Fiorentina-Napoli: le Pagelle Brillanti

Fiorentina-Napoli: le Pagelle Brillanti

© “ESULTANZA OSIMHEN”– FOTO MOSCA

OSPINA 6,5
Per far capire il grado di fiducia che hanno i tifosi (e Spalletti) su lui e Meret, il colombiano è Pfizer e Meret è Astrazeneca. La super spettacolare Fiorentina calcia due volte in porta, forte ma centrale, prima Pulgar, poi Sottil. Nel mezzo il gol subito, che nemmeno Reina avrebbe preso. Scherzo, Reina non avrebbe parato nemmeno gli altri due.

DI LORENZO 6,5
Avere a che fare con Nico Gonzalez in giornata è come ricevere una partecipazione ad un matrimonio da un parente stretto, puoi solo limitare i danni. Soffre molto le accelerazioni dell’argentino sia nel primo, vedi angolo del vantaggio viola, che nel secondo, vedi un tunnel più umiliante di quando ti scappa un po’ d’aria in ascensore stretto e siete in due dentro. Ma pur regalando un angolo nel finale, ne esce in parità, se non vincitore!

RRAHMANI 8
Mentre scrivo, ho ancora la testa alle 15 panchine di fila senza mai entrare, nel girone d’andata scorso Ciao Ringhio. Detto ciò, Amir sta diventando in questo Napoli più importante del tecnico del pezzotto quando salta il segnale. Poco reattivo sul gol subito, forse è vero, ma poi Vlahovic non ne prende più una di testa. E quel gol da 3 punti è meglio di un cortometraggio di Selen. Ciao Mano-las.

KOULIBALY 9
La “scimmia” in realtà ce l’ha almeno il triplo del tifoso (o dei tifosi) che l’hanno insultato nel post gara. La realtà è che KK, alias King Kong per rimanere in tema, quest’anno sembra avere voglia di annullare tutti gli attaccanti della Serie A. Un po’ di superficialità nel primo tempo ma poi il gioco si fa duro (altro doppio senso) e lui entra in scena, umiliando un paio di volte Vlahovic, fermandolo in velocità con la sua terza gamba (basta, questa era l’ultima). E adesso continuate a fare u-u-u-u!

MARIO RUI 6,5
Ha firmato una sorta di finanziaria con i cartellini gialli, quindi l’ammonizione è più scontata di mia nonna che parla di vaccini con la quinta elementare. Partita abbastanza tranquilla visto che Callejon oggi vale un esterno di Lega Pro. Più complicato il duello con Sottil, ma a parte un tiro da posizione defilata, gli lascia le briciole. Tipo quelle che si danno ai piccioni per non essere rotto il cazzo quando stai seduto al tavolino.

FABIAN RUIZ 6,5
Una partita a fasi alterne: quando gioca in orizzontale sembra Luca Giurato che racconta della capra sotto la panca. Colpevole anche nel gol subito da pollo. Poi però inizia a verticalizzare e da Luca Giurato diventa Paolo Bonolis quando fa gli scioglilingue. Suo il pallone che porterà al rigore. Continua nello stesso modo anche nella ripresa quando per salvare un fallo laterale regala un angolo e 30 secondi dopo salva un gol con un intervento difensivo. Non convocato in Nazionale, durante la sosta gli consigliamo 3 giorni alle Terme di Agnano.

ANGUISSA 7
Nel primo tempo sfiora la rete di testa e rallenta il gioco come solo Bakayoko e Yebda sono riusciti a fare a Napoli nell’ultimo secolo. Si becca, poi, un giallo che l’avesse preso Bakayoko, avrebbe portato tutti i bookmakers del mondo a scommettere anche la propria mamma sul rosso. Invece in quel momento il camerunense diventa Yayà Tourè, recuperando palloni manco fosse il raccattapalle migliore al mondo. Senza mai rischiare il fallo. Un’altra “scimmia” moderna.

LOZANO 7,5
Frenato nei primi 30 minuti dalla fila in uscita e controllo green pass alla Galleria degli Uffizi dove era andato, convinto di giocare nella ripresa. Però dopo mezz’ora di riposo, prende la cosiddetta nziria (capriccio testardo) e prima colpisce Dragowski in faccia (leggi parata) e poi lo colpisce da dietro (metafora a sfondo sessuale, leggi gol del pareggio). Si guadagna anche la punizione del gol vittoria. Se di là c’era Nico Gonzalez, di qua c’era Speedy Gonzales.

