Gennaro Sarnelli: numero 10 di una Puteolana vincente

Gennaro Sarnelli: numero 10 di una Puteolana vincente

A Pozzuoli, la tradizione calcistica ha origini molto lontane. La nascita del Puteoli Sport è datata infatti 1902, con la denominazione che mutò in Unione Sportiva Puteolana nel 1919. Uno dei momenti d’oro della storia del club risale alla stagione 1921/22, quando perse in finale di Lega Sud contro la Fortitudo di Roma, sfiorando la cosiddetta “finalissima” per l’assegnazione dello scudetto. All’epoca, infatti, il campionato italiano di calcio si concludeva con un doppio confronto tra il miglior club dell’Italia settentrionale e quello del centro-sud.

Compiendo un balzo temporale, arriviamo agli anni ’60 e ’70, durante i quali la Puteolana militò stabilmente in Serie D. Nel 1986, dopo il trasferimento della Società Sportiva Calcio Campania, divenuta poi Campania Puteolana Calcio, il club di Pozzuoli oscillò invece tra serie C1 e C2, fino al 1992.

La promozione in Serie C1 del 1989 raccontata da Gennaro Sarnelli

Ed è proprio a testimonianza di una di quelle stagioni che è intervenuto ai nostri microfoni Gennaro Sarnelli, ex fantasista che ha vestito la numero 10 della Puteolana durante il campionato di Serie C2 1988/89. Ad allenare il club durante tale stagione fu l’ex Napoli Cané, che guidò il club fino alla promozione.

“All’inizio la squadra non era stata completata. Poi man mano, con il proseguire del campionato, si è rinforzata. Era una squadra formata in modo giusto”, afferma Sarnelli. Nonostante ciò, la partenza lasciò subito trasparire il potenziale della squadra: la prima uscita in stagione fu una trasferta trionfale a Castellammare, contro la Juve Stabia, seguita da una serie di vittorie e partite da imbattuti. Dopo un finale di girone di andata poco positivo, la Puteolana riprese in mano le redini del campionato, ottenendo in anticipo promozione e vittoria.

Tra le partite di quel campionato ce n’è una che Gennaro ha voluto raccontarci. Sesta giornata di campionato, la Puteolana doveva affrontare la trasferta di Siracusa, per giocare contro l’Atletico Leonzio. “Affrontare”, appare qui il termine giusto: per arrivare a Lentini, infatti, i campani dovettero viaggiare per un’intera giornata. “Siamo partiti di mattina e siamo arrivati verso le 22/22:30”, ricorda l’ex calciatore. “Abbiamo cenato e a mezzanotte eravamo ancora in giro. Dovevamo giocare il giorno seguente. Abbiamo vinto la partita 0-1, fu una grande soddisfazione perché avendo viaggiato in pullman abbiamo impiegato 10/12 ore per arrivare. Abbiamo pensato: “chissà se domani giocheremo bene o ci addormenteremo in campo”. Invece facemmo tutti una grande prestazione”, ricorda Gennaro.

Il pubblico come dodicesimo uomo in campo

Una piazza calda quella di Pozzuoli, con il pubblico sempre presente e numeroso. “Lo stadio era sempre pieno, e quando entravi in campo era un’emozione pazzesca, con tante persone che gridavano il tuo nome”, ricorda Sarnelli, al quale è bastata una sola stagione, prima di un suo ritorno tra ’94 e ’96, per essere ricordato nel comune flegreo. “Ero un fantasista, avevo delle giocate splendide. I tifosi avevano bisogno di questo perché la domenica venivano a divertirsi, soprattutto i bambini. Sono persone fantastiche, Pozzuoli è una città che ha fatto sempre calcio e ti ricordano sempre come una grande persona, sia come grande uomo che come grande calciatore”.

Una piazza calda, come già sottolineato, con un pubblico che dimostra la sua grande vicinanza al club anche oggi, in un campionato di Eccellenza che non ha mai visto la Puteolana scendere in campo senza il supporto dei propri tifosi, neanche in trasferta.

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