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Enrico Albertosi con la maglia dell’Italia durante il Mundial del 1970

Quel magico 1970 per Diego, Albertosi e Rombo di Tuono

In questa Maradoneide, Darwin Pastorin racconta poeticamente un 1970 irripetibile: il piccolo Maradona nelle Cebollitas, Enrico Albertosi tra i pali del Cagliari scudettato e Gigi Riva, Rombo di Tuono, simbolo eterno della Sardegna e del calcio italiano.

Palestina

Palestine International Marathon: la maratona della resilienza

La green card della settimana va ai partecipanti della Palestine International Marathon, che si è tenuta l’8 maggio 2026, dopo tre anni di stop dovuti alla guerra.

Conte perde contro il Bologna - credits to Instagram officialsscnapoli

Conte mantiene ‘o carro p’ ‘a scesa”

Conte si arrende al Maradona contro il Bologna. Il Napoli non ha ancora raggiunto il suo obiettivo stagionale, e tra i tifosi napoletani serpeggia grande preoccupazione. Oltre che per le partite a venire, anche per quello che potrà essere il futuro prossimo.

Napoli non ha bisogno solo di uno stadio. Ha bisogno di memoria e competenze di marketing territoriale

La ricerca della Rome Business School certifica il caso Napoli: 320 milioni di impatto economico sulla città, 550 milioni sulla Campania e 500mila turisti-tifosi in un mese. Numeri che dimostrano come il calcio possa diventare marketing territoriale, economia emozionale e racconto urbano. Ma il prossimo investimento non deve essere solo lo stadio: Napoli deve trasformare la propria memoria calcistica in un patrimonio diffuso.

Maglie storiche del calcio appese in esposizione tra tradizione, colori e marketing moderno

Le maglie del calcio tra cuore e mercato: la rivoluzione dei colori

Nel suo articolo per la rubrica ''L'angolo del Beck'', Roberto Beccantini racconta la trasformazione delle maglie da simboli sacri del tifo a prodotti del mercato moderno. Dai colori storici e immutabili degli anni Settanta alle continue rivoluzioni dettate da sponsor, marketing e moda, il calcio ha progressivamente smarrito parte della propria identità visiva. Resta però intatto il legame emotivo tra tifosi e colori della propria squadra.

Flo Hyman durante una partita con la nazionale statunitense di pallavolo negli anni Ottanta

Flo Hyman: la gigante che ha riscritto le regole dello sport americano

Per la rubrica “Chiedimi chi era” di Anna Albano, la storia di Flo Hyman è il racconto di una donna che ha cambiato per sempre il modo in cui lo sport guardava le atlete forti, visibili e dominanti, trasformando la propria diversità in una forma di potere.

Sandrino Carrea, il giorno in cui la maglia gialla tremò di umiltà

Al Tour del 1952, mentre Fausto Coppi costruiva la sua leggenda, un gregario piemontese visse la più inattesa delle incoronazioni, e quasi se ne scusò

Moncini

Moncini: la forza di non arrendersi mai

Moncini contro la Virtus Entella, proprio quando il gioco si fa duro, proprio quando la squadra sembra essere arrivata a un punto di non ritorno, interviene con la sua esperienza e con il suo spessore di sportivo, prima ancora che di calciatore, controlla il pallone, si gira con rapidità e conclude con precisione chirurgica, battendo […]

Yekini, il Toro e la verità che non consola.

Nelle "Insolite coordinate", Luigi Guelpa attraversa la parabola di Rashidi Yekini, dal gol al Cotton Bowl che fece nascere la Nigeria calcistica alla lenta sottrazione della malattia. Tra superstizioni africane, fantasmi su quattro ruote e diagnosi taciute, la sua fine smonta la leggenda della maledizione e restituisce una verità più dura: non un incantesimo, ma la solitudine biologica di un corpo che si spegne mentre il mito continua a correre.

Il Grande Torino, Superga

I giorni del Torino, 1949-1976: il grande dolore, la grande impresa

Ne “L’angolo del Beck”, Roberto Beccantini torna a Superga e al Grande Torino, memoria collettiva più che granata: dagli Invincibili al Toro di Radice campione nel 1976, una storia che attraversa lutto, rinascita e mito nazionale.