ZIELINSKI 6,5
Il voto è positivo per la vittoria ed esclusivamente per l’assist dell’1-2, quando improvvisa una sceneggiata che nemmeno a Made in Sud avrebbero preso in considerazione. Ed invece col sinistro, la mette sulla testa di Rrahmani. Quando il 95% dei calciatori di Serie A, potrebbe prendere la 104 con il sinistro (o il destro per i mancini). Negli altri 59 minuti di partita, dorme peggio di un clochard sotto la stazione a dicembre. Colpevole sul gol subito e di decine di palle perse. Ma il Napoli ha vinto e quindi c’è l’indulto!

INSIGNE 6,5
Solita partita di sacrificio, tipo un operaio che lavora 12 ore al giorno anziché le 8 da contratto. Senza straordinario. Accelera e nessuno lo prende, peccato che nell’ultimo passaggio è meno preciso di Mazzarri quando non si ricorda dei nomi dei suoi calciatori al Cagliari. Sbaglia il secondo rigore su 4 quest’anno, ma Dragowski fa un paratone (inutile ahah). Nella ripresa super assist per Osimhen e super lamentela al momento del cambio. Poi si pente pensando alla serie su Totti.

OSIMHEN 7,5
Approfitto delle mie pagelle per consigliare al Premier Draghi un decreto speciale affinché i difensori possano usare delle armi, non pericolose, per fermare il nigeriano. Lotta solo lui e mette l’ansia solo a sentire il suo fiato da “scimmia”. Il rigore è suo, c’è poco da aggiungere. Il wrestling nel calcio ancora non è consentito. Si mangia il terzo gol, abbastanza facile, è vero, ma diventa il dodicesimo difensore e quando parte in velocità servirebbe un motorino per acchiapparlo. Buuuuuuu!

ELMAS 6
Per un capello, anzi per una sopracciglia di Spalletti, non arriva su quel pallone di Osimhen. Avrebbe chiuso la partita. A sinistra sbaglia qualche stop, si muove bene, ma incide poco. Come sempre, insomma.

POLITANO 6,5
Avete presente quel giocatore con le treccine, ruolo esterno destro, nazionalità colombiana, che gioco con i non colorati, che quando non sa cosa fare si butta a terra e si rotola? Ecco. Nel Napoli, l’esterno destro, quando non sa cosa fare, si allunga la palla sulla fascia e costringe gli esterni viola a Muscoril e Voltaren. Sfiora il grande gol, ma quell’esultanza per un calcio di fondo guadagnato, è una goduria per noi tifosi.

DEMME 6
Ha la stessa condizione atletica di Enrico Mentana dopo 48 ore di maratona post elezioni. E lo si vede quando entra in ritardo su un paio di palloni in mezzo al campo, concedendo il 3 contro 3 ai viola. Peccato che con Rrahmani e Koulibaly diventi un 3 contro 9! La sosta lo rimetterà in sesto.

MERTENS SV
Pochi minuti per riassaporare il campo. La sua napoletanità la noti quando si guadagna un fallo più da Ciruzzo che da Dries.

PETAGNA SV
Pochi minuti anche per lui, per dare il cambio ad Osimhen, più affaticato del sottoscritto dopo un pomeriggio da Ikea. Pressione sul portatore di palla e un paio di sponde.

SPALLETTI 7,5
Questa vittoria è quasi tutta sua. Aveva scelto Lozano già da una settimana, ecco perchè in panchina pure con lo Spartak ed il messicano ricambia con il gol. Subisce il corner lungo della viola, ma risponde con uno schema su punizione che è poesia per chi ama il calcio. Mantiene la pressione alta sui difensori centrali viola e fa bene. Chiude la partita inserendo due attaccanti non in condizione come Mertens e Petagna, proprio per non fare la fine di Juric nel derby. 7 vittorie su 7 partite ed un primo posto che fa sognare un popolo intero. Ed aumentano leggermente le probabilità di avere tanti neonati di nome Luciano nel 2022 in città.

SOZZA 8
Il cognome dell’arbitro non prometteva benissimo (Sozza è il femminile di Sozzo, ovvero sporco in modo indecente, lurido, ripugnante). Però in campo si dimostra più esperto del suo curriculum, azzeccando la scelta del rigore, quella di confermare il gol di Lozano e su tutti i cartellini gialli. E così come sono critico quando sbagliano, è giusto premiare una direzione impeccabile. Bravo Sozza, senza offesa eh!

PS: Quando leggete “scimmia” tra virgolette è solo un modo ironico per prendere in giro le vere scimmie, quelle che allo stadio Franchi (e non è la prima volta), continuano ad etichettare un calciatore in base al colore della pelle! Stiamo nel 2021, state rovinati!

Leave a Reply

Your email address will not be published.