É scomparso Riccardo De Lella, professorino gentile del pallone

Riccardo De Lella

Napoli piange oggi la scomparsa di Riccardo De Lella, il professorino gentile del pallone, così lo chiamava Mimmo Carratelli. Tutta la tifoseria azzurra si stringe attorno al suo ricordo, a ciò che ha rappresentato per 20 anni nelle giovanili del Napoli e, ovviamente, alla famiglia.

Verseranno più di una lacrima sia i discepoli più umili che i più prestigiosi di De Lella. Nomi come Ciro Ferrara, letteralmente scoperto da Riccardo più di 35 anni fa, o Fabio Cannavaro, lanciato in rampa verso il successo da lui nei primi anni ’90, quando vinsero insieme il campionato nazionale allievi 1990.

Quel trionfo porta le firme di nomi pesanti, come abbiamo detto, il futuro campione del mondo Fabio Cannavaro, Ciccio Baiano, il capitano di quella squadra Fava, Diana, Martino, Chaiaiese. La finale contro la Fiorentina rappresentò un po’ come la chiusura di un cerchio per Riccardo De Lella, allenatore-insegnante di una generazioni di grandi giocatori, alcuni grandissimi.

Quella partita terminò ai calci di rigore, dopo che Napoli e Fiorentina non riuscirono a violare le reti sia nella gara di andata, che in quella di ritorno. Quel pomeriggio, al centro sportivo di Agnano, erano presenti 7000 spettatori, alcuni costretti a stare in piedi a bordocampo per la tanta calca. Un’autentica Santa Barbara pronta ad esplodere dalla gioia. La vittoria arrivò dopo ben 15 rigori tirati, con il risultato di 8-7 per gli azzurri di De Lella.

Riccardo De Lella oggi saluta la sua Napoli e questa terra, tuttavia, resta la proiezione della sua ombra gentile sugli uomini che ha visto crescere, e alcuni di loro diventare allenatori, come Cannavaro o Baiano, lunga e incancellabile.

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