ESCLUSIVA – Il vicepresidente Fabiano Uva ci presenta la Socrates Carpignano
Ad Avellino è nata una nuova realtà, la Socrates Carpignano, club che prenderà parte alla Terza Categoria campana.

È nata una nuova realtà in Campania, ad Avellino per essere più precisi, la Socrates Carpignano, squadra di calcio a 11 che quest’anno farà il proprio esordio assoluto nella Terza Categoria avellinese. Il nome del club è in onore di Sócrates, campione brasiliano che negli anni 80 ha contrastato la dittatura militare in Brasile.
Sport del Sud ha avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con Fabiano Uva, vicepresidente della Socrates, il quale ci ha raccontato della nascita di questo progetto che ha un obiettivo che si estende anche al di fuori dal terreno di gioco:
Presidente ci racconta come nasce questo progetto?
“La nostra storia è forse la più classica di tutte perchè siamo un gruppo di amici storici che si riunivano in un bar e tra una chiacchiera e un’altra abbiamo buttato giù questa idea. Non era la prima volta che parlavamo e proponevamo qualche iniziativa e questa volta siamo riusciti ad andare fino in fondo. Abbiamo dato il via a questa associazione e il 25 aprile 2023 si è tenuta la prima riunione per il progetto Socrates. Il nostro obiettivo è quello di creare un qualcosa che stimoli aggregazione, solidarietà ma soprattutto per rilanciare il nostro territorio irpino. Abbiamo deciso di chiamare la squadra Socrates, in onore del campione brasiliano che si ribellò contro la dittatura militare in Brasile”.

Sul vostro stemma avete evidenziato che il vostro sarà un calcio popolare.
“Proprio così, il nostro è un progetto aperto a tutti, non selezioniamo nessun calciatore ma cerchiamo di coinvolgere quante più persone possibili e ci stiamo riuscendo. Questa settimana abbiamo tenuto i primi due allenamenti ed erano presenti 32 ragazzi, questo vuol dire che anche il territorio e le persone stanno rispondendo bene alla nostra iniziativa. Essendo il nostro un calcio popolare chi entra in squadra sa che noi non diamo alcuna retribuzione, questo vale per giocatori, mister e direttore sportivo. Con questo però voglio precisare che noi faremo di tutto per garantire il meglio ai ragazzi, ci occuperemo noi dei kit, completini ecc, sono tutte spese che ci assumiamo noi come società, in quanto siamo autofinanziati. Vogliamo essere il più trasparenti possibili con tutti e per farlo non vogliamo mettere in mezzo i soldi”.
Andrete a confrontarvi nel campionato di Terza Categoria, il quale è tutt’altro che facile. Quali sono i vostri obiettivi per questa stagione e per il futuro?
“L’obiettivo è quello di vincere questo campionato, o comunque guadagnare la promozione. Il nostro progetto iniziale prevede il raggiungimento della Prima Categoria in 3 anni, quindi scalare ogni anno la categoria e fare tutto questo senza dare rimborsi o retribuendo i calciatori, vogliamo dimostrare che si può fare calcio anche lasciando da parte i soldi. Per quanto riguarda la squadra di calcio, il progetto ha inizialmente la durata di 3 anni, poi cercheremo di dare il via ad altre iniziative, ma iniziare con il calcio ci aiuta perchè ci da un ottimo senso di aggregazione e socialità”.
Quando nasce un progetto come il vostro come si convince un giocatore per portarlo dalla vostra parte?
“Devo essere sincero, pensavo che sarebbe stato più difficile convincere i ragazzi, invece una volta che ci abbiamo parlato e spiegato il nostro obiettivo e il nostro modo di voler fare calcio molti si sono subito uniti e hanno sposato la causa. Abbiamo un gruppo di 32 ragazzi, sono tantissimi se pensiamo che abbiamo iniziato a mettere su la squadra da meno di un mese e che qui a Grottaminarda ci sono già 3 squadre, di cui una milita in promozione e le altre due fanno la Terza Categoria. Non mi aspettavo questa disponibilità da parte dei ragazzi, questo ci ha convinto ancora di più che un progetto come il nostro era quello che serviva. La cosa che gratifica di più è che abbiamo una rosa giovanissima, sono tutti ragazzi nati tra il 2000 e il 2004, questo ci rende molto orgogliosi di quello che stiamo facendo. Ovviamente ci sono ragazzi che lavorano e che studiano, quindi se giochiamo di sabato potremmo avere delle assenze, ma naturalmente se loro hanno delle necessità personali è giusto capirli. Io spero che nel nostro piccolo possiamo anche aiutarli per far si che migliorino dal punto di vista lavorativo”.
