Che fine hanno fatto gli undici del Napoli 1993/94?

Che fine hanno fatto gli undici del Napoli 1993/94?

Corre l’anno 1993, Ferlaino ha abbandonato la presidenza, ed il Napoli sa che non può colmare il gap con le grandi, avendo perso fenomenali campioni.

Dopo l’addio di Maradona, questo è l’anno in cui vanno via Galli e Mauro in fase calante, Zola e Crippa verso una nuova potenza economica, quella di Parma, e infine Careca in Giappone per terminare la carriera.

Le altre big si rinforzano, mente i partenopei non hanno lo stesso strapotere economico. Sulla panchina, però, c’è un allenatore con una  particolare personalità: Marcello Lippi.

In quell’anno, infatti, non importava il nome o il blasone del giocatore, se non rendevi eri fuori rosa. Fu la stagione in cui furono fatti esordire giocatori come Fabio Cannavaro, Pino Taglialatela, Paolo Di Canio, Fabio Pecchia preso giovanissimo dall’Avellino ed in fine Paulo Fonseca, autore di 15 goal e trascinatore della formazione azzurra, che riuscì a classificarsi 6a raggiungendo la qualificazione in Coppa UEFA.

In Serie A, il Napoli fu altalenante, sconfitte con Lecce e Cremonese furono eclatanti, ma la vittoria 2-3 all’Olimpico contro la Roma segnò la svolta, lanciati titolari i giovanissimi Di Canio, Cannavaro, la conferma di Buso, Bia, Eugenio Corini e Roberto Policano,dopo le ottime prestazioni non sarebbero più usciti dal campo. 

L’entusiasmo dello scudetto non c’è più, non c’è nemmeno la possibilità di essere tra i grandi, si è consapevoli di questo. Ma la speranza di essere un outsider si! Giovani promesse, napoletani veraci a caccia di gloria, con qualche colpo sudamericano che nessuno si aspetta.

Come detto, l’allenatore era Marcello Lippi, classe 1948, eroe nazionale per il mondiale conquistato con l’Italia nel 2006. Il 22 ottobre 2020 annuncia il suo ritiro come allenatore.

La formazione titolare, con un 4-4-2 storico del tecnico di Viareggio, era:

  • Giuseppe Taglialatela; Batman il soprannome, amatissimo negli anni come profeta in patria, attualmente è il presidente dell’Ischia Isolaverde, dopo aver militato come giocatore, allenatore e anche direttore sportivo.
  • Ciro Ferrara; ultimo anno azzurro prima di passare agli acerrimi rivali, adesso è commentatore televisivo, dopo una parentesi da allenatore.
  • Giovanni Bia; 28 presenze e 3 goal in stagione, fu ceduto l’anno seguente. Attualmente è un procuratore.
  • Fabio Cannavaro; campione del mondo da giocatore proprio insieme a Lippi, da lui voluto come successore in Cina, da qui è nato il loro amore. Oggi è l’allenatore del Benevento in serie B.
  • Giovanni Francini; terzino della nazionale e del Napoli scudettato, vive gli ultimi anni da protagonista. Torna spesso in Campania per apparire come opinionista televisivo, è attualmente responsabile del settore giovanile e dello scouting per il Viareggio.
  • Renato Buso; soprannominato raggio-missile, era un esterno destro fenomenale. Oggi allena le giovanili della Fiorentina.
  • Fabio Pecchia; classe ed eleganza, giocatore straordinario, anche lui passò alla Juve. Torna a Napoli come vice-allenatore di Benitez, acclamato e amato dalla piazza come pochi. Ora allena il Parma in Serie B.
  • Eugenio Coroni; 22 anni già una classe sopraffina, in prestito dalla Samp, dimostrò già di essere un allenatore in campo. Infatti, oggi allena il Palermo 
  • Roberto Policano; 92 presenze in 5 anni per il “Rambo” napoletano, anche lui amatissimo, ora è un osservatore per conto dell’Udinese.
  • Daniel Fonseca; soprannominato “Castoro” per i suoi incisivi sporgenti, goleador straordinario, detiene il record di 4 goal segnati contro il Valencia in un’unica partita. È un procuratore e scopritore di talenti, tra i suoi assistiti troviamo Muslera, Suarez, Caceres ecc ecc.
  • Paolo Di Canio; giovanissimo con un talento cristallino, ed una mentalità geniale. Rimarrà nella storia il goal da fondo campo contro il Milan. Attualmente è un giornalista sportivo, conduttore per Skysport, trattando principalmente il calcio britannico vista la sua esperienza in materia.

Al termine di questa annata, Ottavio Bianchi rassegnerà le dimissioni come direttore generale, e verrà chiesto a Ferlaino di tornare come presidente. 

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