panchina del Club de Futbòl Amèrica (squadra con la quale vanta 424 presenze in carriera) arrivò Mario Carillo per prendere il posto dell’argentino Oscar Ruggieri.
Dal suo ingresso nel club Carillo non ebbe alcun dubbio, e decise di puntare sull’allora giovane Ochoa, che a quei tempi aveva appena 19 anni.
Con il CF Amèrica arrivarono i primi trofei: vittoria del campionato messicano nel 2005 e nel 2006 Ochoa alzò la coppa CONCAF Champions League.
Le ottime prestazioni sfornate in Messico, consentirono ad Ochoa di farsi notare dai quotidiani europei, specialmente da quelli francesi che nel 2007 lo inserirono nella lista per il Pallone d’Oro.
Lo sbarco nel calcio europeo avvenne nel 2011, con il trasferimento a parametro zero all’Ajaccio. In Francia Ochoa ha disputato 116 partite in tre anni, ma questa volta non arrivano trofei nel corso del suo triennio francese.
Sempre a parametro zero, il 1 agosto del 2014 il portiere messicano si trasferì in Spagna per firmare con il Malaga. L’esperienza con il club andalusiano, però, non andò per il verso giusto.
Furono solo 19 le presenze in due anni per Ochoa, il quale successivamente decise di andare al Granada nel 2017 dove trovò più fiducia raccogliendo 39 presenze stagionali.
Archiviata la deludente parentesi spagnola, per l’ormai maturo portiere messicano si presentò l’occasione di vestire la maglia dello Standard Liege in Belgio.
Con il club belga non solo tornarono i trofei in bacheca, come la Coppa del Belgio, ma si presentò l’occasione per Ochoa di cimentarsi all’interno delle coppe europee come l’Europa League, dove non andò oltre la fase a gironi; e le fasi preliminari della Champions League, dove lo Standard Lierge non riuscì ad accedere al turno successivo.
Nel 2019 Ochoa è tornato in Messico nel CF Amèrica, dove si è consacrato come bandiera e simbolo del club.
Quella volta che Ochoa fu vicino a vestire la maglia del Napoli
Per Gullermo Ochoa in passato c’è stata anche la possibilità di sbarcare in Italia, a Napoli.
Era l’estate del 2018 e con l’arrivo di Carlo Ancelotti ai piedi del Vesuvio, la società azzurra decise di rivoluzionare il parco portieri.
Alle partenze di Pepe Reina, Luigi Sepe e Rafael, arrivarono gli acquisti di Orestis Karnezis e di Alex Meret dall’Udinese.
Nel corso del ritiro estivo, però, il giovane numero 1 italiano si fece male, rimediando un infortunio che lo tenne lontano dal campo fino alla partita casalinga contro il Frosinone dell’otto dicembre del 2018.
Per sopperire all’assenza di Meret, Aurelio De Laurentiis e Cristiano Giuntoli individuarono in Ochoa il profilo ideale per andare a completare il reparto portieri.
La trattativa per l’allora trentatreenne messicano, però, non andò mai in porto, con lo Standard Liege che pretendeva il pagamento del tesserino dal valore di 2,5 milioni di euro, e il Napoli, invece, che voleva strappare un accordo con la formula del prestito.
Alla fine non si concretizzò nessuna operazione, Ochoa rimase in Belgio e in maglia azzurra arrivò dall’Arsenal il colombiano David Ospina.
Ochoa e il Messico: la favola più bella
Le prestazioni che hanno reso Ochoa uno dei protagonisti della fase a girone dei Mondiali sono arrivate proprio con la maglia del Messico, con la quale vanta 133 presenze.
La storia tra Ochoa e la Nazionale messicana iniziò il 14 dicembre del 2005, in una partita tra Ungheria e “El Tricolor” vinta dai messicani 2-0.
Il primo Mondiale arrivò nel 2006 in Germania, dove Ochoa dovette accontentarsi di ricoprire il ruolo di terzo portiere.
Nel 2007 ottenne la titolarità partecipando e mettendosi in luce nella Copa America. Da quel momento Ochoa non si smosse mai dai quei pali, solo una breve parentesi ai Mondiali del 2010, bloccarono una catena di ottime partite giocate con la maglia del proprio paese.
La consacrazione con la camiseta messicana arrivò durante “Brasile 2014”, dove Ochoa si mise in mostra con le ottime prestazioni sfornate contro i padroni di casa e i Paesi Bassi. Lo stesso Brasile che eliminò il Messico a Russia 2018 agli ottavi di finale.
Fino ad arrivare ad oggi, Qatar 2022, dove Ochoa all’età di 37 anni, ha ancora voglia di stupire e di divertire, il penalty parato a Lewandoski ne è la prova.
