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Lo Bello: “Di Bello recidivo, rigore lapalissiano”

Lo Bello: “Di Bello recidivo, rigore lapalissiano”

Ancora problemi tra arbitro e Var, ancora problemi con Di Bello. E ‘Di Bello’ non c’è assolutamente nulla, se si considera che il fischietto di Brindisi era caduto nello stesso genere di errore in Atalanta-Napoli solamente due settimane fa. Salvato, così come ieri nella partita tra azzurri e Roma, dall’assistente al Var. Sembra quasi che il signor Di Bello non abbia sufficiente carattere per assumersi la responsabilità di decretare un rigore importante. Non possiamo, e non vogliamo pensare che si tratti di negligenza, altrimenti il suo ruolo internazionale ne verrebbe meno. Tuttavia, siamo qui a cercare di districarci per non addossare croci esageratamente pesanti, mentre l’evidenza ci consegna due errori “copia-incolla”.

Ecco, dunque, che ci affidiamo al nostro solito interlocutore di prestigio, l’ex arbitro internazionale Rosario Lo Bello, affinché ci fornisca una possibile spiegazione di questa sorta di déjà-vu.

“Quando accadono cose del genere i motivi possono essere solo due: o sei male piazzato, e non è accettabile, poiché basta che ti metta leggermente nella tua diagonale e la spinta si vede perfettamente; oppure, se si ha bisogno per un fallo così chiaro, evidente, lapalissiano, dell’utilizzo del Var…mah. Il fatto che l’episodio si sia ripetuto dopo due settimane, con le medesime dinamiche, rende Di Bello recidivo.

Ma, se mi consenti, io non penso tanto a lui che in quanto singolo ha sbagliato più volte e a breve distanza dall’episodio passato. Io penso all’AIA. Il lavoro che stanno facendo di ripristino, e posso assicurarti che si tratta di una mole immane, viste le macerie che hanno lasciato le gestioni precedenti, adesso è complicatissimo. E questi sono i risultati. Hai voglia povero Rocchi a tirare su, di fronte a questi episodi cadono le braccia. Basta un errore del genere, tra l’altro recidivo, per far cadere tutta la costruzione che, con pazienza, stanno facendo. Altro che cartina di tornasole, qui la situazione è lampante ed evidente, non c’è bisogno di aspettare che la cartina arrossisca. Qui c’è da arrossire davvero. Si perde credibilità di fronte al reiterarsi di episodi simili. La parola d’ordine è credibilità, soprattutto nell’errore. È fondamentale per la costruzione di pilastri dell’AIA”.

Al termine di Napoli-Roma, l’ex arbitro Marelli, oggi opinionista Dazn con il compito di commentare gli episodi contestabili, ha tra l’altro ravvisato una possibile chiamata mancata per un ipotetico danno procurato da Meret a Zaniolo nei minuti finali di partita. Di Bello ha lasciato correre, così come Di Paolo al Var. Qual è il suo parere in merito?

Chi è Marelli? Senti, io dico che andare a parlare di rigore in questo caso, significhi andare a cercare il sesso degli angeli. Mi spiego: l’attaccante ha tutto il diritto di orientare la palla e cercare di segnare; il portiere ne ha uno altrettanto. Ha parato una prima volta, addirittura una seconda, cosa deve fare? Smaterializzarsi? Diventare un ectoplasma? Quindi, non facciamo del Var un acchiappa fantasmi. Che resti uno strumento utile, preciso ma sempre al servizio dell’arbitro, e non viceversa”.

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