Il Sassuolo ha il profumo delle madaleine: Napoli 90’ da applausi

Se il Napoli fosse Proust, il Sassuolo avrebbe il profumo delle madeleine. Per dirla alla Salmo “90’ minuti da applausi”.

NapoliFoto Mosca
Articolo di carloiacono29/02/2024

Se il Napoli fosse Proust, il Sassuolo avrebbe il profumo delle madeleine, quello che evoca i dolci ricordi del passato. Per dirla alla SALMO era davvero da tanto che gli azzurri non giocavano “90’ minuti da applausi”.

Diciamocelo subito, i neroverdi guidati dal neo-tecnico Bigica ci hanno messo del loro, nel senso della continuità in negativo con l’era Dionisi, ma così come è stato vissuto il tempo delle critiche, è giusto riconoscere quello dell’elogio. Il Sassuolo andrà in Serie B, ma il Napoli si è finalmente divertito e ha fatto divertire producendo un risultato tennistico: sei a uno. Roba da Sinner, roba da WINNER.


Sei reti al Sassuolo. Sei reti che mancavano dall’ottobre 2022, stesso risultato (1-6) alla Amsterdam ArenA rifilato ai lancieri padroni di casa. Eravamo già all’epoca dell’apice del Napoli di Spalletti, quello tsunami azzurro che travolgeva chiunque si trovava sul proprio corso. Dopo Cagliari aspettarsi una serata così era da TSO.

Applausi, 90’ minuti di applausi, ai ragazzi e a Calzona, perché ci hanno sorpresi, a livello spirituale. Il Napoli era andato in svantaggio al Mapei Stadium, ma in due minuti, ha capovolto il risultato con due azioni fotocopia che sono il manifesto dei nuovi principi di gioco dell’ormai ex tattico di Vibo Valentia.

Sassuolo-Napoli: la partita

Al gol di Racic (17’), destro al volo rasoterra e a fil di palo, il Napoli ha risposto con Rrhamani (29’) e Osimhen (31’). La prima rete è partita dal piede di Di Lorenzo, palla in profondità per Anguissa che va alle spalle dei difensori, colpo di tacco no look del camerunese per Rrahmani che arriva a rimorchio, destro, pareggio. Due minuti dopo, Di Lorenzo ancora in regia, serve concettualmente lo stesso pallone giocato in precedenza a Politano, lui la mette ancora indietro, questa volte c’è Osimhen: 1-2.

È evidente che sono azioni frutto del lavoro settimanale. È evidente che Calzona dice la verità quando parla di insegnare un “calcio semplice” alla propria squadra. Palla giocata in profondità, uno che l’attacca e riceva, uno che arriva da dietro per raccogliere la palla questa volta giocata indietro: un triangolo immaginario, due tocchi, tre elementi. C’è poco da inventarsi nel calcio, bisogna solo farlo bene.

Il Sassuolo accusa il colpo, Osimhen fa il terzo (41’) con lo scavetto. Poi, ancora, farà il terzo personale ad apertura del secondo tempo, approfittando di un suicidio calcistico in costruzione del Sassuolo. Una squadra in piena lotta salvezza dovrebbe avere alte priorità, ma lo capiranno troppo tardi, non solo i neroverdi. Mentre in giro per il mondo si perde la testa per il consolidamento del possesso Guardiolesco, Pep è andato già oltre. Il suo City è diventato un inno alla verticalità, bastano pochi tocchi tecnicamente giusti per arrivare in porta.

Il quinto e il sesto della serata portano la firma di Kvaratskhelia in serata “si”. Prima porta a spasso tutta la imbarazzante difesa del Sassuolo per metterla dentro a giro, poi realizza in area piccola di cattiveria. Finisce lì, al minuto 75’, in realtà lo era da un po’. Le uniche curiosità dal cinquantesimo in poi riguardano i cambi che farà Calzona: Raspadori, Simeone, Natan, Dendoncker, Zielinski.

Giusta la scelta di far partire dal primo Traorè, Zielinski con il Barcellona non ci sarà, e l’ivoriano ha bisogno di mettere minuti nelle gambe.

Tirando le somme: Osimhen in tre partite dal 21 febbraio ha segnato cinque gol, in giro tra i top 5 campionati europei solo Haaland ha tenuto botta (5 anche lui). Sono 11 i gol in 15 presenze di Serie A. Dire ancora una volta che c’è un Napoli con Osimhen ed uno senza è superfluo.
Così come è superfluo dirvi che il profumo della madeleine ricorda il passato perduto, non lo rende presente. A Sassuolo non è tornato il Napoli di Spalletti, abbiamo visto un Napoli bello come quello di Spalletti, ma la caratura dell’avversario ha un peso specifico inequivocabile sull’andamento della gara: sia a livello di performance che di risultato. “Ti piace vincere facile”.

I neroverdi arrivavano da scoppoloni, almeno tre gol presi nelle ultime 3. Ieri sera hanno raddoppiato.

È un 6 a 1, però che va vissuto così come è, una serata di gioia. Una notte e via. Se poi ci risentirà e diventerà una grande storia d’amore, è troppo presto per dirlo.

Calzona continua a lavorare in pace, un po’ di entusiasmo non potrà che fare bene.

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