Gli ultras del Beitar invocano la “pena di morte” nel match contro il Bnei Sakhnin
Tensione a Gerusalemme. Strisicone che invoca la pena di morte per i terroristi. Ultras di estrema destra vicino alla proposta di legge di Ben-Gvir
Lo striscione del BeitarLo stadio Teddy Malha è tornato a essere l’epicentro delle tensioni politiche israeliane. Durante l’incontro ad alto rischio tra il Beitar Jerusalem e il Bnei Sakhnin, la squadra che rappresenta la minoranza araba in Israele, la tifoseria di casa ha esposto uno striscione dal chiaro contenuto politico, esprimendo pieno sostegno alla linea dura del Ministro, Itamar Ben-Gvir.
Il messaggio della Curva
Dagli spalti, il gruppo ultrà di estrema destra, noto per le sue posizioni anti-arabe e nazionaliste, è stato srotolato un messaggio inequivocabile a favore della controversa proposta di legge promossa da Ben-Gvir: l’introduzione della pena di morte per i terroristi (forse meglio dire per i palestinesi). L’esposizione dello striscione non è stata casuale, ma è avvenuta proprio in occasione della sfida contro il Bnei Sakhnin, match che in Israele trascende sempre l’aspetto sportivo per diventare uno scontro identitario e religioso.
La politica invade il calcio
La mossa degli ultras del Beitar si inserisce nel dibattito rovente che divide la società israeliana. Itamar Ben-Gvir, leader del partito di estrema destra Otzma Yehudit (Potere Ebraico), ha fatto della pena capitale per chi commette atti di terrorismo uno dei cavalli di battaglia del suo mandato governativo. La tifoseria del Beitar negli ultimi anni, sempre più vicina alle frange della destra radicale, ha voluto così legittimare la proposta politica direttamente dagli spalti, trasformando la curva in un tribunale politico.
Una partita sempre ad altissima tensione
La partita tra Beitar e Sakhnin è considerata la più pericolosa del campionato israeliano. Il Beitar è l’unica squadra del campionato israeliano a non aver mai tesserato un calciatore arabo per volontà della sua frangia più estrema di tifosi, mentre il Sakhnin è il simbolo dell’orgoglio arabo-israeliano (è stata la prima squadra araba a vincere la Coppa di Stato). In questo clima, lo striscione sulla pena di morte è stato letto da molti osservatori e dalla tifoseria ospite non solo come un sostegno a una legge, ma come un atto di ostilità e intimidazione rivolto indirettamente alla comunità rappresentata dalla squadra avversaria.
L’episodio conferma ancora una volta come il Beitar Jerusalem rimanga un termometro fedele degli umori della destra israeliana più radicale, e di come il calcio, a queste latitudini, non sia mai solo un gioco.
