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Consentitemi di avere paura

Consentitemi di avere paura

Gli hanno fatto il quarto, papà” urla un bambino al piano di sopra, parole che rimbombano nella mia nuova e semivuota casa e contemporaneamente nel mio cuore.

Le emozioni che sto provando al termine di Milan-Lazio sono svariate e contrastanti: euforia, ansia da prestazione, paura. Le recenti delusioni sono una ferita ancora aperta ed è inutile negare che la pressione in questa città sia tanta ma, al netto della scaramanzia, non si può disconoscere che questa è un’occasione più unica che rara e il Napoli ne deve approfittare.

Mentre scrivo queste riflessioni a caldo, penso che potrebbero diventare un pezzo per sportdelsud e che quindi dovrei renderle più impersonali, ma stasera no.

Non ho intenzione di sterilizzare le mie emozioni a favor di cronaca, privandole al contempo del loro significato più intimo e personale, perché sono certo che queste e magari tante altre sono le sensazioni di 160 milioni di tifosi nel mondo che, intrepidamente, aspettano di poter coronare il loro sogno, sociale ancor più che calcistico.

Perché questa sarebbe una storia di fatica, intesa nell’accezione napoletana del termine, sacrificio, lavoro costante, intelligente e programmato nel tempo, che il Napoli ha finora ampiamente dimostrato dentro e fuori dal campo.

Ora tocca a noi dimostrare che questo sogno può tramutarsi in storia, per questa città e per questa maglia. E per questo, consentitemi di avere paura.

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