La Juventus permetterà a Giuntoli di essere Giuntoli?

Volti sconosciuti, possibilità di sbagliare e di aspettare. Il metodo Giuntoli è a lungo termine, ma la Juventus vuole vincere subito.

Giuntoli, JuventusFoto Mosca
Articolo di carloiacono02/07/2023

©️ “JUVENTUS, GIUNTOLI” – FOTO MOSCA

Altro che Milan in salsa Moneyball con buona pace di Maldini, il vero Brad Pitt del calcio estivo – la star – è stato Cristiano Giuntoli, atteso dalla Juventus e dalla sua gente come un temporale nel deserto. È arrivato, in un periodo poco consono agli acquazzoni, e si spera – sotto la Mole – che quella che scende dal cielo – o semplicemente vien da Napoli – sia acqua ricca di limo, come quella del Nilo che rendeva fertili le terre egizie con le sue inondazioni.

Ed è cavalcando l’onda Giuntoli che la Juventus vuole ritornare grande, mettendo in atto quello che alcuni media definiscono “Progetto Scudetto”, adottato in precedenza a Napoli e pronto a ri-essere applicato come un metodo. Come se fosse semplice ripetersi, probabilmente nel calcio la cosa più difficile in assoluto.

Perché dici Moneyball e pensi agli algoritmi, elaborazione di dati e statistiche che promettono di guidare al successo. Ci sono riusciti nel baseball, c’è riuscito Billy Bean. Ci provano nel calcio, il Brentford e il Midtjylland, lo ha sperimentato il Tolosa e il Brighton. Ma il football fa storia a sé, troppi sono gli aspetti al suo interno che sfuggono per forza di cose all’intelligenza artificiale, troppi i fattori concatenati che determinano la riuscita o il fallimento di un singolo o di un progetto.

È lo stesso motivo per il quale il lavoro di Giuntoli alla Juventus non può essere pre-stimato. A Torino per Cristiano, famoso oramai come il fu Cristiano, sarà tutto diverso. Al suo arrivo a Napoli raccoglieva l’eredità di Bigon, chiavi in mano. La locomotiva azzurra era già sui binari con meta di arrivo ben chiara. Giuntoli è stato l’upgrade. Si è diretto alla cabina motori e con la sua conoscenza ne ha migliorato la quantità e la qualità dei cilindri.

Contrariamente all’ordinario, si è giunti alla stazione (tricolore) d’arrivo con anticipo, questo è stato il vero miracolo. La destinazione tra l’altro era si spazialmente concreta, in quanto De Laurentiis non ha mai scherzato quando parlava di scudetto – non l’ha fatto nemmeno pronunciando la parolona Champions, ma temporalmente vaga.

Napoli e il Napoli si sono laureati campioni trentatré anni dopo l’ultimo assolo, dopo Maradona. Il traguardo non ha mai avuto i caratteri dell’esigenza, sfumata nel sogno. Dunque nonostante le difficoltà della piazza, l’abilità maestra di Giuntoli – scovare talento grezzo – ha goduto della benzina adatta ovvero la possibilità di sbagliare, di prenderci ma non subito, di acquistare perfetti sconosciuti, li cristallizziamo in tre esempi: Diawara, Lobotka, Kvaratskhelia.

A Torino tira una aria diversa e non vien dal mare ma dalle Alpi, è fredda. Il convoglio bianconero è deragliato. Non c’è un testimone da raccogliere, bensì un disastro ferroviario. È saldo solo Max, il pilota, lui abituato agli altavelocità, che si è ritrovato a sviare in un regionale.

Il paradosso è che il mondo bianconero che attentamente cammina tra i cocci dell’impatto causato dai vari Paratici, Agnelli, Nedved, Arrivabene, ha come destinazione la stessa che a Giuntoli fu indicata a Napoli Centrale. Sul tabellone luminoso la città d’arrivo si chiama Scudetto e la tratta non ammette ritardi. 

Ecco che cambiano tutte le condizioni d’esistenza che hanno permesso al modello Giuntoli di applicarsi e rendersi efficace, prima a Carpi e poi in azzurro. Quelle “rifondazioni” – attuate in Emilia e sotto al Vesuvio – erano principalmente fatte di mirate opere di scouting e acquisizioni di giocatori emergenti: politiche giovanili e a lungo termine.

Alla Juventus sono ancora alla DC. Del domani si parla, ma è vincere oggi che è l’unica cosa che conta, si sventola la bandiera patriottica degli under 25, ma si sa benissimo che ottenere risultato nel breve bisogna di gente pronta, è quelli lì sono intorno ai 30. Dopo due anni di anonimato – interrotto soltanto da momenti di protagonismo giudiziario sportivo – e crack economici, l’imperativo è non commettere errori e giungere al successo a presa stante.

Il mercato della Juventus, che sarà segnato innanzitutto dalle uscite, per rifinanziarsi, prima dell’arriva di Giuntoli, ed anche oggi dopo la sua venuta, ha un aspetto gattopardiano leggendo i nomi che circolano intorno all’orbita bianconera.

Hanno rinnovato Szczęsny (trentatreenne), Alex Sandro (trentaduenne) e Rabiot (ventottenne). È stato riscattato Milik (ventinovenne). Per rafforzare il centrocampo si segue Milinković-Savić (ventottenne), e per l’attacco si pensa a Berardi (ventottenne). L’unica entrata che ricorda la mano di Giuntoli è quella di Weah (23), e forse è stata davvero la sua mano lunga, da Napoli, a muovere i fili della trattativa con Lille.

Se partiranno Chiesa e Vlahovic, c’è da capire se si scruteranno nuovi orizzonti davvero, o le rotte perseguite resteranno quelle dell’usato sicuro. C’è da capire in realtà se alla Juventus sanno davvero quali sono i pregi di Giuntoli, o se li sanno – e si spera di si per loro – se saranno in grado di valorizzarli.

Non esiste un uomo che vada bene per tutte le stagioni. La Juventus ha preso Giuntoli perché è Giuntoli, ovvero uno tra i migliori ds nel panorama internazionale, o per permettergli di essere Giuntoli, di rivoluzionare da zero le abitudini bianconere, per rivoltarle come un calzino.

L’inizio è nebuloso, sembra incerto come il cielo quando hai finalmente deciso di andare a fare un bagno. Ma l’inizio è sempre così, poi si apre e capirai. Capiremo se a Torino ci hanno visto lungo, oppure corto, cortissimo, come quelli che credono che due dati possano spiegarti il calcio, o un metodo sia con una copia incolla o solo meramente per facciata possa permetterti di vincere.

Ai posteri l’ardua sentenza, e da quelle parti con le sentenze non vanno d’accordo.  

LEGGI ANCHE:

https://www.sportdelsud.it/news/30/06/2023/giuntoli-lascia-napoli-e-va-alla-juventus/amp/