Napoli 2, Fiorentina 5. Spalletti 0, Italiano 1. Al Maradona la sagra delle sconfitte

Napoli Fiorentina

©️ “NAPOLI-FIORENTINA” – FOTO MOSCA

Napoli 2, Fiorentina 5; Spalletti 0, Italiano 1: basterebbe questo a fotografare lo spettacolo a cui abbiamo assistito al Maradona ieri sera.
Napoli 2, Fiorentina 5, ed è un risultato che fa clamore, perché rotondo, pesante, senza appello. Gli azzurri abbandonano la Coppa Italia al primo turno a disposizione (gli ottavi), non accadeva dal lontano 2012, è insolito, variante di una spia. La Viola era ancora viola di rabbia, per la sconfitta – “mazziatone” – rimediata a Torino, e ha riversato tutti i suoi sentimenti in campo, tramutandoli in vantaggio.

Spalletti 0, Italiano 1, perché Napoli-Fiorentina non è stata solo una partita di calcio. È stata un partita di scacchi, una partita delle parti, una partita o un gioco a farsi male. E gli azzurri hanno perso sempre, tranne che sul piano del masochismo e potevano evitarselo.
Ne esce male il tecnico di Certaldo nei confronti del toscano (in realtà tedesco) d’adozione. Pronti via, per il primo fuori Juan Jesus – attuale comandante della difesa – dentro Tuanzebe. L’altro, invece, tiene fuori Ikoné e sceglie Saponara dal primo minuto. Il match è già indirizzato.

Spalletti accetta di cedere il pallino del gioco agli avversari, per fargli male in transizione, per entrare con ali e mezzali nella piaga scoperta della difesa alta a zona. Italiano ci sta, di buon grado, ma non ha nessuna intenzione di essere tagliato con un grissino. Il pressing viola è intenso – quelli bravi lo chiamerebbero gegen -, asfissiante, non lascia spazio alla costruzione bassa degli azzurri. La posizione ibrida di Saponara, per l’appunto, porta i suoi frutti. Il trequartista in fase di non possesso fa l’interno di centrocampo, poi quando la palla l’hanno i suoi diventa un’ala. Di Lorenzo è marcato a uomo da Castrovilli e nel ribaltamento di fronte attaccato dal numero 8.
Dall’altra parte uno stanco Ghoulam guarda Nico Gonzalez come Pozzetto, ragazzo di campagna, osservava i treni passare.

I padroni di casa boccheggiano e speculano, gli ospiti creano. Da Saponara l’assist centrale per Vlahovic. Il serbo marcato, per usare un eufemismo, da Tuanzebe ha il tempo di effettuare il primo controllo, di spostarsela – ne avrebbe anche per prendere caffè e sigaretta – e di concludere in rete. Vantaggio viola. Napoli 0, Fiorentina 1. Spalletti 0, Italiano 1. Il risultato della partita cambierà, ma non il senso della sfida tra i due tecnici.

La premiata ditta Milenkovic, Nastasic, Dragoswki al 44’esimo da sfoggio di una goffaggine degna del miglior “Fantocci” (lo farà per tutta la gara), ad approfittarne ci pensa Mertens. Il belga si ritrova il pallone sul destro, dopo un’incursione cieca di Petagna, e in “palommella”, a giro, sigla il pareggio e sostanzialmente si congeda dalla partita. Come lui, nei minuti di recupero del primo tempo uno scellerato Dragoswki, che in contro tempo si ritrova a dover placcare Elmas in avanscoperta: rosso diretto.
Duplice fischio, Napoli 1, Fiorentina 1, ma viola in inferiorità numerica.

Tra un thé e l’altro a Spalletti ed Italiano il compito di rielaborare i piani partita, girano le rotelle, poi i ciak, Ayroldi riapre le danze. Dopo aver fatto spazio a Terracciano, richiamando l’ammonito Duncan, a fine primo tempo, Italiano riporta in panchina il man of the “half” match: fuori Saponara, dentro Maleh, dinamismo al potere. Spalletti non cambia uomini – solo Meret per un infortunato Ospina – ma dice ai suoi che devono fare la partita, lo richiede il contesto se non altro. Napoli-Fiorentina, si gioca a parti invertite. Gli azzurri a fare possesso e la Viola in ripartenza, manca lucidità e velocità da un parte, c’è la stessa dedizione e applicazione dall’altra. Insomma chi faceva bene prima continua a farlo, cosi come chi faceva male.

Al 56’esimo Rrhamani spaesato e intristito, orfano sia di KK che di JJ, atterra Gonzalez al limite dell’area. Batte Biraghi, barriera, ancora Biraghi, grande Biraghi, a giro, supera Meret, in-colpevole di non averla vista partire. Napoli 1, Fiorentina 2. Agli azzurri il compito di avere la meglio di un’avversario con uomo in meno che prepara la sua trincea. E gli azzurri ci provano ma con un organizzazione confusa e stanca. Dentro Lozano e Ruiz, per Politano e Demme. Al messicano è richiesto l’uno contro uno, allo spagnolo fantasia. Italiano risponde a Spalletti, mettendo dentro Piatek per Vlahovic.

Il Chucky sembra ispirato, si beve gli avversari, si accentra e conclude sul palo a Terracciano battuto. Questo è il Lozano che vogliono tutti, ma quello che è, in realtà, si manifesta 4’ minuti più tardi: un’attaccabrighe indisciplinato. Entrata killer su Gonzalez, per il VAR è rosso diretto. Napoli-Fiorentina ritorna in parità numerica, rientrano anche le possibilità dei padroni di casa di fare la voce grossa, per quanto afoni. Prima del triplice fischio succede un po’ di tutto, vediamo per la prima volta la faccia di Ikoné, poi l’ingresso del giovane Cioffi e un rosso a Fabiàn. Ma non abbiamo visto ancora niente. Perché al 95’ la difesa della Fiorentina si esibisce in un “batti lei”, chiude gli occhi della tigre e non li riapre. Si fa imbucare da un filtrante che raggiunge Petagna: è 2-2.

Il Napoli con uomo in meno la pareggia e si conquista i supplementari, una mortificazione, un’offesa di fatto alla partita di lunedì. Dopo l’estrazione dei numeri, ogni stupido è professore si dice da queste parti, però viene da pensare. 30 minuti in più da giocare, ma approdichè?
Napoli-Fiorentina finisce ai supplementari ma il match è già finito nelle intenzioni. Spalletti richiama Petagna inserendo Juan Jesus, pensa ai rigori. Italiano sa che può vincerla, si rivede la viola del primo tempo e l’importanza degli uomini. JJ appena entrato si fa ingolosire da un traversone e perde l’uomo alle spalle: 2 a 3 di Venuti. Poi 2-4, al 108’ segna per la prima volta in viola Piatek, per lui l’azzurro è il rosso per un toro. Il risultato si allarga, quasi alla fine, derapata di Ikoné, filtrante per Maleh: game, set, match.

Cala il sipario al Maradona. Napoli 2, Fiorentina 5, umiliante ma giusto. Spalletti 0, Italiano 1, la sfida si chiude come si era aperta. Azzurri fuori dalla Coppa anzitempo, per demerito. Questa stagione non sembra esserci feeling con le competizione extracurricolari, questione di attitudine e concatenazione di eventi. Si è perso in qualunque modo la si voglia vedere, capita. Speriamo serva. Ma per favore non parliamo d’infortuni, li hanno tutti, farlo è ricercare quelle giustificazioni da cui si fugge. 

Leave a Reply

Your email address will not be published.