Il Brillo Parlante: Mancini, fidati di Balotelli. Scherzo!

Mancini fa bene a non fidarsi di Balotelli, sono disposto a confrontarmi con quel 1% che sta ancora dalla sua parte. Un confronto a 3: io, tu ed uno psicologo!

Articolo di Peppe Brillante26/03/2023

© “MANCINI” – FOTO MOSCA

Manca Immobile, Raspadori ai box, Belotti mezzo rotto o in panchina, Scamacca in Premier non gioca titolare da mesi. In Italia si fa così fatica a trovare un attaccante che Mancini é stato costretto a convocare uno sconosciuto argentino, con bisnonno italiano, che gioca in Argentina nel Tigre e che lotta per le ultime posizioni.

E Balotelli? L’attaccante che ha deciso la semifinale degli Europei contro la Germania con una super doppietta non è stato preso in considerazione. Forse si sarà dimenticato il Mancio, peccato che Super Mario gliel’abbia ricordato solo dopo la sconfitta con l’Inghilterra che lui era a disposizione. Se l’avesse fatto prima, magari.

Chiaramente scherzo. La semifinale si è giocata nel 2012, appena 11 anni fa.
Ed in questi 11, lunghissimi, anni, la carriera di Mario Balotelli è stato un continuo flop, perché dopo aver giocato da protagonista quel 2012 con lo scudetto al Manchester City, poi il numero 45 ha cambiato ben 9 volte maglia in 11 anni. E già questo è un dettaglio che rafforza i dubbi del commissario tecnico, e del 99% degli italiani che capiscono di calcio. Chiaramente, poi, c’è un 1% che vorrebbe ancora Callejon e Ghoulam in questo Napoli di Spalletti, o Cassano insieme a Totti nella Roma attuale.

Ripercorriamo questi 11 anni: a metà 2012/2013 passa dal City (1 gol in 13 gare, inclusa la scena che lo sorprende mentre non riesce ad indossare la casacca in allenamento che resterà nella storia) al Milan, dove, bisogna ammetterlo, fa cose spettacolari con 12 gol in 13 partite di Serie A in 6 mesi e 14 gol in 30 gare nell’anno successivo.
Passa al Liverpool e ci resta un anno. Il motivo? 1 gol in 16 partite di Premier.
Torna al Milan e ci resta un solo anno. Il motivo? 1 gol in 20 partite di A.
Saluta così, per sempre, i top club, trovando la sua dimensione in squadre di centro classifica, vedi Nizza, club che porta ai preliminari di Champions con 33 gol in 53 gare, in due stagioni. Peccato che ci sia il Napoli di Sarri ad eliminarlo nei play off.

Al terzo anno ricominciano i problemi, ma preferisco parlare di numeri: 0 gol in 10 presenze di Ligue 1. Passa così al Marsiglia, dove segna 8 gol in 15 gare, in mezzo campionato. Confermato, quindi? Macché, viene acquistato dal Brescia, tornando in Serie A. Retrocessione in B con 5 gol in 19 partite, alla faccia di tutti i fantallenatori che avevano creduto in lui. Va in B, al Monza. Secondo gli “esperti” farà il capocannoniere con 1 gol a partita ed il Monza straccia il campionato. Ne segna 5 e ne gioca appena 12, uscendo ai play off contro una squadra, il Cittadella, costruito con mezzo milione di euro.

Bisogna cambiare aria e scegliere un campionato di seconda fascia, ecco la Turchia, scelto da Montella nel suo Adana Demirspor. 18 gol in 31 gare il primo anno non sono, poi, così male. Ma è sempre Turchia. L’anno dopo, che sarebbe questa stagione, viene cacciato ad agosto, dopo due partite e dopo l’ennesima Balotellata.
Chi lo prende? Il Psg? Il Real Madrid? Club italiani? No, il Sion, che oggi, con lui titolare, è ultimo in Svizzera. Ultimo! 5 gol in 14 partite, una media da centrocampista o da attaccante di seconda fascia.

Quello che è diventato in questi ultimi 11 anni Balotelli. E Mancini fa bene a non fidarsi visto che nel 2014, ai Mondiali, fu uno dei protagonisti dell’eliminazione al primo turno. E l’ultima volta che è stato convocato, nel 2018, in Nations League, contro la Polonia, giocò 61 minuti senza mai toccare palla. E sono disposto a confrontarmi con quel 1% che sta ancora dalla parte di Mario Balotelli. Un confronto a 3, io, tu ed uno psicologo!

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