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Kvaratskhelia: “A Napoli impari sia dentro che fuori dal campo”

Kvaratskhelia: “A Napoli impari sia dentro che fuori dal campo”

©️ “KVARATSKHELIA” – FOTO MOSCA

Khvicha Kvaratskhelia, attaccante del Napoli e della Georgia, ha rilasciato alcune dichiarazioni dal ritiro con la Nazionale.

Le parole di Kvaratskhelia

“Quando torno in Nazionale, sono così felice… Sono davvero contento, è un ambiente così amichevole e familiare, non solo in campo ma anche fuori. Senti come se dovessi fare di tutto per questi ragazzi e per questi tifosi, probabilmente dall’esterno noteranno che c’è unione nella squadra. Siamo una grande famiglia che fa di tutto per il nostro obiettivo”.

Il classe 2001 ha poi aggiunto: “Individualmente va bene fin quando fai qualcosa di buono, ma secondo me la priorità è il successo con la squadra, perché senza la squadra sei solo un’individualista. Non puoi essere nulla, non puoi ottenere nulla senza i tuoi compagni. Cerco anche di adattare le mie qualità alla squadra, per aiutarla ancora. Il successo della squadra è il primo per me, poi l’individuo”.

Serie A

“La Serie A è uno dei migliori campionati del mondo. Mi sto adattando molto bene. I giocatori mi hanno accolto benissimo. C’è un’atmosfera meravigliosa all’interno del gruppo. Qui le persone sono fantastiche. C’è però molto su cui lavorare”.

Sulla sua esperienza in azzurro

“Di solito il primo giorno è difficile per tutti i calciatori, perché arrivi in un altro ambiente, incontri nuove persone che non conosci. Il primo giorno è stato un po’ difficile, ma i ragazzi mi hanno accolto calorosamente così come lo staff tecnico e tutti coloro che lavorano nella squadra. Qui impari da tutti, sia dentro che fuori dal campo. Quello che mi incuriosiva di più erano lo stadio e i tifosi. È uno stadio stupendo, con i tifosi che lo rendono ancora più bello. Per 90 minuti cantano, cantano e non si fermano. Se vai in città e chiedi di calcio a donne, anziani di 70-80 anni sanno tutto“.

Riguardo Spalletti e i compagni

“Mi ha detto che ho un buon dribbling e che gioco bene nell’uno contro uno, ma devo giocare di più per la squadra, perché ci sono giocatori forti ed è giusto che mi metta al servizio della squadra. Mi ha spiegato che dovrei aiutare di più la squadra in difesa. Faccio tutto quello che mi dicono gli allenatori. Quando sono andato a Castel di Sangro non erano ancora arrivati tutti i giocatori, la prima comunicazione è stata con Mario Rui che mi ha accolto molto bene. Non tutti parlavano inglese e Mario mi ha spiegato tutto: come fare in allenamento e al di fuori dell’allenamento. Ci sono sempre giocatori in squadra pronti a tradurmi quando mi parlano in italiano. Comunque sto già imparando la lingua. Ho un ottimo insegnante georgiano che mi insegna l’italiano. Anche se ho pochissimo tempo cerco sempre di trovare momenti liberi per impararlo”.

Sugli allenamenti

“Da quando sono qui mi alleno di più. Dedico molto tempo allo stretching dopo l’allenamento. Ho sempre pensato che dedicavo molto tempo agli allenamenti, ma quando sono arrivato qui ho visto le cose da una prospettiva diversa. Quando giochi in una squadra di questo livello analizzi che devi fare di più, ovviamente entro i limiti. La mattina mi sveglio alle 7:30, vado agli allenamenti un’ora e mezza prima, dove faccio colazione e successivamente mi inizio a preparare per l’allenamento. All’orizzonte ci sono partite più difficili, il campionato diventa ogni giorno più interessante. Dopo la partita tutti ci prepariamo per la prossima sfida. Molte persone già mi amano a Napoli per il mio stile di gioco? Probabilmente sì, forse anche perché in campo do sempre il 100%”.

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