Bibliocalcio – I consigli per un’ottima lettura sportiva #4

Bibliocalcio – I consigli per un’ottima lettura sportiva #4

Tema della settimana:

“Le canaglie” di Angelo Carotenuto, Sellerio (2020).

Esattamente un mese fa il C.O.N.I. comunicava i vincitori della 55^ edizione del concorso di letteratura sportiva. All’interno della sezione Narrativa il primo posto se l’è aggiudicato Angelo Carotenuto col suo “Le canaglie”. Innanzitutto partiamo col dire che la vittoria è assolutamente meritata: con una notevole abilità narrativa, infatti, Carotenuto catapulta il lettore nell’infuocato spogliatoio della Lazio del compianto Tommaso Maestrelli, specchio fedele della realtà dell’epoca, quella turbolenta degli anni ’70. Il costante parallelo tra le vicende calcistiche della Lazio e quelle di una società in bilico tra terrorismo e lotte sociali, tra cronaca nera e cronaca sportiva, tra i due clan della squadra, “nemici” fuori dal campo ma fratelli la domenica, tra personaggi reali e fittizi, danno vita ad vero e proprio gioiellino che merita assolutamente di essere letto.

Ultima uscita:

“Le cose perdute del calcio. Un viaggio nel tempo, un gioco della memoria. Per vedere l’effetto che fa” di Nicola Calzaretta, NCF Edizioni (2021)

Lungi dal voler cavalcare la retorica del “si stava meglio prima” Calzaretta, già penna brillante del Guerin Sportivo nonché autore di diversi libri sul tema, ha voluto ancora una volta gettare uno sguardo al passato per analizzare con un pizzico di romanticismo com’era il calcio dell’epoca analogica. Quello di quando eravamo piccolini e per andare allo stadio c’era bisogno del papà. Ecco quindi che dalle righe del testo di Calzaretta emergono i ricordi delle divise in lanetta, delle mitiche scarpette tutte nere, della numerazione 1-11, del libero e dei terzini (diamine ma perché oggi si chiamano esterni bassi?) e così via fino ad arrivare alle nuove regole e alle nuove competizioni (ridateci la Coppa delle Coppe!!!). Ognuna di queste “cose perdute” è un pretesto per l’autore per raccontare storie, aneddoti, personaggi con ironia e leggerezza, il tutto accompagnato dalle belle immagini di Michele Targonato.

Uno sguardo al passato:

“Cuentos de fútbol” di AA.VV., Mondadori (2002)

Piccola antologia di racconti in bilico tra poesia e sentimento, perché questo e molto altro è il calcio in Sudamericana e sudamericani sono gli autori di questi, per citare Valdano, “regali indimenticabili che grandi scrittori fanno al gioco del calcio e a voi”. Un libro cult, ormai fuori catalogo e difficilmente reperibile. Tra i tanti racconti segnalo quello che per me è stato il più emozionante: “Il tema” di Antonio Skármeta (autore de “Il Postino di Neruda” da cui è stato tratto il film “Il Postino” con Massimo Troisi), una perla da far leggere ai ragazzi (ed infatti la Mondadori nel 2011 lo ha pubblicato nella collana Oscar Juniors col titolo “Tema in classe”). Il libro ha avuto un seguito nel 2006: “Cuentos de fútbol 2”, questo volume però non ha avuto lo stesso successo del suo predecessore.

SportSud Book:

“Ho visto i lupi volare” di Giovanni di Tota, Creativin edizioni, (2021)

La promozione in Lega Pro del Campobasso ha dato lo spunto al giornalista Giovanni di Tota per dare alle stampe quello che a tutti gli effetti è un vero e proprio romanzo di formazione. Ecco così che le vicende calcistiche di una piccola realtà di provincia qual è Campobasso, si intrecciano a quelle umane dell’autore, tra ricordi di famiglia, di scuola e ovviamente personali. Sullo sfondo, come accennato, la crescita di una squadra che sul finire degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80 passa dai campetti polverosi delle periferie meridionali ai prati della Serie B (la storica promozione è datata 1982). Alla scalata dei lupi molisani l’autore affianca, delineandone, i profili dei volti noti di quei tempi, protagonisti delle storie raccontate nel libro, nonché una serie di gustosi aneddoti.

Antonio Vespasiano (gruppo Facebook Bibliocalcio; sito Bibliocalcio.com)

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