Fuori dal tunnel?

È legittimo chiedersi come si sarebbe estinta la vicenda se il caso non avesse coinvolta la Juve, ma altra squadra non blasonata?

Articolo di Luciano Scateni31/05/2023

© “JUVENTUS” – FOTO MOSCA

No, per favore, almeno voi che sapete leggere e scrivere, che possedete la dote dell’intelligenza libera, indipendente e ottimizzate la capacità di dedurre favorita da consolidata razionalità, voi no: sorpresi, sconcertati, stupefatti, avviliti, indignati? E no. Non mostrate sconcerto per l’esito provvisorio del caso ‘Vecchia signora del calcio”, della ‘Fiat Juventus’, feudo della gloriosa famiglia Agnelli. I Nostradamus del terzo millennio, interrogati sull’esito della vicenda giudiziaria: bilanci irregolari e giochi di prestigio finanziario, il cosiddetto ‘plusvalore’ nella compravendita (termine osceno per le trattive dell’ingaggio di calciatori, cioè di uomini) avevano previsto con felice approssimazione ‘scientifica’ l’accomodante soluzione della Giustizia.

Se capitasse a uno di noi di patteggiare, grazie a un’ammenda di settecentomila euro, impossibilitati a onorare la richiesta finiremmo in una squallida cella di Poggioreale. Per la Fiat-Juventus è solo il fastidio di riempire un assegno e ottenere in contropartita titoli e articoli sui bravi ragazzi finiti tra le grinfie dei magistrati. Annoia infilarsi nei dettagli della vicenda, sviscerati a più riprese da tutti i media e questa nota li risparmia a chi legge. In telegrafica sintesi: il Tribunale federale ha ratificato l’accordo raggiunto dal club e dalla Procura, cioè una multa per la Juve lievissima, di 718 mila e 240 euro, per cancellare il vulnus delle manovre sugli stipendi, degli scambi con altri club e di rapporti irregolari con gli agenti. Prevede la rinuncia della Juve a presentare ricorso al Collegio di garanzia per il filone di indagine delle plusvalenze: la multa riguarda le scritture private per il recupero da parte dei giocatori degli stipendi ‘rinunciati’, non iscritto a bilancio.

Resta la colpevolezza dei dirigenti accertata dalla giustizia sportiva (sentenze definitive per Agnelli, Arrivabene, Paratici e Cherubini. Dieci i punti di penalizzazione). Titola la Repubblica, proprietà del Gruppo Gedi (Fiat, Agnelli) con soddisfatta enfasi: “La Juventus fuori dal tunnel, patteggia la multa e riparte”. Fuori dal tunnel? L’organo calcistico europeo può passare ai fatti e prendere i propri provvedimenti contro la Juve. Scongiurata l’esclusione per più anni dalle coppe europee, si profila un danno minore, l’estromissione dei bianconeri dalla prossima Conference League. Poca cosa. In passato si prevedeva la pena pesante dell’esclusione pluriennale dalle coppe europee. Il ‘pezzo’ della Repubblica non ha in calce la firma di uno dei ‘big’ della redazione sportiva (è tutto dire).

Include l’incipit di questa inverosimile riflessione degli autori: “Ribadendo la correttezza del proprio operato…” eccetera, eccetera. Il presidente della Ternana e sindaco di Terni, Bandecchi, rivolge pesanti accuse a Gravina presidente della Figc: “Non esiste nessuno al di sopra delle leggi. Non fosse così, domani vado a fare una rapina in banca e con quei soldi risolvo i miei problemi”. Condividete questa domanda? Se nel ‘caso Juve’ fosse coinvolta una squadra non blasonata, la vicenda come si sarebbe conclusa?

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