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Il green pass USA per il Napoli non è valido: mandati a casa due tifosi da New York

maradona

©️ “NAPOLI-CAGLIARI” – FOTO MOSCA

Sei su sei. Il Napoli come un superenalotto. Il trionfo dei numeri: due gol subiti – per la miglior difesa – sedici fatti – che fanno il secondo miglior attacco. Entusiasmo e orgoglio, rivalsa. Gli azzurri restituiscono voce ai tifosi in campo, ma fuori?

La sensazione è che il gruppo squadra capitanato da Lucianone, come era palese dal primo ritiro di Dimaro, stia compiendo un passo verso il suo popolo, deciso a rappresentarlo, ad assumersene la responsabilità attraverso i risultati e le prestazioni. È un gruppo forte per intenti e valori tecnici. Forte quanto l’alcool, più lo vedi, più lo bevi, più dimentichi l’amaro delle scorse stagioni, le mancate risposte. È un gruppo che si avvicina.

Dietro, però, una società che rimane volutamente – ahinoi – sempre la stessa: estranea, lontana e solipsistica. Noncurante di chi ne è la condizione d’esistenza, quei tifosi stessi da cui rifugge, che dimentica come se ne potesse farne meno. Qui probabilmente la ragione della Curva B che diserta, l’estemporaneità del caro biglietti, i silenzi stampa prolungati degli anni precedenti.

Biglietto 

 

Un biglietto “Tribuna Posilippo” diventato carta straccia

Qui la ragione dell’assurda storia vissuta da Kia ed Enzo, nella quale – insieme ai miei colleghi di TvLuna – mi sono imbattuto, ieri a ridosso del fischio d’inizio di Napoli-Cagliari.

Kia ed Enzo sono marito e moglie. Kia è una bella ed entusiasta ragazza afro-americana, nata a Brooklyn, lavora al dipartimento del tesoro di New York.
Enzo è simpatico e coraggioso, nato a Pomigliano, ha vissuto a Brusciano fino a quando ha deciso di volare negli States per vivere il sogno americano. Un sogno che sta vivendo. Svolge due mansioni – è bartender e geometra -, ha conosciuto l’amore, ha preso casa a Staten Island e ha una bellissima bambina di due anni.

Lei ha insegnato lui l’inglese, lui ha insegnato lei la passione per il Napoli. Una passione che lo tiene sveglio, dall’altra parte dell’Oceano, a qualsiasi ora del giorno e della notte per seguire le partite. Che siano all’alba prima di andare a lavoro o a notte fonda.
Una passione che quando hanno deciso di venire finalmente in Italia li ha spinti ad acquistare un biglietto per assistere alla partita Napoli-Cagliari.
Due ticket “Tribuna Posillipo” pagati 180 euro diventati carta straccia.

Noi di TvLuna li abbiamo intercettati fuori allo Stadio mentre venivano rispediti al mittente. “Il vostro green pass non è valido” si sono sentiti dire da steward e hostess. “Non ci fanno entrare perché per loro il nostro green pass americano non è valido” ci hanno detto. Abbiamo provato ad intercedere ma nessuno degli addetti ha voluto risponderci, si passano una voce – mentre chiedevamo di parlare con un responsabile – Non parlate!”. 

Abbiamo provato a contattare la società, spiegando che quei tifosi venuti dagli USA per assistere alla partita erano provvisti di regolare biglietto e di green pass americano rilasciato dopo l’inoculazione di una doppia dose Pfizer. Ci è stato detto che per il regolamento interno (interno!) dello Stadio Maradona le loro credenziali non erano valide, avrebbero dovuto eseguire un tampone almeno 48h prima (come specificato sul sito ma non sul ticket!), a differenza di tutti gli altri tifosi ai quali non è richiesto.
Abbiamo verificato ciò che ci è stato detto e non corrisponde al vero. Sugli organi istituzionali si fa riferimento ad un green pass valido, senza specifiche, e della necessità di un tampone nemmeno l’ombra.

Kia ed Enzo, durante la loro permanenza in Italia, hanno visitato varie città sono entrati in musei e chiese, hanno pranzato e cenato nei più svariati ristoranti. Aeroporti ed enti governativi hanno permesso loro libera circolazione in base alle loro credenziali e ai documenti a disposizione tollerati e previsti dalle leggi internazionali. Eppure ciò paradossalmente non è bastato per accedere allo Stadio.

Dicono che il Covid ha reso tutto più difficile, in questo caso ci sembra l’abbia fatto la mancanza di buon senso, di empatia, sensibilità, prossimità ai tifosi.
A questi tifosi il Napoli ha chiuso le porte della propria casa in faccia, come si fa con gli ospiti sgraditi.
È un gesto opinabile ma esplicativo.

L’amore per il Napoli è viscerale in ogni dove nel mondo, ma l’amore per durare ha bisogno di caratteri bilaterali. Nell’abbraccio tra il popolo azzurro e il Napoli (inteso come club), il secondo resta quasi sempre a braccia conserte.

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