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La mossa Malcuit

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© MALCUIT – FOTO MOSCA

Le classiche due facce di una stessa medaglia, il davanti e il retro. Chissà in quale angolo buio del tifo razzista, che so, di Bergamo, Verona, Roma laziale, se ne sta acquattato il nordista dotato di potenza iettatoria, che gufa senza un attimo di riposo per decimare l’organico del Napoli calcio. Il reparto di medicina d’urgenza convenzionato con la società azzurra è al limite e forse oltre la capienza di posti per infortunati e giocatoti comunque bisognevoli di assistenza.

L’elenco raccontato ieri per giustificare l’emergenza degli infortunati (Koulibaly, Anguissa, Fabian, Insigne, Manolas, Lobotka) si è dovuto integrare con il nome di Politano, fuori gioco per una gastroenterite (problemi di cucina, se un identico problema ha tenuto lontano dal campo Manolas?). Pazienza, se la iella del signor ‘X’ si fosse limitata a questo nuovo malanno. Non è andata così. Lozano, a causa di un lodevole impeto agonistico, è franato malamente sul corpo di un avversario e nell’impatto si è rotto un dente. Barella. Chiunque, al posto di Spalletti, avrebbe mandato sull’erba zuppa d’acqua del Maradona Stadio il sostituto naturale del messicano, cioè Ciro Mertens. Un attaccante per un attaccante. E invece, a sorpresa è toccato a Malcuit, a un difensore di ruolo. Per fortuna o per bravura, la scelta del tecnico azzurro si è rivelata vincente.

Il terzino francese, sulla direttrice di destra, in sovrapposizione di Di Lorenzo, gli ha consentito di trasformarsi in ala, di sfruttare la sua velocità, l’incisività, di spedire cross insidiosissimi. Uno, che Petagna non ha potuto sfruttare, ha trovato Elmas in agguato, senza marcature, pronto a ottimizzare il lancio. Pallone in rete degli inglesi, 3 a 2. La faccia meno positiva del cambio Lozano-Malcuit si è rivelata durante il pericoloso assalto finale al forte napoletano del Leicester (azzurri salvati da un palo e da un’occasione clamorosa fallita dagli inglesi) quando Mertens avrebbe potuto alleggerire la pressione aggressiva degli uomini di Rodgers con le sue incursioni in campo nemico.

È andata bene, ma quanta paura di subire il pareggio, con gli azzurri arroccati nella propria metà campo. Dita incrociate, ferro a portata di mano toccato ripetutamente, preghiere a Diego dei diecimila sulle gradinate: scongiurata la beffa di un terzo gol del Leicester. In trance da ringraziamento Spalletti, vestito di tutto punto, si è tuffato come il Cagnotto dei tempi migliori in una pozzanghera d’acqua piovana.

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