Come giocherebbe il nuovo Napoli
In uno scenario post-apocalittico quale viviamo oggi, non ci resta che immaginare una rinascita.
Foto MoscaÈ evidente che dopo aver sognato ed ottenuto lo scudetto, questo è in assoluto il peggior
risveglio. La distruzione di un progetto formato da calciatori giovani, entusiasmo alle stelle, su
una società senza debiti e con una solidità economica invidiabile. Ma cosa ha permesso di far
andare tutto storto?
Ad oggi non è nostro compito analizzare, anzi se vogliamo essere costruttivi
dobbiamo guardare questo come punto di partenza. Più in basso di così non si poteva e per
citare Merlino ora si può solo risalire.
Inevitabilmente verrà rifondata una formazione sia da un punto di vista tecnico che strutturale.
Manna è già arrivato, probabilmente si guarderà anche ad un altro direttore sportivo, ma colui che
getterà le basi della necessaria rinascita sarà l’Allenatore.
Tanti i nomi che girano, quello più ambito è sicuramente l’odiato e amato Antonio Conte. Si
perché un allenatore che ha nel suo dna la juventinita’ di certo ai napoletani non fa piacere. Ma fa
molto piacere un vincente e sicuramente il tecnico salentino lo è! Non è propriamente un uomo
legato alle bandiere , vedi allenare Juve ed Inter, essere leccese ed allenare il Bari, per non parlare
dei giri nei derby in Premier tra Chelsea e Totthenam entrambe londinesi.
Ma è un vincente, dopo quest’annata ci vuole qualcuno che sia una garanzia anche dal punto di
vista caratteriale. Uno come lui difficilmente si farebbe controllare dalla società. Imporrebbe un
mercato, un mercato importante che farebbe gola a qualsiasi tifoso, che come detto prima ha la
garanzia di una liquidità importante.
Altri discorsi si sono aperti su altrettanti allenatori interessanti. Si vociferano vari nomi: Rose del
Lipsia, Pioli, Italiano che va in scadenza a fine stagione, Gasperini e infine anche Juric che si
libererà del contratto e saluterà il Torino. C’è un filo conduttore tra questi: la difesa a 3.
Pioli ha fatto faville con la Lazio con il suo 3-4-1-2, Gasp e Juric vengono di fatto dalla stessa
scuola e l’attuale tecnico della Dea si è imposto anche in Europa con la difesa a tre, chiedete a
Valencia e Liverpool. Solo l’allenatore dei viola non è abituato a schierare questo schema, ma
all’occorrenza è passato a tre soprattutto per difendere i risultati a partita in corsa.
Ad ogni modo tra i soldi risparmiati e guadagnati quest’anno, con la possibile cessione di Victor
Osimhen, la formazione partenopea può vantare un tesoretto di quasi 200 milioni di euro. Non
poco, per una società che non ha nulla da risanare, ma solo da spendere per evitare il tracollo.
La storia tra l’altro ci insegna: guardare al passato ci fa capire come gli azzurri hanno sempre
trovato un modo di pianificare e ben spendere ciò che hanno. Non bisogna dimenticare che la
cessione di Cavani, dolorosissima per ogni tifoso, fu il primo mattoncino per costruzione di un
progetto che è durato un decennio.
L’arrivo di Higuain, Callejon e Albiol con quella cifra permise al Napoli di acquisire lustro e diventare una formazione saldamente e perennemente in Europa.
Ecco, questo deve accadere, ricostruire per essere una forza costante nel tempo.
Con questi soldi, con un allenatore come garanzia e con un progetto a lunga durata la società
azzurra si potrebbe permettere di acquistare chi vuole.
Ad oggi, vedendo l’andamento non ci resta che sognare questa formazione tipo (che poi potrebbe
essere plausibile)
Gli undici consigliati per il Napoli: 3-4-2-1
– Caprile; già di proprietà è stato una garanzia per l’Empoli, ripartire da un giovane come lui
darebbe fiducia al progetto e soprattutto permetterebbe la società di intervenire su altre
sponde.
– Di Lorenzo; dopo una stagione sottotono cambiargli ruolo e farlo giocare braccetto di destra,
considerando che già da centrale con Gattuso ha fatto bene, potrebbe essere il modo per farlo
rinascere
– Buongiorno; se penso ad un investimento per un difensore centrale penso a lui. Granitico,
italiano, giovane e senza mai una sbavatura. Perfetto per la difesa a 3! Solo lui.
– Calafiori; ha giocato da centrale ma si stacca e va in sovrapposizione. Campionato
straordinario il suo, giovane e pieno di entusiasmo, sarebbe un Campagnaro di sinistra nei
giorni nostri.
– Dedic; il terzino destro di proprietà del Salisburgo sarebbe una garanzia già a vent’anni. Una
bestia su quella fascia. considerando che comunque alle spalle c’è uno come Mazzocchi,
scommettere su di lui sarebbe un rischio controllato.
– Anguissa; con Folorunsho come alternativa a dargli fiato e solo il campionato da affrontare,
potrebbe tornare ai fasti di un tempo.
– Lobotka; anche lui avrebbe una grande alternativa come Gaetano, ma ad ogni modo se
dobbiamo parlare di rinascita si passa per i suoi piedi.
– Carlos Augusto; è stato il miglior terzino 2023/24, ha trovato poco spazio, si rilancerebbe con
grande entusiasmo in una piazza così calda.
– Kvara; non si scherza, Kvicha non si tocca!
– Gudmnsson; ha fatto meraviglie quest’anno e se il Napoli vuole può prenderlo. Sarebbe
determinante.
– Scamacca; Non ha una titolarità fissa a Bergamo, ma ogni volta che gioca segna ed è
straripante. Sarebbe la punta perfetta per una squadra giovane e prepotente come lui.