In questi primi allenamenti avete già individuato qualche elemento che si distingue più degli altri?
“Assolutamente si, abbiamo dei profili davvero interessanti. Ovviamente parliamo di elementi che hanno esperienza e qualcuno ha già militato nella nostra categoria, ma c’è anche qualcuno che ha appena iniziato ma che vuole dimostrare che può fare bene. Sono tutti bravi e abbiamo un allenatore bravissimo, Giuseppe Villanova, il quale ha sposato immediatamente il nostro progetto. Lui non ha mai fatto la Terza Categoria, ma ha sempre partecipato a campionati superiori, si è proposto subito e noi siamo felici di averlo con noi perchè oltre ad essere un grande mister sa lavorare benissimo con i ragazzi. La sua figura per noi è fondamentale, specialmente quando si ha a che fare con un gruppo che ha più di 30 persone perchè il massimo di giocatori che si possono convocare è di 20 calciatori, quindi dire di no a qualcuno non è facile, lui è bravissimo a tenere il gruppo unito”.
Immagino la voglia che avete di iniziare il campionato…
“Non vediamo l’ora, fosse per noi inizieremmo già la prossima settimana. Domenica abbiamo fatto la prima amichevole tra di noi, settimana prossima avremo altre due partite con il San Nicola e il Taurasi che giocano in Seconda Categoria. Domenica abbiamo avuto anche una quindicina di ragazzi che sono venuti a vederci giocare, e ci ha fatto molto piacere. Dopo la partita abbiamo fatto il terzo tempo (ride ndr) e hanno partecipato tutti. Siamo contenti, c’è un’aria tranquilla e non vediamo l’ora di iniziare”.
Il territorio invece come ha accolto il vostro progetto?
“Sui social stiamo lavorando per farci conoscere, il nostro consigliere Giovanni Montesano sta curando i nostri canali. Su Instagram molti ragazzi ci taggano nei post e nelle storie, ma la voce si è sparsa anche con il classico passaparola e poi con qualche articolo di giornale che si era incuriosito della squadra, quindi dalle nostre parti abbiamo avuto subito modo per presentare il nostro progetto. Non abbiamo fatto grandi pubblicità, è venuto tutto in maniera naturale e siamo contenti di come il territorio sta rispondendo”.
Avete detto che puntate alla promozione, c’è qualche squadra che pensate possa mettervi in difficoltà per il raggiungimento del vostro obiettivo?
“Sappiamo che ci sono squadre che sul campo possono metterci in difficoltà, e questi club si sono anche rinforzati molto. C’è da dire che il girone è ancora quello ufficioso, e se dovesse essere confermato il nostro, il C, sicuramente dovremo stare attenti al Savignano, e la Gravit, che è una delle due squadra del nostro territorio di cui parlavo prima e che starà nel nostro girone. So che loro si sono si sono rinforzate tanto perchè non vogliono perdere il derby, e questo ci fa piacere (ride ndr), però ci sono altre 2-3 società che potrebbero essere davvero delle valide avversarie”.
Vi affacciate per la prima volta ad un campionato di Terza Categoria, secondo lei quali sono i problemi di un campionato come il vostro?
“Io penso che il vero problema sia dovuto alla condizione e la preparazione fisica di molti giocatori. Ci sono società che hanno la fortuna di fare un allenamento in più durante la settimana, altre invece no ma fa parte di questo calcio. Il problema fisico però per me è un tema che va affrontato, perchè poi si rischia di andare incontro a degli infortuni che possono essere anche pesanti. Noi per fortuna abbiamo tutti giovani, ma ci sono squadre che hanno degli over in rosa, gente di 40 anni che stanno in queste categorie per passione, capirete che il quarantenne se si fa male avrà dei tempi di recupero molto più lunghi di un giovane, rischiando anche di non poter tornare più a giocare. Poi bisogna curare di più la presenza agli allenamenti; noi abbiamo chiesto ai ragazzi di venire ad allenarsi visto che parliamo di 2 impegni a settimana e li facciamo di sera. Questo fa bene a loro in primis, anche per staccare la spina dal lavoro o dagli studi, ma ovviamente non costringiamo nessuno”.
Si sente di lanciare un messaggio per far conoscere ancora di più la Socrates?
“L’invito che posso fare è di seguirci, perchè siamo davvero un bel gruppo. Voglio lanciare anche un messaggio ai giovani: non perdete mai la speranza, c’è speranza in tutto, nel calcio, nell’aggregazione, nella socialità. Vi fa stare meglio con voi stessi e con le persone, non privatevi mai l’occasione di fare nuove esperienze“.
