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Lo Bello: “È giusto lanciare i giovani, ma è obbligo non rovinare il campionato”

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Anche per questo turno infrasettimanale la rubrica “Lo Bello del Var” fa il punto della situazione su quelli che sono stati gli episodi più discussi del 15esimo turno di campionato. In compagnia dell’ex arbitro internazionale Rosario Lo Bello abbiamo selezionato due episodi strettamente correlati alla giovane età degli arbitri designati, e le relative considerazioni sulle scelte operate da Rocchi.

Il primo caso di cui abbiamo fatto un’analisi riguarda l’arbitraggio di Marcenario in Verona-Cagliari dopo il 41’ del primo tempo fino al termine della partita. Infatti, il giovane direttore di gara aveva arbitrato pressoché in maniera perfetta fino alla giusta ammonizione assegnata al gialloblu Gunter. Poi, solo sei minuti più tardi, su un ennesimo fallo da cartellino giallo, Marcenario porta la mano alla tasca come a voler estrarre la sanzione. Accortosi che il colpevole dell’intervento irregolare era ancora Gunter, l’arbitro ha preferito non espellere il difensore del Verona, innescando le proteste dei giocatori del Cagliari. Da quel momento in avanti la direzione di Marcenario si è dimostrata incerta e imprecisa fino al fischio finale.

“Purtroppo questo è un classico caso di mancanza di esperienza. D’altronde in campo fino all’ultimo secondo non è mai finita la partita. Per l’arbitro è la stessa cosa, persino dentro al tunnel che porta agli spogliatoi. Un buon arbitro lo vedi quando sul rettangolo verde scoppia qualche putiferio. Intanto non deve perdere la calma (con tono deciso), non deve pressare, né farsi intimorire dall’atmosfera. Deve rimanere il più possibile equilibrato e aspettare che il mare si calmi. E quella è esperienza”.

Ma l’esperienza non può essere fatta durante partite importanti per la classifica. E qui arriviamo al secondo caso in questione: Pezzuto in Sassuolo-Napoli. D’altronde questa è la politica del nuovo designatore Gianluca Rocchi, il quale punta a far crescere in fretta gli arbitri più promettenti in vista del cambio generazionale che vedrà l’addio di Orsato, Doveri e Valeri, prossimi ai limiti di età.

Che la prova del direttore di gara Pezzuto al Mapei Stadium sia completamente da buttare via, non lo si può certamente dire. Anzi, fino all’episodio in cui Defrel atterra da dietro Rrahmani senza venir sanzionato dall’arbitro, le decisioni prese da Pezzuto sono sembrate tutto sommato corrette. Il problema è sorto dal momento in cui il Sassuolo, sugli sviluppi della punizione ottenuta pochi secondi dopo il mancato fischio ai danni dell’attaccante neroverde, ha trovato il pareggio definitivo all’89’ con Ferrari.

Rosario Lo Bello è piuttosto chiaro sulla questione: “Ho sentito dire che potrebbe essere stato poco lucido a causa della stanchezza. Innanzitutto vorrei precisare che un arbitro non può essere stanco. Gli arbitri sono compressi dall’adrenalina durante la partita. Siamo sempre lì, vanno abituati gradualmente. Non puoi dare a Pezzuto la Juve all’inizio e poi ridesignarlo per un’altra big dopo dieci giornate (tono sconsolato). La pressione in Serie A è immensa, avrebbe dovuto prima farsi un po’ più le ossa in B alternata con qualche altra partita che non sia determinate per le sorti di una squadra nella massima serie. Io esordii nel 1975 e la Juve la vidi solo nel 1980 in un match di Coppa Italia”.

E qui il discorso si sposta sul designatore Rocchi e la sua filosofia adottata in questo avvio di campionato sulle scelte e le tempistiche degli arbitri in alcune partite piuttosto che in altre.

Probabilmente se Pezzuto, per fare il nome discusso in questione, fosse stato tenuto più in tiro non sarebbe capitato quanto successo. Se io fossi il designatore e fossi consapevole di dover lanciare un arbitro, dopo quattro o cinque partite di Serie A, al turno suo, lo sceglierei per fargli arbitrare una partita tosta. È dopo quel match che voglio vedere come si è comportato e come ne è uscito. Quindi, senza togliere nulla a Pezzuto, io avrei mandato un arbitro “in forma”. È giusto lanciare i giovani, ma è anche obbligo non rovinare il campionato”.

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