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Lo Bello: “Non si può attendere due minuti per rivedere una chiamata”

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Avete presente i cartelli che durante il secolo scorso si era soliti mettere all’interno delle fabbriche con su scritto “giorni senza incidenti: 0”? Ebbene, oggi possiamo segnare 1. Gli arbitri non hanno commesso particolari errori, o comunque degni di essere menzionati, e, laddove accaduto, il Var ha svolto correttamente il proprio compito. Esempio lampante di quanto appena detto è il richiamo di Chiffi in sala Var all’indirizzo di Orsato in campo durante Fiorentina-Lazio.

L’esperto fischietto aveva concesso al 19’ del secondo tempo un calcio di rigore in favore dei viola a causa dell’intervento di Felipe Luiz su Castrovilli. Chiffi guarda le immagini, poi, senza alcun timore reverenziale, richiama Orsato al monitor per deliberare definitivamente. Riconosciamo anche al fischietto in campo di aver avuto l’umiltà di tornare sui propri passi e annullare la massima punizione ai danni della Lazio.

Ci sarebbero poi le proteste di Simone Inzaghi sul contatto tra Giroud e Sanchez nell’azione che ha portato il Milan a pareggiare il derby di sabato, vinto dai rossoneri in rimonta. Ci sentiamo, tuttavia, di derubricarle a semplici contestazioni di campo poiché, eccetto rare voci strombettanti per mestiere, è stato considerato quasi unanimemente semplice contatto di gioco.

Noi, come di consueto, abbiamo fatto appello al nostro interlocutore di prestigio in materia: l’ex arbitro internazionale Rosario Lo Bello.

Come le è sembrato l’operato del Var in questa 24esima giornata di Serie A? È stato utilizzato nel modo corretto?

“In occasione di Fiorentina-Lazio si è vista una perfetta applicazione del Var. Una vera e propria appendice del direttore di gara e degli assistenti. Quindi, tutto perfetto, incluso il coraggio dell’addetto al Var di richiamare un arbitro nettamente più esperto di lui. Vorrei invece concentrare l’attenzione sulla mancanza di tempestività di applicazione in Roma-Genoa. La decisione deve essere rapida, non si può attendere due minuti per rivedere una chiamata. Così si perde d’effetto e autorevolezza, oltre a scatenare nervosismo in campo. Non solo si è sviluppata un’azione in questo caso, ma anche dell’altro. Dopo come fai a spiegare il cambio di decisione? L’intervento deve essere tempestivo, non finirò mai di ripeterlo”.

Abbiamo inoltre chiesto un parere personale a Rosario Lo Bello sulla decisione di Guida di non fischiare fallo sul contatto tra Giroud e Sanchez, che tanto ha fatto arrabbiare Simone Inzaghi.

“Dipende dal modo in cui hai impostato la partita. Se si decide di arbitrare all’inglese, allora va bene, nessun problema e nessun dubbio sulla regolarità del contatto. Però, attenzione, bisogna considerare tutto l’operato dell’arbitro. Vedi, se ne stiamo a parlare vuol dire che c’è il dubbio. Quindi non si può considerare un metro più vigoroso utilizzato per tutta la partita. In questo caso, secondo me, è opportuno vedere qual è stata l’impostazione dominante della conduzione di gara.

Io partirei da una considerazione: nelle scuole calcio la prima cosa che viene insegnata è come proteggere la palla. Nello specifico era scoperta e Giroud è intervenuto con vigoria ma con la spalla. In questo caso ci sono due parametri da considerare: se c’è aria tra le spalle dei due giocatori e che il contatto avvenga di spalla ma non sulla schiena. Se vengono meno queste indicazioni è fallo.

Oltretutto la dinamica del campo suggerisce che Sanchez abbia riconosciuto la regolarità dell’intervento dato che si è immediatamente rialzato per rincorrere il milanista. Non puoi protestare quando hai preso un gol, la richiesta di sanzione non si può esibire a convenienza, perde anch’essa di autorevolezza e consistenza. In conclusione, direi, che è stata un’entrata vigorosa però non mi pare di avere riscontrato termini fuori dalla normalità”.

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