Ubaldo Matildo Fillol: triste, regular e penal

Vincenzo Paliotto ci racconta il rigore parato da Fillol alla sua squadra del cuore: il River

FillolFillol con la maglia del River
Articolo di Vincenzo Paliotto06/03/2026

La decisione più delicata in tal senso toccò a Julio Cesar Menotti, che in vista del Mundial da giocare sui terreni di casa a Buenos Aires e dintorni, doveva in qualche modo schierare la migliore formazione possibile che potesse avere a disposizione. Ed anche tra i pali c’era bisogno del miglior arquero che si potesse annoverare in quel momento ed il Diretor Tecnico della Selecciòn ad un certo punto del suo non facile percorso di avvicinamento al Mundial escluse Hugo Orlando Gatti, il funambolico portiere del Boca Juniors, e si affidò al più stabile, regolare e tecnico Ubaldo Matildo Fillol, cresciuto nelle file del Quilmes e che nel 1973 era passato dal Racing Avellaneda al River Plate.

Aveva debuttato proprio nel 1974 ai Mondiali di Germania contro la Germania Est, ma poi era stato successivamente accantonato, fino a riprendere il suo posto proprio nel 1978, alla vigilia o quasi di quel Mondiale tanto grande per l’Argentina, ma anche tanto sanguinoso nei suoi effetti collaterali. Fillol la vinse quella Coppa del Mondo ed in verità vinse anche abbastanza tra i pali del River Plate. Del resto, era un abile pararigori. Il primo penalty lo neutralizzò nel Metropolitano del 1970, quando difendeva i pali del Quilmes nella gara contro il Gimnasia Y Esgrima e dal dischetto ipnotizzò un certo Delio Onnis, che poi sarebbe sbarcato in Europa a siglare caterve di gol.

Con la maglia numero 1 del River Plate vinse tanto e fu un giocatore simbolo. Il suo unico cruccio a guardia dei pali dei millionarios fu quello di aver perso la finale della Copa Libertadores del 1976 e quella Copa diventava per il River ormai una maledizione. I bonarensi l’avrebbero vinta per la prima volta soltanto nel 1986, quando Fillol era andato in Spagna a difendere la porta dell’Atletico Madrid. Ma aveva come meritava ancora estimatori in patria e tornò, difendendo fino al 1990 la porta del Velez Sarsfield. Ancora una volta il destino accompagnò la carriera di quel grande portiere. La sua ultima partita della carriera contro il “suo” River Plate all’ultima di campionato con uno Scudetto in palio.

Il River doveva almeno pareggiare per raggiungere in classifica il Newell’s Old Boys, ma sul campo del Velez è in svantaggio per 2-1. Ma viene accordato un rigore al River Plate e sul dischetto si porta Ruben Polillita Da Silva, uruguagio con il vizio del gol. Tira quasi a botta sicura Da Silva, ma il balzo felino di Fillol gli impedisce il pareggio. Fillol consegna in pratica il titolo al Newell’s Old Boys, strappandolo ai suoi amici del River. Ma il suo pubblico, il suo vecchio pubblico lo applaudirà lo stesso: triste, regular e penal.

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