Il Chelsea ci insegna l’importanza del settore giovanile

Chelsea

Il 12 dicembre di 27 anni fa nasceva Nathaniel Chalobah, che durante la stagione 2015/16 ha vestito la maglia del Napoli, in prestito dal Chelsea. La sua breve avventura in azzurro non fu straordinaria: appena cinque presenze in A, per un totale di 31 minuti giocati: una in Coppa Italia e tre in Europa League, dove siglò anche un gran goal contro il Legia Varsavia.

Dopo il ritorno a Londra per una stagione, il centrocampista originario del Sierra Leone si è trasferito al Watford, trovando spazio durante il campionato di Premier League 2019/20. L’ultima stagione con la maglia degli Hornets, in Championship, è datata 2020/21, al termine della quale si è accasato al Fulham, che attualmente lotta per tornare nel massimo campionato inglese.

Una carriera – quella di Nathaniel – che non è riuscita a decollare; stesso discorso non vale però per il fratello minore, Trevoh, anche lui prodotto del vivaio del Chelsea. Ruolo principale: centrale di difesa a tre, sotto la guida di Tuchel. Il giovane classe ’99 vanta già 9 presenze in questo campionato di Premier League, con due goal segnati. Se per il secondo, contro il Southampton, è bastato appoggiarla di testa da pochi passi, il primo è invece una grande rasoiata di destro dalla distanza, ad arrotondare il risultato alla prima di campionato contro il Crystal Palace.

Un goal inusuale per un difensore: il talento dei blues è infatti, all’occorrenza, anche mediano. Il suo vizio del goal si è potuto notare anche in Champions, nel 4-0 contro la Juventus dove ha aperto le marcature scaricando in rete un pallone vagante in area di rigore.

I prodotti del vivaio protagonisti dell’ascesa Blues

Ed è proprio il Chelsea, dopo la vittoria dell’ultima Champions League, che si sta confermando come uno degli organici migliori in Europa, nonché di prospettiva. Infatti, alla base di una rosa che torna a competere ai vertici della Premier – dopo gli ultimi anni di dominio di City e Liverpool – non vi sono unicamente innesti provenienti dal mercato. Trevoh Chalobah, prodotto dell’Academy blues come suo fratello, non è un caso isolato: il passaggio dal vivaio alla prima squadra è buona regola da quelle parti. Gran parte delle marcature di questa stagione della squadra campione d’Europa proviene da ragazzi cresciuti nel settore giovanile.

Uno su tutti, Mason Mount, è il capocannoniere della squadra in Premier League con ben 6 goal, gli stessi segnati in campionato nell’intera scorsa stagione. Il trequartista, anch’egli classe 99’, ha giocato nelle giovanili fin dall’età di 6 anni, per poi esplodere lo scorso anno. In Champions ha siglato il goal dell’1-0 ai quarti contro il Porto, nonché la rete che ha portato il Chelsea in finale, chiudendo la partita con il Real. Il suo filtrante nell’ultima gara della competizione ha poi regalato ai Blues il goal decisivo della competizione, siglato da Kai Havertz. Attualmente, la valutazione del talento inglese è di 75 milioni di euro (dati transfermarkt).

Altro titolare della squadra londinese è Reece James: terzino ed esterno destro dalle notevoli doti realizzative, nonché fisiche. Sono infatti già 5 le marcature stagionali, 4 in campionato e 1 in Champions, anch’essa contro la Juve. Di certo, il difensore inglese al momento è uno dei giocatori più interessanti nel suo ruolo. Il talento del giovane è esaltato dalla difesa a tre del tecnico tedesco, che gli permette di giocare largo nei quattro di centrocampo e spingere molto, sfruttando la sua ottima capacità di calciare in porta.

