Juventus: what else?

Juve agnelli

© “JUVENTUS-AGNELLI” – FOTO MOSCA

Ufficialmente caro mio dipendente-calciatore non ti pago quattro mensilità e ti ringrazio perché mi permetti di ridurre i costi e i debiti del mio bilancio e di presentare degli indici adeguati alle normative del fair play finanziario ma ufficiosamente sottoscriviamo un accordo in presenza di un professionista (avvocato o commercialista) che lo custodirà fino a quando poi regolarizzerò il tutto e la carta sarà distrutta

Sembra essere questa per noi, presidenti per un giorno, la traduzione delle risultanze delle indagini della Guardia di Finanza e della Procura di Torino nei confronti della Juventus accusata di falso in bilancio per non aver registrato e/o comunque non al momento opportuno alcune voci di spese come gli stipendi dei calciatori.

Se ne sono lette tante sui giornali e sui social nelle ultime ore tra le opposte fazioni dei colpevolisti e gli innocentisti.

Addirittura tra gli innocentisti c’è stato chi ha affermato che la Juventus, sempreché siano poi fondate le accuse, abbia effettuato questi magheggi per motivi “etici” e di immagine perché stonava pagare milioni di euro di stipendio a Ronaldo mentre nel mondo si moriva di Covid e la miseria dilagava!!!

La mia breve analisi, però, non vuole scendere su questo piano perché se da un lato è vero che nel nostro paese vige il principio giuridico della presunzione di innocenza fino alla condanna definitiva della Cassazione, dall’altro mi sembra pure inverosimile invocare sempre il fumus persecutionis da parte della magistratura ordinaria nei confronti della società di proprietà della famiglia Agnelli.

Non cado in questa trappola e mi astengo da considerazioni in attesa degli ulteriori sviluppi.

Gli aspetti sui cui, invece, voglio soffermarmi sono due.

In primo luogo non capisco la differente velocità o lentezza con cui la magistratura sportiva, che di solito utilizza la tecnica del “copia e incolla” velocissimo delle disposizioni e/o delle indagini della giustizia ordinaria, nel caso della Juventus (ma anche con l’Inter) abbia sempre una sorta di freno a mano tirato prima di far partire una inchiesta. È capitato con il doping, con Calciopoli, con le plusvalenze e ora anche con l’ipotesi del falso in bilancio. Quando si muoveranno gli organi di controllo e giurisdizionali sportivi, ad esempio, con la stessa celerità con cui hanno ingiustamente condannato Beppe Signori?

In secondo luogo un fatto è evidente: l’inefficienza gestionale dell’attuale governance della Juventus che, non dimentichiamolo, è una azienda quotata in borsa e, pertanto, obbligata, a rispettare doveri di trasparenza, correttezza e lealtà nei confronti dei risparmiatori che investono non solo nel titolo della società. Adottare “strategie” di breve termine per coprire gap gestionali più profondi produce solo quello che in finanza si chiama “effetto neve”: prima o poi si scioglie e il problema si ripresenta più grande di prima!

Ma dove sono Consob, Covisoc e Collegio sindacale?

Una ultimissima considerazione finale che non dovremmo mai dimenticare: teniamoci ben stretto chi sa gestire complessivamente con efficienza l’azienda Napoli.

“Chi cagna ‘a via vecchia p’ ‘a nova sape chello ca lassa e no chello ca trova”.

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