Rischio calcolato

Rischio calcolato

©️ “AGNELLI” – FOTO MOSCA

Si rischia la fucilazione sul posto, la forca, la lapidazione, se in presenza di adoratori del dio pallone si esterna l’idea della stretta somiglianza dei focolai di nefandezze che avvelenano il calcio con le patologie della società liberista, nel senso di libertà di corrompere, truffare, malversare, calpestare l’etica, ovvero di un black pass diffuso in ogni angolo del mondo. Succede che il popolo dei bravi e buoni appassionati dello sport più popolare del pianeta Terra, sia penalizzato dal marcio che cova e talvolta esplode, svelato dalla magistratura ordinaria e dalla giustizia sportiva.

C’è altro e di peggio di là del malaffare e si può sintetizzare in uno scarno, quanto significativo elenco: razzismo, violenze, partite truccate, vendute, decisioni arbitrali scandalose a favore di squadre con alto potere di corruzione e non ultimi i bilanci societari truccati, le fatturazioni false, i debiti mascherati. A monte di questa sordida analogia con i mondi paralleli di enti, imprese, big della finanza, c’è, evidente ma sottaciuto, un clamoroso scompenso nel dare-avere, la mole insostenibile dei costi e l’esiguità degli incassi.

Per mascherare la voragine di immensi deficit, i vertici dei club coinvolti svicolano nell’illecito. Il boato mediatico scoppia ora nelle segrete stanze di comando della Juventus. Indagini della procura di Torino, intercettazioni telefoniche, riscontri bancari, inchiodano il celebratissimo club bianconero sul banco degli imputati, con l’accusa di quarantadue operazioni sospette e false fatturazioni. L’intento è di coprire l’entità di un maxi debito. Il reato contestato, plusvalenze di quasi trecento milioni si riferisce per il momento a tre bilanci. Incredibile, ma vero, gli stessi dirigenti della Juventus ammettono che peggio c’è solo calciopoli.

È in corso una raffica di interrogatori e per ultimi saranno ascoltati il presidente Andrea Agnelli, il suo vice Nedved e l’ex direttore sportivo Paratici, coinvolto a suo tempo nel falso esame di Suarez in procinto di firmare per la Juve (trattativa non andata in porto), ma dopo aver dimostrato di parlare in italiano. Come da copione, la società, a caldo, ha dichiarato di aver operato in regola con leggi e regolamenti. Agnelli, riuniti i dipendenti, li ha rassicurati: “Tutto in ordine”. Non gli credono gli azionisti e il titolo è andato giù, in picchiata (- 6, 34%). È caccia aperta a una scrittura privata che proverebbe un passaggio di euro non contabilizzato per il trasferimento di Ronaldo al Manchester United.

Non solo Juventus. Sotto osservazione c’è il Napoli avrebbe risparmiato 20 dei 71 milioni da versare al Lille rifilando ai francesi due giovani calciatori quotati al ribasso e il terzo portiere, per ragioni anagrafiche da pensione, ma riportando in bilancio la cifra intera di 70 milioni. Sospetto anche il fitto scambio Juve-Genoa per un totale di 123 milioni, ma solo 25 finiti nei conti correnti. La cospicua differenza è stata compensata con l’arrivo in bianconero di Perin (solo 14 presenze in campo) e di tale Zanimacchia (due presenze). Una piccola folla anima operazioni analoghe, per esempio tra Inter e Genoa e non solo.

Vittime sacrificali sono calciatori sicuramente non di qualità interessante per club di Serie A, pagati quasi niente, usati per gonfiare l’onere reale sostenuto con l’acquisto di star del calcio o per incassare cifre che non compaiono ufficialmente nei contratti. Da scoprire un’altra magagna. La società “X”, complici mediatori spregiudicati e calciatori senz’arte né parte, ne ingaggia uno per la cifra falsa di otto milioni, che finisce nella colonna delle passività, ma ne sborsa solo uno. Se lo spartiscono il mediatore e il “brocco”, che se ne torna al suo paesello senza aver tirato neppure una pallonata con la squadra che lo ha ingaggiato.

Raccontare questa faccia del calcio a un patito del pallone è certamente un rischio, anche se a chi ne parla, piacciono e tanto il bel calcio, il tifo di campanile non violento, i gol di Ronaldo, Messi, Osimhen e Mertens. L’associazione consumatori: “Se le accuse alla Juventus saranno confermate chiederemo la retrocessione del club bianconero in Serie B e la revoca degli ultimi scudetti vinti”. Sarebbe un bis amaro per la squadra della Fiat. Nel 2006 la sentenza per il caso calciopoli: Juventus in Serie B e revoca dello scudetto 2004/05. Non assegnato il titolo della stagione 2005/06.

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