Una furia di troppo per l’Italia

Una furia di troppo per l’Italia

Finisce a Milano il cammino dell’Italia verso la finale della Nations League. La furia di una Spagna vogliosa di rivincita ci travolge, facendoci riassaporare dopo ben 37 partite il sapore della sconfitta. Una sconfitta che ci porta a giocare la “finalina” di Torino con un pizzico d’amaro in bocca. La Spagna, così, si prende la sua rivincita. Ma fidatevi, farebbero cambio volentieri.

Nel segno dei giovani e del Tiki Taka i campioni d’Europa cadono, ma con orgoglio. Lo stesso dimostrato dal nostro caposaldo, Giorgio Chiellini, che dimostra ancora una volta di essere un pilastro fondamentale per la nostra nazionale.

Non l’unico a brillare tra gli azzurri nella notte di ieri sera, prestazione degna di nota anche per Federico Chiesa, un ariete con la velocità di un centometrista. Caduto in battaglia dopo aver dato il massimo, forse anche qualcosa in più.

Difficile, invece, chiedere il massimo a Gigio Donnarumma, surclassato di fischi per tutto l’allenamento e per i 90 minuti successivi. Brutta caduta di stile da parte della nostra tifoseria.

Il centrocampo, che è stato uno dei nostri punti di forza per tutto l’Europeo, ieri è stato totalmente annientato dalle furie rosse. Chiedere conferma a Kean. Un toro nel bel mezzo della corrida.

Non solo demeriti della nostra squadra, la rosa che avevamo difronte è forte, e lo sappiamo bene. Altrimenti non l’avremmo spuntata ai calci di rigore qualche mese fa.

Un connubio di giovani e senatori quasi perfetto. Le geometrie di Busquets unite alla classe di Gavi, Il “canterano” di lusso. Le falcate di Oyarzabal per gli inserimenti da 9 puro di Ferràn Torres che, per una notte, rievoca la leggenda di un altro Torres, Fernando.

Nella fase del suo cambio generazionale, la Spagna è una furia. Lo è più che mai.

Questa sconfitta, più che essere meritata, magari ci è servita. Ci fa tornare per una sera con i piedi per terra. Dimostrando che il mondo non resta a guardarci, piuttosto studia come batterci.

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