Chi è Alfred Schreuder, l’allenatore dell’Ajax

Chi è Alfred Schreuder, l’allenatore dell’Ajax

© “SCHREUDER ” – FOTO MOSCA

L’Ajax ha fatto la storia nel 2021/22, diventando il primo club olandese a vincere tutte e sei le partite del girone di UEFA Champions League. I Lancieri hanno poi pareggiato 2-2 in casa del Benfica all’andata degli ottavi, uscendo però dopo una sconfitta per 1-0 in casa al ritorno.

Tra le mura amiche gli olandesi hanno vinto il loro 36esimo titolo (record), il terzo consecutivo dopo i trionfi nel 2019 e nel 2021, senza considerare il 2020 che non ha visto il titolo assegnato. A fine stagione Erik ten Hag ha salutato l’Ajax, lasciando i Paesi Bassi per trasferirsi sulla panchina del Manchester United. Al suo posto è arrivato Alfred Schreuder (49 anni), ex allenatore del Brugge, vice di Ten Hag all’Ajax nel 2018/19, ma anche di Julian Nagelsmann all’Hoffenheim e di Ronald Koeman al Barcellona.

Nelle ultime due gare, la squadra di Amsterdam non è apparsa come vorrebbe il nuovo tecnico, ovvero fluida e ricca di idee in fase possesso. L’Ajax ha visto partire almeno metà del suo undici titolare in estate e ciò ha inciso sulla ripartenza. Hanno salutato Antony, Lisandro Martinez, Mazraoui, Gravenberch, Tagliafico e Haller, oltre a Onana, destinato all’Inter, e Schuurs, oggi al Torino. A sostituirli però sono arrivati Steven Bergwijn dal Tottenham (pagato 31 milioni), Calvin Bassey dai Rangers (23 milioni) e Owen Wijndal dall’AZ (10 milioni) e Brian Brobbey, acquistato dal Lipsia per 16 milioni di euro dopo che, solo un anno prima, era stato lasciato partire a parametro zero.

La società biancorossa ha continuato poi ad attuare la sua politica di valorizzazione dei giovani. In quest’ottica si spiegano anche gli arrivi dei vari Francisco Conceição, figlio d’arte, del difensore turco Ahmetcan Kaplan e dell’italiano Lorenzo Lucca, il primo italiano a vestire la maglia dell’Ajax.

L’organico affidato ad Alfred Schreuder ha un’età media di poco più di 24 anni e mostra margini di crescita enormi. Chiusa l’era di Erik ten Hag, l’Ajax e Schreuder sono ripartiti dalle certezze, rifugiandosi nel 4-3-3 di chiaro stampo olandese, con pedine tecniche e dinamiche, secondo quei principi di gioco che sono radicati nel codice genetico del club. Seguendo la strada tracciata da Ten Hag, Schreuder chiede ai suoi di associarsi continuamente tra loro, scambiandosi posizioni e compiti, generando uno schieramento che non dà grossi punti di riferimento, pur rimanendo fedele alla costruzione del gioco dal basso.

Schreuder mira a mantenere sempre il controllo del campo. In fase di non possesso, l’imperativo è di andare subito a recuperare il pallone, alzando il baricentro e accettando il rischio dell’uno contro uno a tutto campo.

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