Angelo Casa ama il Marsala Calcio e si vede
Imprenditore, appassionato d'arte e tifoso di calcio: il presidente del Marsala ha raccontato a Cosimo Giordano l'intenzione di ridare lustro al club della città del vino.
Marsala CalcioAngelo Casa è un imprenditore di origini palermitane da anni radicato nel Friuli-Venezia Giulia, dove si è affermato come una delle figure più riconoscibili nel settore della ristorazione commerciale. Un siciliano che ha saputo costruire, lontano dalla sua terra natale, un piccolo impero nel nord-est italiano. Accanto alla vocazione imprenditoriale, Casa coltiva una passione autentica per l’arte, tra collezioni e sostegno agli artisti. E poi c’è il calcio. Grande tifoso del Palermo, è l’editore della testata online ForzaPalermo.it e, dall’aprile del 2025, ha acquisito lo storico Marsala Calcio. Il club lilibetano è infatti uno dei più antichi della Sicilia e vanta 19 partecipazioni alla Serie C e due in Serie C1 (l’ultima nel 1999/00), oltre ad aver lanciato nel 1998 un giovanissimo Patrice Evra.
Un filo invisibile
La passione per il calcio ce l’ha sempre avuta. Ma trasformarla in un progetto concreto non è stato immediato. «Mi piace molto il mondo del pallone e quindi nella mia mente e nel mio cuore c’era sempre la voglia di cimentarmi in un’attività del genere» racconta Angelo Casa. «Vivo in Friuli, e alcune persone hanno cercato di coinvolgermi in alcune attività, però mancava il lato sentimentale. E nonostante il calcio mi piaccia, non ho mai ceduto ai richiami».
A fare la differenza è stato Filippo Di Maggio, oggi vicepresidente del club. «Lui mi ha coinvolto più emotivamente: mi ha raccontato la città, mi ha fatto vedere qualche partita, insomma mi sono avvicinato grazie a lui. Era da un annetto che seguivo il Marsala dall’esterno e alla fine mi sono detto: “Sì, ci sono i presupposti per poter fare bene”. Vero è che il calcio è complicato, difficile e non è sicuramente un’attività redditizia».
C’è un momento preciso in cui Marsala è entrata nel cuore di Angelo Casa, ben prima che pensasse al calcio. Come già scritto, Casa si occupa anche di arte ed è stato manager di uno dei più celebri street artist italiani, Tvboy. Un giorno arrivò l’incarico di realizzare un murales al Tribunale di Marsala, in memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
«L’artista mi chiese che immagine dovessimo fare. Avevo letto da qualche parte che da bambini i giudici giocavano a pallone insieme, e mi è venuto spontaneo dire di raffigurare Falcone e Borsellino che giocano a calcio. All’epoca non avevo in mente di prendere il Marsala Calcio. È stata una casualità. Poi mi sono detto che questo è un filo comune che mi lega alla città, al calcio e anche all’impegno e al valore sociale che un pallone può avere».
Arrivato a Marsala con le idee chiare, Casa si è subito fatto un’impressione netta della città e del suo rapporto con il calcio. «Girando per la città, nei bar, percepivo una specie di sconforto, una specie di desolazione, come se Marsala fosse una Ferrari senza benzina. Avevo la sensazione che ci volesse un progetto credibile e un impegno di prospettiva per riaccendere l’entusiasmo. Ancora siamo all’inizio, però ho visto una buona reazione da parte della gente». Gli abitanti della città posta alla punta estrema occidentale della Trinacria, hanno cominciato a percepire l’affidabilità del progetto: quella serietà è esattamente ciò che Angelo Casa e i suoi collaboratori vogliono trasmettere. «La gente non va presa in giro. Non dobbiamo mai dire quello che non riusciamo a fare. Se uno mi chiede oggi se possiamo arrivare in Serie A, io dico sempre che la potenzialità del Marsala è assolutamente da Serie A, però non sono sicuro se potrò essere io a portarcelo».
Un’onestà disarmante, che ricorda quella di Dario Mirri, presidente del Palermo, che dopo aver rilevato il club rosanero dalla Serie D post fallimento, ha lavorato pazientemente per ricucire il rapporto con la città e i tifosi, per poi cedere la società al City Football Group, il colosso che detiene, tra le altre, il Manchester City di Pep Guardiola. «Io sono amico di Mirri e lui non ha mai preso in giro le persone. Farò di tutto per portare Marsala più in alto possibile. Poi, quando arriveremo dove vogliamo arrivare, valuteremo eventuali altre situazioni. La mia volontà è lavorare con impegno e far crescere il movimento calcistico marsalese. Il mio obiettivo non è economico, assolutamente. Ciò che vorrei è cercare di riportare Marsala dove merita di stare, e se a un certo punto non riuscirò con le mie finanze, è corretto che arrivi qualcun altro per proseguire il percorso».

Angelo Casa, a sinistra, insieme all’attuale sindaco di Marsala, Massimo Grillo
Un progetto fatto bene
La costruzione di una società solida passa da basi concrete. Sul fronte tecnico, Casa ha le idee chiare: «Stiamo cercando di organizzare bene il settore giovanile. Non dobbiamo pensare a tutti costi che lo straniero sia migliore. Dobbiamo cercare calciatori utili, bravi, alla nostra causa. Possono essere marsalesi, trapanesi, palermitani o australiani». Poi aggiunge: «Stiamo lavorando per dotare la società di strutture all’altezza del calcio moderno. Contestualmente, dobbiamo muoverci anche per la questione stadio» spiega Casa.
Da osservatore attento, Casa allarga lo sguardo a tutto il calcio meridionale, da sempre penalizzato da un gap strutturale difficile da colmare. «La differenza la fanno i campi. Se non ci sono i campi dove allenarsi, è inutile: non cresceremo mai come Sud. Tu non puoi andare in una città come Palermo, ad esempio, e avere due o tre campi a disposizione. Se vai in Inghilterra, ogni squadra ne ha cinque, sei, sette. E recentemente anche Spagna e Germania si sono adeguate. Noi siamo gli ultimi d’Europa, sia per campi di allenamento che per stadi. Non è normale che in Italia abbiamo due o tre impianti all’avanguardia e poi tutto il resto siano strutture datate di quarant’anni. Non ha veramente senso».
Da imprenditore della ristorazione e del mondo dell’arte, il classe 1976 palermitano porta nel calcio un approccio manageriale preciso. «Noi siamo un gruppo di lavoro: dove ci sono esseri umani, ci vuole una giusta organizzazione per mettere insieme le varie anime, le varie teste, le varie mansioni. E non bisogna dimenticare che quando le aziende crescono, queste ampliano la propria struttura». L’ambizione è alta. Il Marsala oggi milita in Eccellenza, che nella percezione comune è ancora vista come l’ultimo gradino prima del calcio che conta. Ma Casa guarda oltre: «Una volta arrivati in Serie D, spero presto, si potranno aprire le porte di diverse collaborazioni con altre società, magari anche straniere, per scambi di giovani e reciproche esigenze».
Un manifesto chiaro, quello di Angelo Casa: restituire alla città di Marsala la dignità calcistica che merita, con trasparenza, determinazione e la giusta pazienza di chi vuole costruire per davvero.
