Kvaratskhelia non è Insigne e non lo sarà mai

Kvaratskhelia non è Insigne e non lo sarà mai

© “KVARATSKHELI” – FOTO MOSCA

Kvicha Kvaratskhelia è l’uomo del momento a Napoli, con il suo impatto a dir poco devastante nella squadra e nel campionato italiano il georgiano ha stupito tutti a suon di gol e giocate di alto livello.

La sensazione è quella che Giuntoli ci ha visto lungo con il ragazzo ex Dinamo Batumi, arrivato per sostituire non uno a caso da queste parti, tutt’altro, un vero pezzo da 90, Lorenzo Insigne.

Ci si potrebbe scrivere un libro se solo si volesse provare a descrivere il rapporto tra l’ex capitano azzurro con i propri tifosi. Odio e amore, forse, però, l’attuale attaccante del Toronto non ha sempre ricevuto i giusti riconoscimenti dalla propria gente.

Perchè parliamo così? Semplice, sono bastate 2 partite per innalzare a top player Kvaratskhelia, a Napoli, e non solo, la frase che si sente ogni istante con maggiore frequenza è la seguente: Kvaratskhelia è più forte di Insigne, il georgiano è più funzionale al gioco di Spalletti, oppure, in due partite ha già fatto più gol di Insigne.

Forse a Napoli si sono scordati che il giocatore che è andato via non era solo il capitano di una squadra che ha lottato per lo scudetto più e più volte, non è soltanto l’attuale campione d’Europa con la propria Nazionale, ma è soprattutto il secondo miglior marcatore della storia del club.

Che cosa si vuole fare intendere con ciò? Anche qui è facile dare una risposta: il georgiano “deve mangiarne di pasta asciutta” prima di raggiungere determinati numeri.

È doveroso precisare che questa analisi non è contro Kvaratskhelia, anzi, l’augurio è quello che possa continuare su questi ritmi, per il Napoli e per il calcio italiano, il quale, oggettivamente parlando, ha perso tanto, forse troppo, talento negli ultimi anni.

La storia però non si cancella, e non saranno sicuramente 3 gol e 1 assist contro Monza e Verona a far dimenticare 10 anni di Lorenzo Insigne.

L’invito è a non sputare nel piatto dove si è mangiato e allo stesso tempo tutelare un possibile crack che ha nelle mani Luciano Spalletti: volete vedere Kvicha Kvaratskhelia diventare un campione? Allora smettetela di paragonarlo ad Insigne.

Perchè bisogna sempre creare questo clima di astio? Perchè bisogna per forza autoconvincersi che chi arriva possa far dimenticare chi è andato via?

Napoli ha amato tutti i figli che ha adottato, da Marek Hamsik a Kalidou Koulibaly, passando per Ciro Mertens, ma non sempre è stata giusta con il suo figlio prediletto, quello che più di tutti sentiva, e si assumeva, la pressione e la responsabilità della maglia che indossava.

Quando le cose andavano male, quando la patata era bollente, tutti quanti si sono aggrappati ai piedi del numero 24.

I grandi giocatori sentono la pressione e la trasformano in motivazione per rendere al meglio, in 10 anni con la maglia della propria città addosso, Insigne si è caricato sulle spalle un popolo intero.

La speranza è quella che il classe ’01 alzi tanti trofei con addosso la maglia azzurra, ben venga che diventi l’idolo di grandi e bambini, ma lasciate a questo ragazzo la possibilità di scrivere la propria storia, e non fategli recitare un copione che conosciamo tutti a memoria.

Kvaratskhelia ha tutto dalla propria parte per diventare un campione, ma non è, e non sarà mai, Lorenzo Insigne.

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