fbpx

C’è chi è schiavo dei contratti e chi no!

cannavaro

©️ “CANNAVARO” – FOTO MOSCA

Conosciamo tutti Fabio Cannavaro, chi di noi non ha inneggiato la canzone dei White Strypes (7NationArmy) nel festeggiare il Mondiale del 2006? Abbiamo ancora negli occhi il capitano che solleva la coppa, vincitore anche del pallone d’oro. Ma se ripercorriamo la carriera qualcuno si sarebbe mai aspettato una decurtazione così importante dell’ingaggio?

Fabio muove i primi passi calcistici nella Primavera del Napoli e nel 1992 esordisce in prima squadra. Arriveranno anni bui per i partenopei e lo spettro del fallimento è lì. Viene quindi ceduto nel 1995 al Parma, dove gioca fino al 2002. Quella squadra allenata anche da Ancelotti era una corazzata, capace di arrivare fino in fondo alle competizioni europee con giocatori del calibro di Ortega, Crespo, Thuram, Buffon e così via. Il passaggio all’Inter nell’agosto del 2002 di un mezzo passo falso, mai ambientato e mai brillato con i nerazzurri, così viene ceduto dopo solo due sessioni agli acerrimi rivali per solo 7mln di euro.

Dal 2004 al 2006 è un muro. Nessuno può superarlo, mai dribblato in quegli anni, sempre in anticipo, e nonostante i 168cm di altezza non perdeva un pallone di testa. Colosso bianconero e della Nazionale. In seguito agli scandali di calciopoli, gli juventini verranno retrocessi e così gran parte degli effettivi ceduti; anche Fabio andrà via per militare nei successivi 3 anni al Real Madrid. Nel 2009 finisce la sua avventura spagnola e ritorna proprio tra le file bianconere, ormai ha 36 anni e si avvia verso la fine della carriera. Così, dopo un anno dal rientro in Italia, si trasferisce nell’Al Ahli, prima squadra di Gedda negli Emirati arabi. In realtà, questa esperienza ha un ruolo fondamentale perché oltre ad ricoprire il ruolo da giocatore, assume l’incarico di vice allenatore, dando inizio così alla sua carriera da tecnico.

Infatti, nel 2014 Lippi, ex allenatore della Nazionale campione del mondo, decide di dimettersi dall’incarico di commissario del Guangzhou di Evergrande (sarà proprio lui a consigliarlo). In quel periodo la Cina è particolarmente dedita all’acquisto di giocatori di livello internazionale, e con ingaggi importanti riuscì ad accaparrarsi giocatori che anche i Europa avevano fatto bene. Cannavaro troverà calciatori del calibro di Paulinho, Alan, Robinho ad aspettarlo. Purtroppo i risultati sono altalenanti e verrà esonerato per fare spazio a Scolari, l’ex tecnico della nazionale verde oro troverà una colonia di brasiliani facilitandogli il compito. In Arabia aveva lasciato un ottimo ricordo, e quando l’Al Nassr esonera Jorge Da Silva, il primo nome è del tecnico napoletano. Lui accetta e avrà a disposizione una campagna acquisti non indifferente, Maiga, Gabriel Marquinhos, Mohktar ed Estoyanoff tra i nomi più importanti, ma nonostante ciò anche qui è altalenante e dopo 13 partite con 5 vittorie, 5 pareggi e 3 sconfitte, la squadra di Riad si ferma all’ottavo posto, e così non viene riconfermato come allenatore.

Torna così in Cina ad allenare il Tj Quanjian, con il quale alla prima esperienza vince il campionato di seconda divisione portandoli in Super League. L’esperienza c’è, i risultati cominciano ad arrivare e viene richiamato dalla Guangzhou, dove gli viene messa a disposizione una squadra niente male, Paulinho torna dal Barcellona, Gudelj e Muriqui completano il terzetto di centrocampo, mentre il tridente è veramente stellare: Goulart, Talisca, Alan. Fabio vince prima la Supercoppa nel 2018 e poi il campionato nel 2019, i rinnovi di contratto sono stellari, e al termine dell’esperienza viene chiamato per condurre ad interim la nazionale cinese vista la grossa stima nei suoi confronti.

La riflessione è d’obbligo. Cannavaro negli anni è arrivato a guadagnare netti 12mln di euro annui, con grossissima esperienza internazionale e stima in tutto il panorama mondiale. Ad oggi ha accettato, secondo alcune indiscrezioni, 500mila€ netti allenando il Benevento in Serie B. Quanti giocatori o allenatori l’avrebbero fatto? Se ne vedono a decine che restano senza contratto per non accettare ingaggi inferiori alla loro media. Sicuramente la squadra di Vigorito è ambiziosa, il progetto di tornare in Serie A e avere visibilità gioca un ruolo importante, ma più importante di contratti onerosi che sarebbero potuti arrivare in altre località calcistiche? Probabilmente secondo Cannavaro sì: tornare ad allenare in Italia per misurarsi con la realtà europea calcistica, ricominciando dal basso con le giuste opportunità, mentalità assolutamente da premiare, più ambiziosa della ricerca di un contratto oneroso.

Leave a Reply

Your email address will not be published.