Ancelotti è diventato Re Carlo V: un’incoronazione che svela la miopia di De Laurentiis
La vittoria con il Real Madrid è solo l'ultimo tassello della carriera straordinaria di Ancelotti, frettolosamente licenziato da De Laurentiis.
Foto Mosca De LaurentiisIl 1° giugno 2024, Carlo Ancelotti ha riscritto la storia del calcio, alzando al cielo la sua quinta Champions League come allenatore, una conquista che gli è valsa il soprannome di “Re Carlo V”. Un’impresa straordinaria che mette in luce, con brutale chiarezza, la miopia e l’incapacità di visione del presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, che nel dicembre 2019 non comprese la grandezza di questo allenatore e lo licenziò.
L’avventura azzurra di Ancelotti
Riflettiamo su quel periodo. Ancelotti, uno degli allenatori più vincenti della storia del calcio, aveva preso le redini del Napoli il 18 agosto 2018, iniziando il suo viaggio con una vittoria per 2-1 contro la Lazio. La sua avventura sulla panchina azzurra durò 479 giorni, durante i quali guidò la squadra in 73 partite: 38 vittorie, 19 pareggi e 16 sconfitte. Un bilancio che, per molti, rappresentava una base solida su cui costruire un progetto vincente.
Il licenziamento improvviso
Eppure, quella notte del 10 dicembre 2019, dopo una brillante vittoria per 4-0 contro il Genk, De Laurentiis convocò Ancelotti all’hotel Vesuvio e gli consegnò la lettera di esonero. Una decisione che oggi, alla luce dei successi di Ancelotti, appare ancora più incomprensibile. L’allora presidente del Napoli scelse di non dare fiducia a un allenatore che avrebbe potuto portare il club a vette mai raggiunte, preferendo invece una girandola di allenatori che ha portato pochi frutti.
La girandola di allenatori
Dopo l’addio di Ancelotti, il Napoli ha attraversato un periodo di alti e bassi. Gennaro Gattuso non è riuscito a lasciare il segno, mentre Luciano Spalletti ha riportato lo scudetto all’ombra del Vesuvio, salvo poi lasciare la panchina a Rudi Garcia. L’ultimo campionato, con il tourbillon di allenatori scelti da De Laurentiis, si è rivelato a dir poco disastroso, culminato con l’umiliante esclusione da tutte le coppe europee, un evento che non accadeva da molti anni e che avrà costi economici e di prestigio enormi per la società.
I trionfi di Ancelotti
Ancelotti, nel frattempo, ha continuato a collezionare trofei, dimostrando che la sua capacità di gestione e la sua visione tattica sono ineguagliabili. La vittoria con il Real Madrid è solo l’ultimo tassello di una carriera straordinaria, che avrebbe potuto arricchirsi anche con successi a Napoli, se solo De Laurentiis avesse avuto la lungimiranza di credere nel suo progetto.
Un monito per il futuro
In un mondo calcistico in cui la pazienza e la fiducia nel lungo termine sono merce rara, la vicenda di Ancelotti al Napoli è un monito per tutti i presidenti. Un monito che vale anche per il presidente Iervolino che a Salerno ha licenziato frettolosamente Paulo Sousa con tutte le disastrose conseguenze che ne sono derivate.
A volte, la grandezza è proprio davanti ai nostri occhi, basta saperla riconoscere e coltivare.
De Laurentiis ha fallito in questo, e oggi, mentre Ancelotti viene acclamato come Re Carlo V, Napoli rimane a riflettere su ciò che avrebbe potuto essere.
