Come gioca l’Empoli?

Come gioca l’Empoli?

© “ZANETTI” – FOTO MOSCA

Le due compagini vengono entrambe da una vittoria nella scorsa giornata, e manca sempre meno alla pausa per il Mondiale: è il momento dello sprint finale e collezionare più punti possibili dato che, a gennaio, inizierà un “nuovo campionato”. Stagione scorsa chiusa al quattordicesimo posto, analogo destino sembra raggiungere la squadra di Zanetti quest’anno, che alberga in quelle zone della classifica da quando è ripartita la stagione. Tra l’altro, proprio come la scorsa stagione, un percorso altalenante sembra scandire i tempi della sua maratona, come una volta Massimiliano Allegri definì il campionato di Serie A.

La stella

In una squadra che vive in un costante limbo, senza mai preoccuparsi della scottante zona salvezza, tantomeno di guardare le stelle dal campo in una notte europea, c’è un calciatore che più di tutti meriterebbe una chance tra le big del campionato: Nedim Bajrami. Desiderato dal Napoli, che volentieri avrebbe puntato delle fiches su di lui, il centrocampista dell’Empoli ha realizzato un gol in dodici gare giocate. Nonostante le sue statistiche non siano eccellenti, almeno fino ad oggi, l’albanese è un giocatore chiave per i toscani, e il suo allenatore punta tanto su di lui, queste alcune dichiarazioni rilasciate sul suo conto: “È un giocatore eclettico e di talento che può giocare in varie zone del campo, abbina tecnica e velocità e ha anche qualche gol in canna. Può fare la differenza e ha molti margini di crescita”.

Il suo idolo è Zidane Zidane, e fa parte di quella categoria di calciatori capace di unire l’utile al dilettevole, proprio come il suo idolo, con le dovute proporzioni ovviamente. Zanetti ne ha evidenziato la duttilità, ed infatti Bajrami per quanto abbia l’istinto del trequartista può essere impiegato anche sulle fasce, come è stato contro l’Atalanta ad esempio. Il suo skill set variegato gli permette di arrivare al tiro sia dalla distanza, sprigionando un violento tiro di destro, che in area di rigore, a seguito di una rapida serpentina tra i difensori ad esempio. Lui è sicuramente uno dei talenti più puri che abbia prodotto nei recenti anni il calcio balcanico.

Il tecnico

Ex allenatore del Venezia tristemente retrocesso in cadetteria, Paolo Zanetti ha avuto di nuovo la possibilità di allenare un team nella massima serie. Il tecnico dell’Empoli possiamo piazzarlo in quel novero di allenatori idealisti, che riesce (o prova) a trasmettere alle sue squadre una ben precisa idea di pensiero, profonda, radicata. Nonostante una serie di esoneri, il suo stile è riconoscibile, ed è proprio ciò che vuole.

Desidera una squadra a sua immagine e somiglianza che sappia muovere il pallone anche nei momenti più difficili. Ciò, in Serie B con il Venezia, ha prodotto i suoi frutti, ed i lagunari giocavano un calcio spumeggiante e bello da vedere; purtroppo in Serie A, con l’Empoli, il divario tecnico è al contrario, è difficile tenere il possesso quando tecnicamente difronte a te c’è chi lo gestisce meglio. Questo è uno dei gap su cui bisogna lavorare. L’adattamento, per diversi tecnici di passaggio dalla A alla B, infatti, è sempre stato molto complesso.

Come gioca l’Empoli

Nedim Bajrami è l’epicentro tecnico della squadra, ma prestazioni poco all’altezza hanno spinto Zanetti a provare nuovi modi di giocare, magari per rendere anche la sua squadre indipendente dalle sue idee: le recenti partite, infatti, non hanno visto il talentoso giocatore albanese scendere in campo dall’inizio, ad eccezione della gara contro l’Atalanta, in cui è stato schierato sulla fascia. Il fatto che Bajrami parta dalla panchina rende l’Empoli pericoloso nella seconda frazione di gioco, in cui approfitta della sua rapidità.

Sotto questo punto di vista, si possono porre delle analogie con Luciano Spalletti, il quale schiera nel secondo tempo “dei titolari del secondo tempo“, interpretando in una chiave molto dinamica i cinque cambi. A causa del gioco spesso propositivo che, però, non produce i risultati sperati, l’Empoli si ritrova con la difesa scoperta e, non vantando prime scelte in quel ruolo, subire gol non diventa un’impresa ardua. Solo in tre gare, infatti, i toscani hanno tenuto la porta inviolata. Contro le big, invece, una catastrofe: 4 gol dalla Juventus, 2 da Roma e Atalanta, 3 dal Milan. Il Napoli, da migliore attacco del campionato, ha diverse possibilità per far male alla squadra di Zanetti.

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