Quando Spalletti disse a Castán: “Sei un giocatore di Serie B”

Leandro Castán ci ha provato in tutti i modi a tornare ad alti livelli dopo il tumore. Ha lottato, ha stretto i denti, ma sentiva di non essere più quello di prima.

Articolo di Redazione SDS02/02/2023

©️ “SPALLETTI” – FOTO MOSCA

Leandro Castán ci ha provato in tutti i modi a tornare ad alti livelli dopo il tumore. Ha lottato, ha stretto i denti, ma sentiva di non essere più quello di prima.

Nella stagione 15/16 gioca 3 partite fino a gennaio, quando sulla panchina giallorossa non siederà più Rudi Garcia, ma Luciano Spalletti, chiamato a risollevare le sorti di una squadra che fatica in campionato ed è stata eliminata agli ottavi di Coppa Italia dallo Spezia. Castán è sulla via del recupero e nei primi giorni il tecnico di Certaldo lo chiama in ufficio per un botta e risposta molto rapido: «Leandro, senti ho bisogno che torni ad essere il migliore difensore della Serie A. Come devo fare?». E lui: «Mister, ho bisogno di giocare. Prima ne facevo 35 su 38, ora al massimo 3-4». «Non ci sono problemi, ti metto in campo. Sei pronto già per il Verona?». Castán risponde: «Sì, però ho bisogno di un po’ di partite. Devo ritrovare il ritmo». «Tranquillo, ci penso io». 

Castán fa l’esordio ufficiale nella nuova Roma di Spalletti contro l’Hellas Verona. La prestazione è un disastro: «Giocai malissimo, ma veramente. Forse la partita peggiore della mia carriera. Pareggiamo 1-1 e procuro un rigore. Il giorno dopo, Spalletti mi richiama nel suo ufficio. Entro, era lì al pc. Neanche mi siedo e mi fa: ‘Senti, la partita di ieri è stata un disastro’. Gira lo schermo e c’erano 3-4 squadre di Serie B: ‘Il tuo livello è questo, non puoi giocare alla Roma’. Mi è crollato tutto. Gli rispondo: ‘Allora me ne torno in Brasile’. E lui: ‘Fa’ come vuoi, qua sicuro non giochi più».