“La FIFA è diventata un’agenzia politica”: Boban contro Infantino
Boban si scaglia contro Infantino. La Fifa, dopo il premio per la Pace a Trump è diventata un organo troppo vicino alla politica.
Zvonimir Boban, ex dirigente FIFAZvonimir Boban torna ad attaccare frontalmente i vertici del calcio mondiale. L’ex dirigente, che ha ricoperto ruoli apicali sia in FIFA che in UEFA, ha rilasciato dichiarazioni di fuoco contro il presidente Gianni Infantino, accusandolo di aver snaturato la missione dell’organismo internazionale trasformandolo in una macchina di potere politico e personalistico.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la recente decisione di Infantino di istituire un “Premio per la Pace” FIFA e di conferirlo a Donald Trump. Boban non ha usato mezzi termini, definendo questa scelta “irrispettosa e irresponsabile”.
Secondo l’ex campione croato, azioni del genere tradiscono i valori fondamentali dello sport. In una recente intervista ha dichiarato: “Se non dicessi queste cose, tradirei ogni valore per cui ho vissuto. Non potevo restare a guardare.”
Boban, che aveva lasciato la FIFA nel 2019 (per tornare al Milan) e più recentemente la UEFA (in polemica con Ceferin), denuncia un sistema ormai dominato dalla tecnocrazia. Secondo Boban, Infantino ha creato un ambiente in cui l’ego dei dirigenti conta più del gioco del calcio, le istituzioni vengono usate per interessi personali e alleanze geopolitiche, i veri protagonisti (giocatori, allenatori, tifosi) sono messi in secondo piano rispetto alle manovre di palazzo.
“Queste persone pensano di essere più importanti del gioco stesso, più importanti dei calciatori e della gente,” ha affermato Boban, sottolineando con amarezza come le sue battaglie interne per mantenere la purezza del calcio siano state vane contro un sistema ormai politicizzato.
L’uscita di Boban non è isolata ma si inserisce in un quadro di crescente malcontento verso la governance del calcio mondiale. La sua voce, da sempre considerata una delle più “pensanti” e libere nel panorama calcistico, evidenzia una frattura insanabile tra la visione romantica e valoriale dello sport e la Realpolitik portata avanti dall’attuale dirigenza FIFA.
