Chi è Enner Valencia, il capocannoniere dei Mondiali in Qatar

Enner Valencia è il capocannoniere dei Mondiali: la storia di un giramondo che è diventato eroe soltanto di uno, il proprio.

Articolo di Redazione SDS26/11/2022

I Mondiali sono l’Eldorado della bellezza, delle grandi giocatate, dei campioni e di giovani talentuosi che vogliono mettersi in mostra nel più grande panorama calcistico al mondo. È passata poco meno di una settimana dall’inizio della competizione e siamo col principiare del secondo turno della fase a gironi ma c’è già una ricca classifica marcatori. Diversi marcatori, diverse partite, tanti campioni, ma soltanto uno è in cima e vede tutti dall’alto tra i goleador: Enner Valencia, attaccante dell’Ecuador, gruppo A.

La doppietta contro il Qatar, prima, e la rete realizzata contro l’Olanda, dopo, lo portano a quota tre realizzazioni, una in più rispetto a tutti gli altri che, nelle scorse partite, hanno siglato una doppietta e sono fermi a quella. L’ecuadoriano gioca nel Fenerbahçe e garantisce gol e continuità, ma è con la nazionale che diventa un vero e proprio supereroe. Con l’ultima rete realizzata all’Olanda, Valencia ha segnato tutti gli ultimi sei gol dell’Ecuador ai Mondiali. Non è stato l’unico a riuscirci, pensiamo ad esempio a Pablito Rossi durante la Coppa del Mondo del 1982, o ad Eusebio nel 1966, ancora, Salenko, ex centravanti russo. Ciò che distingue questi campioni da Valencia sta nel fatto che lui è riuscito ad arrivare a questo traguardo in due edizioni e nemmeno consecutive, data l’assenza della sua Nazionale a Russia 2018.

Miglior marcatore, inoltre, della storia dell’Ecuador con 38 reti, Valencia è uno speciale giramondo, particolarmente affezionato a viaggi non proprio brevilinei: parte dall’Emelec, in Ecuador, per poi giocare nel Pachuca in Messico. Sbarca in Premier League, dove non segnerà tantissimo tra West Ham ed Everton, e dunque decide di ritornare nel continente americano, di nuovo in Messico, ma stavolta per Los Auriazules, il Tigres. Con la maglia dei felini vivrà una seconda giovinezza (segnando 41 gol in 95 partite, vincendo sia Campionato sia Supercoppa Nazionale) e ritroverà anche la fiducia necessaria nei suoi mezzi dopo la difficile esperienza in Inghilterra. Adesso, con l’esperienza in Turchia, è finalmente riuscito a lasciare il segno in un club europeo: con il Fenerbahçe ha già gonfiato la rete più di 30 volte in circa settanta partite.

Gli hanno affibbiato il soprannome “Superman” per l’elevata altezza a cui riesce ad arrivare staccando di testa, ma probabilmente l’ex attaccante del Tigres vuole iniziare a sentire questo nome per motivi diversi, ad esempio per aver condotto il suo Ecuador quanto più lontano possibile in questa Coppa del Mondo. E, al momento, superare i gironi non sembra difficile. In partite secche, poi, può succedere di tutto.