Ziyech, El Ghazi e altri 40 atleti chiedono alla UEFA la sospensione di Israele dalle competizioni europee
Atleti da tutto il mondo firmano l'appello indirizzato alla UEFA. "Fuori dalle competizione europee come la Russia"
Credit Photo by Ash HayesUn gruppo di 48 atleti, tra cui noti calciatori come Hakim Ziyech, Anwar El Ghazi e Sam Morsy, ha firmato una petizione formale rivolta all’UEFA (Unione delle Federazioni Calcistiche Europee) per chiedere l’esclusione immediata di Israele da tutte le competizioni calcistiche europee.
L’iniziativa, che sta suscitando un ampio dibattito nel mondo dello sport e della politica, è motivata dalle preoccupazioni per le presunte violazioni del diritto internazionale e i diritti umani in relazione al conflitto in corso nella Striscia di Gaza.
Firme eccellenti e motivazioni
La petizione vede la partecipazione di diversi nomi di spicco, non solo del calcio. Tra i firmatari più noti si annoverano: Hakim Ziyech (Marocco), stella del Galatasaray, Anwar El Ghazi (Paesi Bassi), giocatore che in passato è stato al centro di polemiche per le sue posizioni sul conflitto. Sam Morsy (Egitto), capitano dell’Ipswich Town.
Gli atleti chiedono all’organo di governo del calcio europeo di adottare sanzioni simili a quelle imposte alla Russia in seguito al conflitto in Ucraina, sospendendo la Federazione calcistica israeliana fino a quando non verrà rispettato il diritto internazionale e protetta la popolazione civile.
La Posizione dell’UEFA
L’appello arriva in un momento cruciale: secondo indiscrezioni emerse sulla stampa internazionale, l’UEFA starebbe effettivamente valutando la possibilità di sospendere Israele dalle sue competizioni.
Il comitato esecutivo dell’UEFA, composto da 20 membri, sarebbe chiamato a prendere una decisione in tempi brevi. L’eventuale sospensione rappresenterebbe una svolta storica nel panorama del calcio europeo, evidenziando come la politica e le questioni umanitarie continuino a influenzare le decisioni degli organismi sportivi internazionali.
L’iniziativa dei 48 atleti mira a esercitare pressione affinché l’UEFA si pronunci a favore della sospensione, in linea con i suoi stessi precedenti in materia di sanzioni per azioni ritenute incompatibili con i principi fondamentali dello sport.
