Koulibaly-Anguissa-Osimhen, la spina dorsale del bunker azzurro

Koulibaly bunker

© “KALIDOU KOULIBALY”– FOTO MOSCA

Il Napoli è ancora imbattuto, 8 vittorie e un pareggio, migliore difesa del campionato. Solo Genoa, Juve e Fiorentina sono riuscite a scardinare il bunker azzurro.

Il mister toscano ha in poco tempo lavorato bene. Soprattutto, ha risollevato il morale di una squadra amareggiata dall’assenza della Champions League. Che sia l’anno buono del Napoli, questo lo dirà solo il tempo. Ad oggi, con qualche ritocco ed un pizzico di malizia, Spalletti ha forgiato una squadra che vede il suo punto di forza nella compattezza dei reparti.

L’impressione è che la colonna vertebrale della squadra sia retta da Koulibaly-Anguissa-Osimhen, e che permetta all’assetto tattico di essere più stabile e ai giocatori di fantasia di muoversi con più libertà.

Il molleggiato di Lagos è esploso definitivamente. Attaccante completo, veloce, forte, con buona tecnica ed un’esuberanza che il tecnico di Certaldo non ha imbrigliato. Anzi, consente la sua espressione nel pressing costante, spesso solitario, sulla costruzione dal basso degli avversari. È pur vero che Victor ha un fisico costruito nella fucina di Efesto, coniugato ad una forza che gli permette di derubare ogni singolo pallone. Il cartellino rosso, rimediato contro il Venezia, altro non era che un biglietto da visita, per tutti i difensori. Quest’anno c’è una pantera nera, con unghie ben affilate, pronta ad azzannare ogni singolo pallone, gli si metta dinanzi.  

La ciliegina sulla torta di questo Napoli è Anguissa. Arriva dritto dall’Inghilterra, tra scetticismo e diffidenza, non un nome blasonato, pochi lo conoscono. Molti pensavano ad un lungo periodo di ambientamento ed invece, tempo 180 minuti, ha mostrato tutte le sue doti. Abituato nei prati inglesi a combattere e correre, non si è perso nei tatticismi italiani, anzi, ha dimostrata un pragmatismo e un’intelligenza tattica, che lo portano a muoversi sulla verticale del centrocampo in aiuto sia della difesa, che della pressione d’attacco. Inoltre, il 99 azzurro è dotato di ottima tecnica, si sovrappone spesso, dribblando ed avanzando palla al piede.

Il comandante KK è ancora il miglior difensore di questo campionato. Superarlo equivale a vincere il superenalotto. Sembra poco, ma non lo è. Orfano di Albiol, molti lo davano per finito, ridimensionato. L’intesa con Rrahmani è ancora da affinare, ma sembra proprio che Kalidou abbia ritrovato lo smalto e le energie di un tempo, che, coniugate all’esperienza, gli permettono di guidare l’intero reparto in modo magistrale.

Il resto della squadra gira intorno a loro, che, mai come quest’anno sembrano essere granitici, concentrati e pronti a non ritirare la gamba. Il Napoli è stato spesso accusato di troppe velleità, più attento alla sua bellezza, che alla sostanza. L’anno in corso ci dirà della maturità di questa squadra. I toscani sono gente concreta, abituata a concludere, e Spalletti ha dimostrato un certo pugno di ferro negli anni passati, ma anche un ottimo carisma in grado di gestire un gruppo solido, pronto a dare soddisfazione alla sua gente.

I tifosi possono dormire sonni tranquilli, segnare a questo Napoli è un’impresa ardua. Il Bunker è ben protetto, gli scudi sono alti e le punte affilate, pronte a colpire chiunque si avvicini.

Artico scritto per la rubrica “Le vostre voci” di Sport del Sud da Antonio Terracciano.

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