Ungheria espugnata, Italia prima in Nations League. 2 a 0

raspadori

© “ITALIA” – FOTO MOSCA

Nel Puskas Arena, rinato dopo l’elegante restyling pagato dal governo del despota ungherese Orban (un terzino della nazionale è suo omonimo ma non parente), Ungheria e Italia si contendono la leadership del terzo girone del Nations League.

Per i magiari (10 i punti conquistati) sfidare gli azzurri tra le mura amiche è un vantaggio non secondario e per di più il primo posto in classifica (l’Italia ha 8 punti) le procura il vantaggio psicologico di puntare a completare il torneo in posizione di testa se stasera dovesse vincere o anche pareggiare. Il successo degli azzurri, oltre garantire la leadership del girone porterebbe tanti punti in più nel raking della Fifa. A Mancini serve un’impresa e si legittima la prudenza della vigilia, considerato il forfeit di una ventina di giocatori della rosa potenziale assenti per infortuni, ma anche sospetti per l’indisponibilità dei club a rischiare di perdere giocatori importanti per affaticamento o incidenti di gioco. Vicenda strana: Immobile era pronto a unirsi agli azzurri con il jet in partenza per l’Ungheria, ma qualcosa, qualcuno, non hanno gradito che rischiasse il possibile riacutizzarsi di un guaio muscolare e ha imposto lo stop. Mancini ammette di essere andato incontro agli interessi delle società.

L’Italia deve dimostrare giocoforza di andare in campo con una coppia di attaccanti ‘leggeri’ (Raspadori-Gnonto o semi leggeri Raspadori- Gabbiadini). L’Ungheria si prepara a festeggiare l’addio del suo capitano Sadam Szalai, che a soli 34 anni disputa l’ultima partita in nazionale e durante l’inno magiaro si è commosso fino alle lacrime.
Da presunta Cenerentola del girone, l’Ungheria di Marco Rossi ha praticamente spedito in Lega B due colossi, quali sono Inghilterra e Germania e stasera prova a ribaltare il risultato della prima sfida vinta dagli azzurri (2 a 1. Mancini: “Ho profondo rispetto per l’Ungheria” e che dire, un po’ di pretattica è parte del rito ‘vigilia’. 60mila spettatori, 600 gli italiani. Arbitra il francese Bastien.

Al 5° salvataggio miracoloso di Attila Szalai sulla linea di porta. Tocco di Bonucci. La difesa magiara non sembra impenetrabile. Italia aggressiva, pressing alto e a tratti Ungheria in difficoltà, contratta nella propria metà campo. Di Lorenzo di testa su lancio da fermo degli azzurri, pallone a lato di pochissimo, al quarto d’ora. L’impressione è che Marco Rossi abbia impostato la partita per ottenere il pareggio, che confermerebbe l’Ungheria primatista del girone. Spesi 25 minuti senza grandi occasioni da tutte e due le formazioni. L’Ungheria conta solo su possibili contropiedi. Quasi inevitabile: il difensivismo di Marco Rossi non paga. Passaggio folle di Nagy al portiere, si avventa sul pallone un azzurro, il pallone vaga in piena area e finisce a Raspadori solissimo in area. Gol a porta vuota: 1 a 0, al minuto 27. Due minuti dopo ci prova Di Lorenzo. Gran tiro di un niente a lato. Pericolo per l’Italia al minuto 32 con il pallone che danza pericolosamente davanti a Donnarumma, ma Jorginho salva in angolo. L’Ungheria reagisce e abbandona il difensivismo. L’Italia arretra il baricentro del gioco e attenzione, è un errore subire l’aggressione dei magiari, ma Italia è decisamente superiore. Spogliatoi.

Si riparte, Bastoni per Acerbi e Stiles per Nagy. Al 50esimo assalto magiaro e Donnarumma per tre volte di seguito salva l’Italia. Miracoli e…che paura. Al minuto 52 azione fulminea dell’Italia, di Cristante il cross ravvicinato. Come un falco si avventa sul pallone Dimarco, che trova il 2 a 0. Storico gol numero dell’Italia, è il numero 1.500. Donnaruma è in serata miracoli e devia in angolo una zuccata di Stiles a due metri dalla porta italiana. Gazdag per Kerkez. Minuto 62 e successivo quarto e quinto prodigio di Donnarumma che impedisce l’uno a due. Gabbiadini per Gnonto. Ovvia pressione dei magiari in svantaggio di due gol. Cambi: dentro Pobega per Jorginho e Scamacca per Raspadori. Anche due cambi di Rossi: escono Szalai e Nego per Adam e Bolla. 15 al 90esimo, Ungheria quasi rassegnata. Adam atterrato in area azzurra ma Bastien glissa e si va avanti. Era nettamente rigore. Adam spinto in area finisce a terra: quando è rigore secondo l’arbitro francese e il Var? In campo anche Kleinheisler e Mazzocchi della Salernitana per l’acciaccato Di Lorenzo. Over time. Final four di Nations League conquistato, all ok. Su tutti Donnarumma e Dimarco per la ‘mission possible’.

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