Milinkovic-Savic non è più il “fratello di”, ma l’artefice del suo stesso destino
Milinkovic-Savic l'estremo difensore che non assomiglia a Meret. Un portiere necessario. Vanja è l'uomo che mancava al Napoli. L'analisi di Claudio Agave.
Credit photo by profile facebook SSC NapoliNessuna porta inviolata, certo. Ma tanti piccoli e grandi sogni realizzati, con la speranza che il futuro sia ancor più radioso del presente. Pur essendo più “anziano”, Vanja Milinkovic-Savic è stato rappresentato mediaticamente, per la maggior parte della sua carriera, italiana e non solo, come il “fratello di”. Sergej, per la precisione: uno dei centrocampisti che maggiormente, in questi anni, sono stati in grado di unire tecnica, fisicità e capacità tattiche in un solo corpo al servizio del pallone. Dopo molto tempo, però, la narrazione può cambiare: con l’ex Lazio nella dorata Arabia e il trasferimento al Napoli, Vanja è pronto a lanciare ancor di più la sua, di carriera.
Un portiere “necessario”
Il Napoli ha scelto di prendere Milinkovic-Savic per dei motivi molto semplici (anche se, ancora oggi, qualcuno fa quasi fatica a spiegarseli): serviva un estremo difensore che avesse caratteristiche differenti rispetto a Meret e che, in caso di problemi fisici o tecnici, potesse sostituirlo al meglio. In tal senso, Vanja è sempre stato un portiere apertamente “in contrasto” con il numero 1 del Napoli, con il quale – peraltro – aveva condiviso un’esperienza italiana con la casacca della Spal.
Se Meret è un portiere molto bravo tra i pali ma decisamente più statico nel gioco fuori dalla porta, oltre che meno sicuro con i piedi, Milinkovic-Savic rappresenta l’esatto opposto: un estremo difensore molto coraggioso nel coprire lo specchio della porta in uscita – sia alta che bassa – e particolarmente avvezzo al gioco con gli arti inferiori. Tanto è vero che, in queste prime partite, il Napoli ha spesso tentato anche la soluzione del lancio lungo verso la punta, al fine di sfruttare le caratteristiche di un portiere certamente moderno ma che, al contrario dell’italiano, può assolutamente migliorare nell’occupazione della linea di porta.
Si tratta di due portieri non esenti dal commettere degli errori, in grado di offrire prestazioni esaltanti alternate, però, ad altre partite decisamente sottotono. In questo senso, anche con Milinkovic-Savic abbiamo avuto un assaggio, visto l’intervento non proprio irreprensibile in occasione del gol di Ranieri, contro la Fiorentina.
Accettato il rischio di commettere sbagli, praticamente insito nel ruolo del portiere (e del calciatore in generale), Milinkovic-Savic ha offerto 2 prestazioni molto buone nel complesso. A Firenze è stato poco impegnato ma, nel finale, si è fatto notare con alcune parate importanti. Contro il City ha spesso salvato il risultato prima del chiaro ed evidente calo a cui avrebbe portato l’inferiorità numerica di lunga gittata. Anche il fatto di aver giocato le 2 partite più “importanti” (cioè contro gli avversari più difficili da affrontare) della stagione finora è sicuramente un messaggio chiaro. Ma è anche l’alibi perfetto per “giustificare” il fatto che, al momento, Milinkovic-Savic sia l’unico tra i portieri azzurri ad aver subito dei gol.
Una concorrenza che non può far male
Il grande dibattito sulla rotazione dei portieri continua a imperversare anche in chiave Napoli ma, come negli altri ruoli, avere un’alternanza non può che rappresentare un asset positivo. Nel calcio moderno, quello delle 5 sostituzioni, dei recuperi monstre e delle 50 e passa partite ogni annata, la competitività e le forze fresche passeggiano a braccetto, non solo in maniera parallela ma piuttosto attiva. Proprio per via di ciò, l’acquisto di Milinkovic-Savic è decisamente più utile di quanto si possa credere.
Ora, chiaramente, starà al serbo sapersi ben comportare, in un contesto nel quale molti tifosi vorrebbero già consegnargli le chiavi della saracinesca delle porte allo stadio Maradona mentre altri, invece, continuano a sentirsi più sicuri con l’approccio maggiormente “conservativo” di Meret. La risoluzione di questo conflitto è in realtà molto semplice: il Napoli ha 2 ottimi portieri e questa è una notizia, non solo perché rappresenta quasi un unicum nella storia azzurra ma perché, in effetti, non può di certo portare squilibri, quanto – invece – solo vantaggio.
Per Milinkovic-Savic, infine, Napoli rappresenta l’occasione di poter lanciare realmente la sua carriera nella stratosfera, dopo anni di buone prestazioni, tanti rigori parati, qualche topica estemporanea e, purtroppo, zero trofei. Se saprà dare una mano al Napoli, il club stesso rappresenterà un trampolino di lancio (o, meglio, un punto d’arrivo) per poter dire che i fratelli Milinkovic-Savic sono entrambi talentuosi, bravissimi, vincenti.
