L’ombra del Mondiale sull’Azteca: Santa Úrsula Coapa resta a secco

Mondiale in Messico: i lavori per lo stadio prosciugano il pozzo degli abitanti di Santa Úrsula Coapa

MondialeStadio Azteca foto di Ramsés Reyes
Articolo di Redazione SDS28/01/2026

Mentre il mondo del calcio attende con ansia il fischio d’inizio del prossimo Mondiale, a Santa Úrsula Coapa, il quartiere di Città del Messico che ospita il leggendario Stadio Azteca, l’entusiasmo lascia spazio alla sete e alla rabbia. Dietro i lavori di ammodernamento dell’impianto che ospiterà il match inaugurale, si consuma una crisi idrica e sociale che sta mettendo in ginocchio la popolazione locale.

Il paradosso dell’acqua: privata nel pubblico

Al centro della contesa c’è il controllo delle risorse idriche. Il pozzo principale della zona non appartiene alla rete pubblica, ma è di proprietà di Televisa, il colosso dei media che possiede anche lo stadio. Un accordo siglato nel 2019 garantisce all’azienda ben 450.000 metri cubi di acqua all’anno.

Per dare un’idea della portata, si tratta di un volume che potrebbe soddisfare il fabbisogno dell’intero quartiere per un mese intero. Invece, con l’accelerazione dei lavori iniziati a maggio 2024, il flusso viene dirottato verso il cantiere dell’Azteca, lasciando i rubinetti dei residenti desolatamente asciutti.

Gentrificazione e grandi opere: per chi è il Mondiale?

La scarsità d’acqua è solo la punta dell’iceberg. L’evento sportivo ha innescato una trasformazione urbana che i residenti definiscono “un’aggressione”. Nuovi progetti edilizi sorgono quotidianamente senza consultazioni pubbliche. La nuova pista ciclabile lungo la Calzada de Tlalpan è finita nel mirino delle proteste. Sebbene presentata come un’opera di mobilità sostenibile, gli abitanti la vedono come un servizio ad uso esclusivo dei turisti, costata l’esproprio di terreni preziosi per la comunità. La gentrificazione sta spingendo i prezzi verso l’alto, minacciando l’identità storica di uno dei quartieri più iconici di Coyoacán.

La resistenza di Santa Úrsula

I cittadini non sono rimasti a guardare. Da mesi sono in corso mobilitazioni e blocchi stradali per chiedere un atto di forza al governo: l’esproprio del pozzo di Televisa. La richiesta è chiara: il diritto all’acqua deve prevalere sugli interessi commerciali di un evento che dura un mese, ma che rischia di lasciare ferite permanenti nel tessuto sociale della città.

Mentre l’Azteca si rifà il look per brillare sotto i riflettori globali, Santa Úrsula Coapa lotta per non scomparire e, soprattutto, per il diritto fondamentale di poter bere e lavarsi nelle proprie case.

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