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La descrizione del calcio in una foto

Maradona Copacabana

Mentre il campionato è fermo ed in tanti parlano di calciomercato e dei contratti dei “piccoletti” (Insigne e Mertens) che occupano bacheche povere di trofei, e di “grandi promesse” che tardano a consacrarsi (Osimhen), mi capita sotto gli occhi una vecchia foto. Ritrae El D10S in tutta la sua luminescenza, orbene il paragone con quelli di prima sarebbe reato, e quindi mi riguardo con attenzione quella foto, che è la Summa del Calcio, e mi rallegro un po’. Devo dirlo a tutti cosa ho imparato da Diego perché, a differenza di molti, l’ho visto con i miei occhi, l’ho abbracciato dopo averlo pedinato, ho pianto e riso di gioia grazie a lui…

Riguardo la foto: Il pallone gli va incontro perché lui è già lì, la gamba destra col quadricipite enorme a fare da perno, la sinistra libera, le giuste distanze. Il suo cervello può scegliere tra piede sinistro in almeno 6 punti, gamba sinistra, petto, spalla sinistra, spalla destra, testa. La può accarezzare come gli pare e farla andare dove desidera. Ma la cosa più importante e bella è che quel ragazzo, mentre la palla scende, lui innamorato le sorride… D10S.

L’istantanea fu scattata sulla spiaggia di Copacabana, un luogo sacro per i carioca, vicino Flamengo. Lui in Brasile calcisticamente era il pericolo pubblico numero 1. Aveva non solo eguagliato, ma addirittura superato il loro monumento nazionale: Edson Arantes do Nascimento. Ma in cuor loro, quegli spettatori in spiaggia già sapevano che Diego è megl’ e Pele’. Lo ammirano, pregando il dio del calcio di non ripetere quelle prodezze viste in spiaggia in una partita contro la Selecao… Il calcio è questo, é l’anima antropologica di un popolo che ama stare insieme grazie ad un pallone, altro che calciomercato.

Articolo scritto per la rubrica “Le vostre voci” di Sport del Sud dal Dott. Fabio Palazzolo

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