Spalletti: “Domani è una trappola? Se pensiamo allo scudetto, sì”

Luciano Spalletti tiene affinché non ci si monti la testa e si ragioni partita dopo partita. Le parole del tecnico in conferenza stampa.

spalletti
Articolo di Redazione SDS04/02/2023

© “SPALLETTI” – FOTO MOSCA

Luciano Spalletti presenta la gara contro lo Spezia in conferenza stampa: il tecnico di Certaldo ci tiene a non sottovalutare la gara, considerato che all’andata un’invenzione di Raspadori a pochi minuti dalla fine decise una partita destinata allo 0-0. La gara andrà in scena domani alle 12:30, in Liguria, ed il Napoli ha la possibilità di allungare ancora di più il suo vantaggio sulle inseguitrici.

L’avversario del Napoli è il Napoli stesso? Domani partita trappola?
“La partita trappola esiste se facciamo discorsi che riguardano vittorie facili, proiettandoci già ad un finale scoppiettante. Attenzione verso il derby? Allo Spezia del derby non interessa niente, gli interessa dei punti salvezza che merita per la storia del club e della città. Io ci sono stato e so quanto tempo dedicano alla squadra di calcio. Noi dobbiamo concentrarci su un match importantissimo, sarà una gara difficile in un campo difficile, solo l’attenzione e la dedizione, l’applicazione ci permetterà di andare a sfruttare l’occasione”.

Ha chiamato a raccolta i tifosi, ora sarebbe importante un contatto diretto. Ai tempi di Diego c’erano allenamenti aperti al giovedì.
“A me sembra che ci sia sempre, visto l’affetto che raccogliamo per le strade e nei pensieri dei tifosi, quello a cui fa riferimento lei necessita di strutture e regole a cui attenersi. Anche l’anno scorso siamo andati a fare degli allenamenti al Maradona, fatto partite, abbiamo pensato anche questa settimana di un sistema per tenere in condizione chi gioca di meno e fargli fare lo strappo settimanale per averli in pari il giorno dopo la gara con la Primavera. S’è parlato di come farla al Maradona per far vedere chi gioca di meno e che meritano la stessa attenzione e hanno la stessa importanza come s’è visto nelle partite ed anche per far venir bene l’allenamento.

Credo però ci sia l’impegno di essere insieme, è fondamentale, è indispensabile che ognuno di noi faccia la propria parte, sia noi che i tifosi, senza mollare di un centimetro. I calciatori hanno orecchio alle indicazioni dell’allenatore, l’altro all’incitamento della Curva, se manca qualche componente è difficile, lo stesso che dicevamo della personalità a volte si passa da coglioni per guadagnarci dopo, anche quando devi avere una reazione per forza altrimenti sei considerato meno di quello che sei in realtà. Quello è il momento in cui bisogna star zitti, ingoiare ed andare avanti. Se stiamo insieme, se avessimo avuto la Curva a la Spezia come l’anno scorso, saremmo stati più forti”.

Spalletti votato miglior tecnico di gennaio, molti pronosticavano un calo proprio a gennaio, ma non c’è stato. Se lo aspettava?
“Quando dicevano che sarebbe stata dura a gennaio, l’attenzione era rivolta ad allenarci bene, a far venire bene gli allenamenti, con ritmo, un pallone che gira a 2mila con una qualità e precisione tale per evidenziare il nostro livello. Il risultato per me era difficile poterlo dire, ma l’attenzione a quei particolari che lo potevano determinare è stata massimale e la risposta dei giocatori sul comportamento da avere è stata totale”.

A +13 è difficile non pensare all’orizzonte entusiasmante: è la più bella opera d’arte di Spalletti? Quando ha capito che stava nascendo?
“Se ci voltiamo insieme, vediamo tante cose che non si sono realizzate. Si diceva all’inizio che non potevamo fare questo percorso, c’erano dubbi. Poi è stato segnato da eventi e risultati totalmente diversi. Ora pensiamo allo stesso modo che gli altri non possano fare questo percorso che noi abbiamo fatto, è la stessa cosa! Perché una di quelle 6 squadre non può fare ciò che abbiamo fatto noi? A noi ci resta l’obbligo di fare risultati, in modo da non farli venire vicini per crearci difficoltà. Serve la consapevolezza che i fatti, i risultati, sono capaci di scrivere la storia. Bisogna continuare a farli, ci sono squadre forti, in grande salute tipo l’Atalanta, anche se sono a distanza, anche se lui fa così ‘che c… dice’. Dico ciò che voglio. All’inizio si diceva che questo non poteva avvenire, ora si dice non può avvenire e se non ti fai trovare pronto ed attento sul comportamento poi ci rimaniamo male”.

Leggi anche: