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Salernitana, disfatta prevedibile e dal sapore agrodolce

Salernitana, disfatta prevedibile e dal sapore agrodolce

© “SALERNITANA” – FOTO MOSCA

Ironia della sorte, il nuovo corso della Salernitana, passata nelle mani di Danilo Iervolino, si è aperto (malissimo) contro la Lazio dell’ex patron, contestatissimo a Salerno, Claudio Lotito. Nonostante le assenze, le tante defezioni, e il risultato finale, all’Arechi è stato palpabile l’entusiasmo verso il futuro. La piazza, finalmente, ha fiducia nella società e nel progetto. Il mercato di gennaio, affidato alle mani esperte di Sabatini, potrebbe cambiare le sorti della Salernitana. La salvezza è complicata, ma la retrocessione è ancora evitabile. Dopo il “prevedibile” tonfo di questa sera, la testa è già alla prossima. Al derby contro il Napoli. 

La Salernitana ha affrontato la Lazio di Maurizio Sarri in piena emergenza. Se non un alibi, sicuramente un dato di fatto incontrovertibile. Agli infortunati di lungo corso, come Strandberg, Coulibaly e Capezzi, si sono aggiunte le assenze per Covid e quelle, pesantissime, di due top player per il club granata come Simy e Ribery, sostituiti (almeno su carta) dal duo, pressoché ‘invisibile’, Bonazzoli-Gondo.

Difesa reinventata con Veseli-Delli Carri-Motoc, quest’ultimo all’esordio in Serie A. Terzetto praticamente forzato per Stefano Colantuono. In panchina una carrellata di 2002, 2003 e 2004. Insomma, non i presupposti ideali per affrontare una delle squadre più forti e prolifiche del campionato. Il momento sbagliato per incontrare sul proprio cammino Maurizio Sarri, da sempre devoto ad un calcio veloce, imprevedibile e offensivo.

Il doppio vantaggio dei biancocelesti, dopo appena dieci minuti di gioco, è stato una vera e propria doccia gelata. L’inesperienza della retroguardia granata è stata tangibile. Dagli assist di Milinkovic Savic e Pedro, ai gol di Immobile: tanti spazi e nessuna pressione. Tappeto rosso per il tridente avversario. Soltanto la fortuna e la traversa salvano i granata dal definitivo ko già nel corso della prima frazione di gioco.

Tutto incredibilmente facile per i biancocelesti. Spettacolo triste e desolante per il pubblico dell’Arechi. Ci si aspettava un atteggiamento diverso da parte della Salernitana, certamente più grintoso e combattivo, ma la differenza (abissale) tra i valori in campo è stata fin da subito evidente. Il copione non è cambiato nella seconda frazione di gioco: la Lazio ha attaccato a pieno organico, i granata hanno subito e si sono difesi come meglio potevano. Sull’asse Felipe Anderson-Lazzari è arrivato, poi, il meritato tris per gli ospiti.

Una sconfitta, con ogni probabilità, messa già in preventivo nelle ore precedenti al fischio d’inizio. Poche colpe possono essere attribuite a Stefano Colantuono, orfano dei suoi interpreti migliori. Tuttavia, nella Salernitana decimata di questa sera, non si è visto il cuore, né tantomeno l’orgoglio, richiesto a gran voce dal presidente Iervolino. Prerogative imprescindibili per sognare la permanenza in Serie A. Covid permettendo, la corsa salvezza riparte dal derby tutto campano contro il Napoli.

Pensiero sicuramente condivisibile è che la vittoria di questa sera è comunque rappresentata dalla presenza in tribuna di Danilo Iervolino. L’imprenditore napoletano ha salvato il club dall’esclusione a campionato in corso. Ora, l’ardua missione di conquistare anche sul campo la permanenza in massima serie. Una sconfitta pesante, certo. Ma dal sapore agrodolce. La Salernitana ha un futuro, e tanto basta.

 

 

 

 

 

 

 

 

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