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La FIGC chiederà anche gli atti sul falso in bilancio del Napoli

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© “DE LAURENTIIS” – FOTO MOSCA

Secondo l’edizione odierna di Repubblica, il procuratore FIGC, Giuseppe Chiné, avrebbe intenzione di fare richiesta alla Procura di Napoli di accesso agli atti riguardanti l’inchiesta sul falso in bilancio del club di Aurelio De Laurentiis. A seguire quanto riportato dal quotidiano nazionale.

“Non vuol dire, come hanno scritto i suoi legali, che pagherà solo la Juventus. Vuol dire altro: vuol dire che la giustizia sportiva sa colpire solo se sei tu stesso a dichiararti, nei fatti, colpevole. Lo hanno fatto nelle centinaia di ore di intercettazione dirigenti di ogni livello della società bianconera: così la pensano la procura e la Corte. Le ‘dichiarazioni auto accusatorie’ sono carpite grazie ai mezzi della giustizia ordinaria. Senza, è quasi impossibile colpire un club. Per questo, a breve il procuratore Chinè chiederà alla Procura di Napoli gli atti dell’inchiesta sul falso in bilancio che riguarda De Laurentiis“.

L’avvocato del club guidato da ADL, Mattia Grassani, si è così espresso in merito alla posizione del Napoli.

Il Napoli è stato prosciolto come tutti gli altri club nel filone che si è già concluso. Credo ci sia anche il Chievo, ma è fallito e non è più soggetto federalmente rilevante. Il Napoli direi che è l’unica società di quel primo percorso che non è stata tirata nuovamente in ballo dalla Procura Federale con il ricorso per revocazione. Certamente questo è un dato tranquillizzante che certifica che l’operazione Osimhen, dal Lille al Napoli con una contropartita in denaro importantissima e qualche contropartita tecnica, che comunque non ha modificato la sostanza di un giocatore che ne valesse 71 o 50, come dice la Procura, oggi ne vale più di 100, quindi quale plusvalenza poteva essere effettuata da un club che invece ha correttamente e intelligentemente operato sul mercato pagando 71 (51 cash e 20 in contropartite tecniche) un giocatore che poi si è subito apprezzato e valorizzato con incrementi del 30-40% del suo valore iniziale. Questo credo la Procura abbia considerato, e la partita è chiusa“.

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