La customer satisfaction alla “pizzaiola” delle aziende-calcio

Napoli_Tifosi - Foto Mosca

© “TIFOSI” – FOTO MOSCA

Le società di calcio faranno gli stessi errori delle banche?

Il calcio è sull’orlo del precipizio.

Se fossi il presidente di una squadra di calcio professionistica, l’esercizio settimanale che facciamo qui a SportSud, avrei sulla mia scrivania due report da leggere ed imparare a memoria come fanno gli ebrei ortodossi con la Torah: il 13° European Club Footballing Landscape Report dell’UEFA, il rapporto comparativo annuale sullo stato finanziario del calcio europeo per club e l’inchiesta-istrutturia dell’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) sui dati di ascolto Tv del calcio.

Dati drammatici sulle dinamiche dei ricavi principali di una azienda-calcio

Leggendo il rapporto dell’UEFA, uno dei risultati più evidenti è che la maggior parte dei mancati introiti (oltre 4,4 miliardi di euro) è dovuta al calo di spettatori paganti, un flusso sicuramente minore (88% in meno) rispetto alla stagione 2020/21 a causa dell’emergenza sanitaria ma che comunque evidenzia un disaffezionamento del tifoso dallo spettacolo-stadio.

La vendita dei biglietti ha contribuito solo al 2% delle entrate dei club europei rispetto al 16% nel pre-pandemia. Naturalmente, la perdita di incassi ha avuto conseguenze pesanti sulle finanze dei club che, come il più scellerato degli amministratori, hanno dilapidato, dimostrando anche incapacità negoziali, il 91% dei ridotti introiti in stipendi per giocatori, dirigenti e procuratori!

Il report indica che l’impatto complessivo della pandemia sui ricavi del club nelle stagioni 2019/20 e 2020/21 dovrebbe attestarsi sui 7 miliardi di euro.

Il documento mostra però, impropriamente (e tra poco capiremo perché), che due importanti fonti di reddito per i club rimangono forti e di prospettiva.

Buoni i proventi televisivi del 2021, dopo le interruzioni e i cali del 2020. Inoltre, nel nuovo ciclo dei diritti per le competizioni UEFA per club (2021/22–2023/24) si è assistito a un ulteriore aumento delle entrate.

La UEFA probabilmente esprime fiducia ed ottimismo a tal riguardo perché influenzata, per quanto riguarda l’Italia, dai dati di ascolto diramati da DAZN che detiene i diritti per la trasmissione della Serie A dei prossimi tre anni. Dati che sono stati ritenuti, a seguito di una lunga ispezione di AGCOM, non veritieri perché rilevati da Auditel per la tv e da Nielsen (istituto non certificato dall’autorità di garanzia) per gli altri dispositivi: deve esserci, invece, una rilevazione uniforme.  

Infatti, utilizzando il metodo “ibrido”, nel corso dei vari turni, la stessa partita è stata sovente pesata da Nielsen con un numero di ascoltatori ben oltre il 50% (nelle ultime 4 partite del girone di andata il 60%!!) superiore a quello dell’Auditel. 

In altri termini se DAZN dice che gli ascoltatori sono stati 100.000, in realta’ ne dobbiamo considerare 50.000!

Mi pare di rivedere un film: anche nelle banche, quando si iniziava ad intravedere il default, si utilizzavano metodi (se vi va leggetemi qui) di una customer satisfaction alla pizzaiola.

Immaginate la felicità degli investitori pubblicitari che sono stati ingannati da tali dati e che sicuramente faranno valere le loro ragioni nel momento della rinegoziazione degli accordi: utilizzeranno almeno la stessa percentuale (50%) per tagliare i costi del contratto. 

Con questi numeri e queste prospettive, le imprese che seguo per motivi professionali portano i libri in tribunale per auto-dichiarare il fallimento.  Il calcio, invece, è un mondo a parte, il calcio dei bilanci “fantasiosi”, quel calcio inefficiente e marcio (nei numeri) a cui il nostro Napoli non appartiene.

Fino a quando? 

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