Altro talento, classe 2000, è Callum Hudson-Odoi: ala destra, ruolo naturale, ma spesso schierato a sinistra o con maggiore frequenza a due sulla trequarti. Nonostante a differenza dei suoi compagni sopracitati non sia titolare, è spesso impiegato nello scacchiere del tecnico tedesco: 9 presenze in campionato e 5 in Champions fino ad ora, per un totale di 889 minuti giocati tra le due competizioni da inizio stagione. 2 goal per lui fino ad ora in questo 2020/21, uno in Premier e uno – guarda caso – contro i bianconeri di Allegri. Se non fosse stato per Timo Werner, autore del poker contro i bianconeri al 95’, il Chelsea avrebbe trionfato con tre reti siglate da altrettanti giovani provenienti dal vivaio: Chalobah, James e Hudson-Odoi, due ’99 e un 2000.

Altri due talenti coltivati dal Chelsea, seppur non più giovanissimi, entrambi classe 96’, sono Ruben Loftus-Cheek e Andreas Christensen. Il primo, centrocampista roccioso, sta trovando molto spazio, anche a causa degli infortuni di Kante e Kovacic; il secondo, che già da qualche stagione è frequentemente impiegato tra i Blues, anche quest’anno vanta già 11 presenze in Premier.

I talenti del Chelsea al servizio di altre formazioni

Se è vero che il Chelsea è tornato ai vertici del calcio europeo anche grazie a talenti coltivati in casa, lo è altrettanto che il settore giovanile in questione ha prodotto calciatori che sono andati a rinforzare diverse compagini. Su tutti, di rilievo sicuramente Declan Rice: mediano di altissimo livello, classe ’99 in forza al West Ham. Il giovane è valutato, ad oggi, ben 70 milioni di euro. Rivelazione in Premier è invece Conor Gallagher, centrocampista centrale del Crystal Palace con all’attivo già 4 goal in campionato. Così come è fiorito nel vivaio Blues anche Nathan Akè, centrale del City.

Spostandoci in Bundesliga, troviamo un talento pazzesco che sta stupendo il panorama europeo: Jamal Musiala. Ebbene sì, anche il trequartista del Bayern, classe 2003, prima di trasferirsi in Baviera è cresciuto a Londra. Anche in Serie A, naturalmente, non mancano i frutti del lavoro eccezionale della società londinese: Boga, Abraham e Tomori – tre personaggi di un certo livello – hanno sangue blues. E in particolare, non possiamo non menzionare le performance strepitose del centrale rossonero.

L’importanza di un settore giovanile di livello che in Italia non riceva la stessa attenzione

Il valore che può dare un vivaio di alto livello è già ben noto. Lo abbiamo visto per anni con i talenti sfornati dalla Cantera del Barcellona. Oggi il Chelsea si pone come una delle migliori squadre da questo punto di vista. L’importanza di tale fattore non va collocata solamente nel fatto che i giovani sono ormai protagonisti in prima squadra, ma anche nell’ambito delle cessioni. Durante la sessione estiva di mercato, i Blues hanno speso 120 milioni, mentre in entrata ne sono arrivati 121,95.

La quasi totalità di tale cifra deriva da tre cessioni, due delle quali di giocatori cresciuti nelle giovanili: oltre a Zouma, passato al West Ham per 35 mln, sono stati infatti ceduti Tomori e Abraham, rispettivamente a 28,80 mln e 40 mln a Milan e Roma. Gli acquisti degli ultimi due, provenienti dal vivaio, hanno dunque portato nelle casse del club londinese circa il 56% delle entrate estive. Un altro dato rilevante riguarda invece il Chelsea Under23: i profitti di mercato della squadra durante l’ultima sessione di mercato ammontano a ben 39,14 mln €. Di questi, la maggior parte derivano dalla cessione per 23,34 mln € di Marc Guehi, centrale di difesa classe 2000 acquistato dal Crystal Palace.

Per i Blues, in ultima istanza, il settore giovanile ha rappresentato un’opportunità di crescita, per poter portare in prima squadra giovani talenti o per accrescere le proprie entrate, avendo maggiore disponibilità di investimento sul mercato. Un modello che in Italia non è neanche lontanamente vicino, dove per i settori giovanili si investe poco, non andando a creare un progetto solido sulla base del modello seguito da diverse squadre europee. Un modello di cui il Chelsea, in particolare, ci ha mostrato la grandissima efficacia nell’ultimo anno.

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