Il Napoli manda Angelo Branduardi al mercato di gennaio

Il Napoli batte la Fiorentina ma si conferma leader negli infortuni. I tifosi ormai sono consapevole che rischiano di farsi male anche loro, sia sugli spalti che sul divano. Questione di tempo.

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Articolo di Giancarlo Moscato01/02/2026

Il Napoli batte la Fiorentina per 2 a 1. E questo bisogna dirlo subito, perché a queste condizioni già il fatto che la partita si sia giocata, è davvero un successone.
Ieri sera al Maradona (o ovunque tu voglia immaginarlo, perché ormai sembra un set di Grey’s Anatomy – reparto partenopeo) è andata in scena la partita contro la Viola, ma che si potrebbe definire come una partita di calcio travestita da racconto epico…con sottofondo di gemiti, bende e comunicati medici.

Segna la fine della scia delle partite ogni tre giorni, dopo la debacle Champions, ogni due giorni, ogni ora e quarto d’ora. Eppure, nonostante la settimana prossima non ci siano incontri calcistici settimanali, qualcuno ha ben pensato di metterla come anticipo alle ore 18, giusto perché forse i calciatori stavano rifiatando un po’ troppo.

Finalmente arrivano i tre punti, che sono una manna dal cielo e probabilmente la cosa più importante in questo momento. I tifosi che entrano allo stadio, ai controlli, hanno mostrato bende, cerotti, spray e tutto quello che serve per medicare a qualcuno.

Il regolamento di accesso allo stadio è stato infatti riscritto, per questa stagione questi elementi possono essere introdotti da chiunque allo stadio. Sai com’è, possono servire.

Tornando alla partita, il Napoli fondamentalmente la conduce, e conferma il di aver trovato in questo marasma, un calciatore in più. Antonio Vergara. Gioca e sembra dire: “Tranquilli, ci penso io… almeno provo.”

Gioca con personalità, senza paura, con quella sfrontatezza tipica di chi non sa ancora che dovrebbe avere paura. Tocca il pallone come se fosse casa sua, guarda la porta come se la conoscesse da sempre.

Vergara non è evidentemente ancora una certezza, ma è una promessa che ha iniziato a mantenersi. E in un Napoli pieno di cerotti, lui è quello che corre dritto, leggero, con l’aria di chi sta sbocciando mentre tutto intorno è… in sala d’attesa.

Scatto bruciante più tagliente del coltello che affetta la palatella di pane cafone (e attenzione a questo epiteto, che ancora deve venir fuori) la domenica a pranzo. Eppure, immaginate se due gol consecutivi di questa fattura li avesse fatti il Dio del Calcio Pio Esposito. Speciali in tv a reti unificate.

Un tocco, tiro in controtempo a bruciare il movimento del portiere in uscita. Delirio. Lesto e furbo a sfruttare il movimento di Højlund, a mandare in porta il napoletano, su lancio di Meret.

Ebbene sì, avete letto bene: LANCIO DI MERET, ripetiamolo insieme. Qualcuno dovrà  ingoiare bocconi incredibilmente amari, e si sa che questo portiere sarà bersagliato al prossimo errore, nonostante ieri sia stato in grande spolvero.

Con Meret si fa come le recensioni Amazon: una negativa, vale 20 positive. E il pensiero comune su questo portiere, da parte del tifoso napoletano, è proprio questo. Il pacco (Meret) mi serve, però sono subito pronto a fare il reso.

Il raddoppio è un Tiros a giros di Gutierrez, che in queste ultime partite in quella posizione di campo, ha fatto venire più dubbi di un Labrador alla guida di un SUV: perché? La risposta è nel girare subito palla al centroavanti, in stile Politano, e cercare questo tiro a rientrare.

Il Napoli alla fiera dell’infortunio

Il Napoli vince, sì. Ma lo fa come quei supereroi che salvano il mondo zoppicando, con un braccio ingessato e chiedendo il cambio al minuto 60.
La Fiorentina prova a fare la guastafeste, il Napoli risponde, segna, lotta, soffre… e nel frattempo perde un altro pezzo. Perché se c’è una cosa che non manca quest’anno, oltre al possesso palla, è qualcuno che si fa male.

Ed ecco appunto che si arriva momento clou: credevate vero di aver giocato, e addirittura vinto, senza qualcuno che si facesse male? Poveri illusi. Ormai questo evento è più atteso del gol stesso
Di Lorenzo. Il capitano. L’uomo che di solito sembra fatto di titanio, di improvviso decide di ricordarci che è umano.

Cade, male. Resta a terra, facce preoccupate, mani nei capelli, e sugli spalti qualcuno che pensa: “Perfetto. Anche oggi la quota infortuni è coperta.”

E questa volta è davvero preoccupante, il crociato sembra essersi rotto come il cuore dei tifosi napoletani che non possono fare altro che incitarlo e mandargli vicinanza.

Sembra ormai grottesca, un po’ per sfortuna, un po’ per la litania che in molti hanno preso come vademecum, delle rotazioni sbagliate. Una lista infinita, in un campionato ancora lungo,  tanto è vero che al mercato di gennaio, quello che serve per “aggiustare le squadre”, il Napoli non manderà Manna ma Angelo Branduardi.

Alla fiera dell’Est, per molti soldi
un calciatore ADL comprò.
E si infortunò Lukaku
e poi De Bruyne,
e poi Politano,
e poi Rrahmani,
e poi Anguissa,
e poi Meret,
e Milinković-Savić,
e Di Lorenzo,
e al mercato (di riparazione), Adl chi comprò?

Amen. So che l’avete cantata, e avete fatto bene.

Insomma: il Napoli vince 2-1. Perde altri giocatori, guadagnando forse un talento.
E conferma una cosa: quest’anno, più che una rosa, è un crisantemo.

Nu campostanto.

 

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