“Che tristezza un calciomercato nel quale il sogno è… Frattesi”
Son passati appena 5 anni, eppure sembra un secolo: da Cristiano Ronaldo a Frattesi, il calciomercato italiano non regala più sogni.

©️ “FRATTESI” – FOTO MOSCA
“Si chiamava Cristiano Ronaldo, l’aveva appena comprato la Juventus ed era tutto vero. Appena cinque anni fa. E non importa, adesso, se quell’acquisto rappresentò l’inizio dei problemi finanziari bianconeri, il classico passo più lungo della gamba: quel giorno, contava la gamba”.
Comincia con queste parole l’editoriale con cui, tra le colonne di Repubblica, Maurizio Crosetti analizza l’evoluzione che ha vissuto e che sta vivendo il calciomercato made in Italy. Da quel 2018 in cui la Juventus portava in Serie A uno dei più forti giocatori ad oggi, le prospettive sono nettamente cambiate, involute:
“Il calciomercato, come gran parte del calcio stesso, si nutre di sogni. E il fatto che adesso, nell’estate del 2023, le principali tifoserie stiano sognando, diciamo, e senza offesa, Davide Frattesi, 24 anni a settembre, centrocampista d’attacco del Sassuolo, ci sussurra che forse non sono passati cinque anni da Cristiano il Torinese, ma cinque secoli”.
E se per lo meno, prima, il calciomercato era la scialuppa di salvataggio per i sogni dei tifosi, ora sembra essere una qualsiasi zattera che continua ad imbarcare acqua da ogni lato.
“Mentre la Serie A – scrive – sta diventando l’outlet delle trattative internazionali (abbiamo ancora qualche firma esposta sugli scaffali, ce la strapagano ma sempre meno che se gli emiri andassero a cercare campioni in Spagna o in Inghilterra), mentre il nostro calcio viene escluso da quattro Olimpiadi e due Mondiali di seguito, mentre la crisi economica fatta impazzire dal Covid come maionese ci trasforma in remota provincia dell’impero, neppure le suggestioni del mercato portano conforto a un sistema che pure ha appena raggiunto tre finali europee su tre, perdendole”.
“Il mercato è un giocattolo, è la proiezione di un futuro che nella maggior parte dei casi non si realizzerà. È il regno matto dell’ipotesi, quando ogni tifoso vince il famoso scudetto dell’ombrellone, meglio se con formidabili campioni sconosciuti prima, tipo Kvaratskhelia: il godimento si moltiplica se la pepita d’oro pareva soltanto un pezzo di rame, e naturalmente se lo scudetto si avvera.
Il mercato è il divertimento grafico dei nuovi schemi delle squadre, pubblicati da giornali e siti, con gli ipotetici o nuovi arrivi scritti in neretto o tra parentesi. Il mercato è prendere appunti utili, forse, per il Fantacalcio, anche se ormai quasi tutto lo è: fantasia senza oggetto vero, proiezione mentale minima attraverso nomi minori. Tutto riflette il tempo che viviamo”.
