Giocare a pallone a Venezia: l’incredibile multa ai ragazzi di Murano
A Murano 12enni multati perchè giocano a pallone in strada: "E poi vi lamentate si stiamo ore col cellulare"
Credit photo by Ozan SafakIl caso che ha riaperto il dibattito sulla vita di quartiere e le regole in Laguna.
Venezia, città unica al mondo per i suoi canali e l’assenza di auto, è spesso al centro dell’attenzione per le sue rigide normative volte a preservare il delicato equilibrio urbano. Ma cosa succede quando queste regole si scontrano con la più semplice delle attività: il gioco all’aperto dei bambini?
È accaduto di recente sull’isola di Murano, nota per le sue vetrerie. Un gruppo di circa 14 ragazzini, tra i 12 e i 13 anni, stava giocando a pallone in Campo Pino Signoretto, una piazza che gli abitanti considerano idonea e che, a loro dire, non rientrerebbe tra le aree specificamente vietate. Il gioco, tuttavia, ha disturbato un residente, che ha allertato le forze dell’ordine.
Il risultato è stato inaspettato e ha generato una viva polemica: la Polizia locale ha identificato i ragazzi e ha poi notificato ai loro genitori una multa di 50 euro ciascuno. L’accusa, riportata nei verbali, era di aver “creato disturbo alla quiete pubblica e pericolo per le persone in transito”, contravvenendo a una normativa del 2019 che vieta i giochi con la palla in diverse zone della città per motivi di decoro e sicurezza.
L’Ondata di Indignazione
La notizia si è diffusa rapidamente, scatenando un’ondata di indignazione non solo a Murano, ma in tutta Venezia e oltre. Molti si sono chiesti se non fosse stata applicata una misura sproporzionata per un’azione così innocente, tipica di qualsiasi quartiere.
I genitori multati, uniti, hanno espresso la loro intenzione di fare ricorso, sostenendo che il campo in questione fosse uno dei pochi luoghi a Murano dove i ragazzi potevano incontrarsi e giocare senza creare un reale disagio. Un genitore ha raccontato ai media locali il momento della notifica, con il figlio “in lacrime”, e ha criticato l’approccio rigido delle autorità che, a suo dire, avrebbero potuto semplicemente richiamare i ragazzi o confiscare il pallone, come si faceva un tempo.
Regole vs. Vita di Comunità
Il caso ha riacceso il dibattito sull’equilibrio tra la necessità di tutelare l’ordine e la qualità della vita in una città fragile come Venezia e il diritto dei residenti, in particolare dei giovani, di vivere gli spazi pubblici. Il gioco in strada, il cosiddetto “campetto”, è da sempre un pilastro della socialità giovanile e del legame con la propria comunità, specialmente in un contesto urbano privo di parchi e aree verdi come quello veneziano.
La vicenda dei ragazzi multati è diventata il simbolo di una Venezia che fatica a trovare spazio per i suoi giovani in un ambiente sempre più regolamentato, dove le esigenze del turismo e del decoro a volte sembrano avere la meglio sulla spontaneità e sulla vitalità della vita di quartiere.
Al momento, i genitori attendono l’esito del loro ricorso, sperando che prevalga il buon senso e che i campi di Venezia possano tornare a essere, come in passato, un luogo di gioco per i residenti più piccoli.
